Limite di una funzione composta: teorema, dimostrazione e cambio di variabile
Quando si può portare il limite dentro una funzione: enunciato, dimostrazione con epsilon e delta, un controesempio, il cambio di variabile ed esempi svolti.
Quando si calcola un limite come
viene naturale “portare il limite dentro”: prima si calcola il limite di
, che è 1, poi si applica la radice. Questo passaggio si fa decine di volte in ogni esercizio, ma non è sempre lecito. Il teorema sul limite della funzione composta dice esattamente quando lo è.
L’enunciato
Siano
definita in un intorno di
(escluso al più
) e
definita in un intorno di
. Se
, e
è continua in
,
allora
![]()
In parole: una funzione continua “commuta” con il limite.
La dimostrazione con epsilon e delta
Fissiamo
. Dobbiamo trovare un
tale che
implichi
. Lo costruiamo in due passi, partendo dalla fine.
- Continuità di
in
. Esiste
tale che
. Quindi basta che
cada a distanza minore di
da
. - Limite di
. Usiamo la definizione di limite con
al posto di epsilon: esiste
tale che
.
Mettendo insieme: se
, allora
, e quindi
. Per l’arbitrarietà di
il limite vale
. ∎
Il punto chiave è che il
di
si sceglie dopo aver ricevuto l’
di
: le due definizioni si incastrano come due ingranaggi.
Perché serve la continuità: un controesempio
Se
ha solo limite in
, senza essere continua lì, il risultato può essere falso. Prendiamo
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ g(x) = 0 \ \text{per ogni } x, \qquad f(y) = \begin{cases} 1 & y = 0 \\ 0 & y \neq 0 \end{cases} \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-a4f2108531a3a16baaee0df5efc430f6_l3.png)
Abbiamo
e
. Ma
per ogni
, quindi
, non 0. Il problema è che
“atterra” esattamente nel punto in cui
salta.
Esiste anche una versione del teorema senza continuità: se
e
in un intorno di
(escluso
), allora
. È la base del cambio di variabile nei limiti.
Come si usa negli esercizi
Esempio 1.
. L’esponente tende a 1 (limite notevole) e l’esponenziale è continua, quindi il limite vale
.
Esempio 2 (cambio di variabile).
. Poniamo
: per
anche
e
se
. Il limite diventa
.
Esempio 3.
. L’argomento tende a 2, il logaritmo è continuo in 2, quindi il limite è
.
Quasi tutte le funzioni che si incontrano (polinomi, esponenziali, logaritmi, seno e coseno, radici) sono continue nel loro dominio, ed è per questo che “portare il limite dentro” funziona così spesso. Gli errori nascono quando l’argomento tende a un punto fuori dal dominio (il logaritmo di qualcosa che tende a 0) o a un punto di discontinuità, come la parte intera di un numero che tende a un intero.
Lo stesso teorema con le successioni
La continuità si può anche caratterizzare con le successioni:
è continua in
se e solo se per ogni successione
si ha
. Da qui lo stesso risultato: se
e
è continua in
, allora
. È il motivo per cui, per esempio,
.
