Cinetica chimica: velocità di reazione, energia di attivazione e catalizzatori
Legge cinetica e ordini di reazione, reazioni del primo ordine e tempo di dimezzamento, energia di attivazione ed equazione di Arrhenius, catalizzatori e affidabilità dei componenti.
Il diamante è termodinamicamente instabile rispetto alla grafite, eppure dura per sempre. Il motivo è la cinetica: la trasformazione è così lenta da non avvenire mai in pratica. La cinetica chimica studia la velocità delle reazioni, da che cosa dipende e come si può cambiarla.
Velocità di reazione e legge cinetica
La velocità è la variazione di concentrazione nel tempo, in mol/(L·s). Per una reazione aA + bB → prodotti si trova sperimentalmente una legge cinetica del tipo
v = k · [A]m · [B]n
dove k è la costante cinetica e m, n sono gli ordini di reazione. Attenzione: gli ordini si misurano, non si leggono dai coefficienti dell’equazione, salvo che per le reazioni elementari.
Reazioni del primo ordine
Se v = k[A], la concentrazione cala esponenzialmente: [A] = [A]0 · e−kt. Il tempo di dimezzamento è costante, t½ = ln 2 / k ≈ 0,693/k, qualunque sia la concentrazione iniziale. È la stessa legge del decadimento radioattivo e, per chi studia elettronica, la stessa della scarica di un condensatore su una resistenza, con k al posto di 1/RC.
Esempio. Se k = 0,0231 min−1, il tempo di dimezzamento è 30 minuti: dopo un’ora resta un quarto del reagente, dopo un’ora e mezza un ottavo.
Energia di attivazione
Perché una reazione avvenga, le molecole devono urtarsi con abbastanza energia e con l’orientazione giusta per raggiungere lo stato di transizione. L’energia minima necessaria è l’energia di attivazione Ea.

La dipendenza dalla temperatura è descritta dall’equazione di Arrhenius:
k = A · e−Ea/(R·T)
Con una tipica Ea di 50 kJ/mol, passando da 25 °C a 35 °C la velocità quasi raddoppia. La stessa equazione regge i test di affidabilità dei componenti elettronici: invecchiare un circuito ad alta temperatura per poche settimane permette di stimarne la vita a temperatura ambiente, perché i meccanismi di guasto (diffusione, corrosione, elettromigrazione) seguono Arrhenius. Sui condensatori elettrolitici vale la regola pratica “10 °C in meno, vita doppia”.
I catalizzatori
Un catalizzatore offre un percorso alternativo con energia di attivazione più bassa e alla fine si ritrova inalterato. Accelera nello stesso modo la reazione diretta e quella inversa, quindi non sposta l’equilibrio e non cambia ΔH: fa solo arrivare prima allo stesso risultato. Esempi: il platino e il rodio delle marmitte catalitiche, il ferro nella sintesi dell’ammoniaca, gli enzimi nei sistemi biologici.
Da che cosa dipende la velocità
- Concentrazione dei reagenti (più urti).
- Temperatura (più molecole superano Ea).
- Superficie di contatto nei solidi: la polvere di ferro brucia, un chiodo arrugginisce lentamente.
- Catalizzatori.
- Natura dei reagenti: le reazioni tra ioni in soluzione sono quasi istantanee, quelle che rompono legami covalenti forti sono lente.

