RIUTILIZZO DI IDROLIZZATO PROTEICO DALLA SCARNATURA DELLE PELLI

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Il carniccio è un prodotto di scarto ottenuto dalla concia delle pelli; viene ricavato dalla fase di scarnatura che consiste nella separazione della pelle grezza dallo strato sottocutaneo costituito essenzialmente da collagene; nel distretto conciario toscano il carniccio viene trattato nell’impianto consortile centralizzato Consorzio S.G.S. S.p.A. a Santa Croce sull’Arno. Tale impianto, a servizio dell’intero comprensorio conciario toscano, è attivo dal 1986. Presso S.G.S. il carniccio viene sottoposto ad un processo di trasformazione con l’ottenimento di grassi e proteine (il cosiddetto idrolizzato proteico), commercializzati sotto forma di prodotti per l’agricoltura e la zootecnia. Quest’ultimo settore è stato precluso da dicembre del 2000 a causa delle vicende legate alla comparsa della B.S.E. o morbo della ‘ mucca pazza’. Data l’ingente quantità di carniccio prodotta (si tratta infatti di 80000 tonnellate/anno in aumento di pari passo con lo sviluppo del settore conciario), si rende necessario mettere a punto processi e tecnologie innovativi per il recupero dell’idrolizzato proteico attraverso la sua trasformazione in altri prodotti industriali alternativi a quello tradizionalmente utilizzato nell’agricoltura ed in grado di compensare il mancato utilizzo nel settore zootecnico. Il presente lavoro si pone l’obiettivo di valutare la fattibilità dell’impiego dell’idrolizzato proteico in miscela con polimeri sintetici per la realizzazione di pellicole biodegradabili. I vantaggi associati all’utilizzo dell’idrolizzato proteico in queste miscele sono di tipo economico ed ambientale. Infatti la produzione di biomateriali a partire dal carniccio (prodotto di scarto di un processo industriale) ne comporta il recupero in quantità sicuramente maggiori rispetto al passato; per quanto riguarda il vantaggio economico, inoltre, esso risulta ancor più evidente se si pensa che verrebbe sensibilmente diminuito il costo dello smaltimento oltre al guadagno associato alla commercializzazione del prodotto ottenuto. Partendo da questo presupposto sono stati scelti due diversi polimeri sintetici solubili in acqua: il PVA idrolizzato all’88% ed un copolimero del PVA ad un più alto grado d’idrolisi contenente una piccola concentrazione di acido itaconico (PVA-PVAc-AI). Il PVA a diversi gradi di idrolisi è stato utilizzato in precedenti studi in miscela con collagene idrolizzato o gelatina provenienti da tessuti animali per al produzione di film da impiegare nel settore degli imballaggi biodegradabili. Sono state preparate miscele a diverse concentrazioni di idrolizzato proteico dalle quali sono stati ottenuti i film per evaporazione del solvente (casting). I film ottenuti sono stati sottoposti a tre diversi trattamenti reticolanti: un trattamento termico e due trattamenti chimici nei quali è stata utilizzata glutaraldeide (vapori o direttamente in miscela). E’ stata effettuata inoltre una serie di caratterizzazioni al fine di valutare le proprietà fisico chimiche e meccaniche dei film ottenuti con l’intento di individuare il rapporto polimero sintetico-idrolizzato che da un lato presentasse le migliori proprietà ottenibili e dall’altro permettesse di recuperare la massima quantità di idrolizzato possibile. I risultati delle caratterizzazioni effettuate sui film hanno evidenziato la presenza di interazioni tra l’idrolizzato ed entrambi i polimeri sintetici. Dalla valutazione delle proprietà dei film analizzate inoltre si è dedotto che il trattamento reticolante più efficace risulta essere quello termico. Ci&ograve trova conferma in modo particolare dalle prove meccaniche nelle quali si evidenzia un comportamento migliore dei film trattati termicamente.