Elettrochimica: pile, potenziali standard, elettrolisi e batterie
La pila Daniell, anodo e catodo, potenziali standard di riduzione, equazione di Nernst, elettrolisi con le leggi di Faraday, tipi di batterie e corrosione galvanica.
L’elettrochimica è il punto in cui chimica ed elettronica si incontrano: una reazione redox può produrre corrente (pile e batterie) e una corrente può forzare una reazione che da sola non avverrebbe (elettrolisi, galvanica, ricarica delle batterie). Questa lezione parte dalla pila Daniell e arriva alle batterie al litio e alla corrosione.
La pila Daniell
Se si immerge una lamina di zinco in una soluzione di solfato di rame, il rame si deposita sullo zinco e la soluzione si scolora: lo zinco cede elettroni al rame direttamente, e l’energia si disperde in calore. Separando le due semireazioni in due recipienti, collegati da un filo esterno e da un ponte salino, gli elettroni sono costretti a passare dal filo: si ottiene una corrente.

- Anodo (polo negativo): ossidazione, Zn → Zn2+ + 2e−.
- Catodo (polo positivo): riduzione, Cu2+ + 2e− → Cu.
- Ponte salino: una soluzione di KNO3 o KCl che chiude il circuito con il moto degli ioni e mantiene neutre le due soluzioni.
Un trucco per ricordare: all’anodo avviene l’ossidazione (due vocali), al catodo la riduzione (due consonanti). Nelle pile l’anodo è il polo negativo; nell’elettrolisi i segni si invertono, ma l’anodo resta sempre il luogo dell’ossidazione.
Potenziali standard di riduzione
Ogni semireazione ha un potenziale standard E°, misurato rispetto all’elettrodo standard a idrogeno (0 V per definizione). Più E° è alto, più la specie tende a ridursi.
| Semireazione | E° (V) |
|---|---|
| Li+ + e− → Li | −3,04 |
| Zn2+ + 2e− → Zn | −0,76 |
| Fe2+ + 2e− → Fe | −0,44 |
| 2H+ + 2e− → H2 | 0,00 |
| Cu2+ + 2e− → Cu | +0,34 |
| Ag+ + e− → Ag | +0,80 |
| O2 + 4H+ + 4e− → 2H2O | +1,23 |
La forza elettromotrice della pila è E°pila = E°catodo − E°anodo: per la Daniell 0,34 − (−0,76) = 1,10 V. Il legame con la termodinamica è ΔG° = −n·F·E°: con n = 2 e F = 96 485 C/mol si ottiene ΔG° ≈ −212 kJ/mol, una reazione decisamente spontanea.
L’equazione di Nernst
Fuori dalle condizioni standard la tensione dipende dalle concentrazioni:
E = E° − (0,0592 / n) · log Q (a 25 °C)
Mentre la pila si scarica i prodotti aumentano, Q cresce e la tensione cala, fino a zero all’equilibrio: una pila scarica è una reazione arrivata all’equilibrio. La stessa equazione spiega l’elettrodo a vetro del pH-metro, che produce circa 59 mV per unità di pH.
L’elettrolisi e le leggi di Faraday
Applicando una tensione maggiore della forza elettromotrice si forza la reazione nel verso non spontaneo: è l’elettrolisi, usata per produrre alluminio e cloro, per la galvanica e per ricaricare le batterie. La quantità di sostanza trasformata è proporzionale alla carica: n = Q / (z·F), con Q = I·t.
Esempio. Quanto rame si deposita con 2,00 A per 30 minuti? Q = 2,00 · 1800 = 3600 C; n = 3600 / (2 · 96 485) = 0,0187 mol; massa = 0,0187 · 63,55 = 1,19 g. È il calcolo che si fa per la ramatura dei circuiti stampati.
Le batterie
| Tipo | Tensione di cella | Ricaricabile | Uso tipico |
|---|---|---|---|
| Alcalina Zn-MnO2 | 1,5 V | no | telecomandi, giocattoli |
| Piombo-acido | 2,0 V | sì | auto, gruppi di continuità |
| NiMH | 1,2 V | sì | pile ricaricabili AA |
| Ioni di litio | 3,6-3,7 V | sì | telefoni, portatili, auto elettriche |
| Litio ferro fosfato (LFP) | 3,2 V | sì | accumulo, auto elettriche |
Le batterie agli ioni di litio sfruttano il potenziale molto negativo del litio: durante la scarica gli ioni Li+ passano dalla grafite dell’anodo all’ossido metallico del catodo, mentre gli elettroni fanno il giro nel circuito. La capacità si misura in ampere-ora: una cella da 3000 mAh a 3,7 V immagazzina circa 11 Wh.
La corrosione
La ruggine è una pila involontaria: il ferro si ossida in una zona (anodo) e l’ossigeno si riduce in un’altra (catodo), con l’umidità come elettrolita. Quando due metalli diversi sono a contatto in presenza di umidità, quello con potenziale più basso si corrode più in fretta: è la corrosione galvanica, il motivo per cui connettori in alluminio e rame vanno accoppiati con cura. Si protegge il ferro con la zincatura o con anodi sacrificali di zinco o magnesio, che si consumano al suo posto.



