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Fisica 2

Campo elettrico e legge di Gauss

Definizione del campo, linee di campo, flusso, dimostrazione della legge di Gauss, campo di sfera, filo e piano, conduttori in equilibrio, gabbia di Faraday ed effetto punta.

La legge di Coulomb descrive una forza “a distanza” tra due cariche. Il concetto di campo cambia il punto di vista: ogni carica modifica lo spazio attorno a sé, e un’altra carica risponde al campo nel punto in cui si trova. Sembra solo un modo diverso di dire la stessa cosa, ma è il passo che porta alle onde elettromagnetiche. In questa lezione definiamo il campo elettrico, le linee di campo e la legge di Gauss, con le sue applicazioni.

Il campo elettrico

Il campo elettrico in un punto è la forza che agirebbe su una carica di prova positiva q_0 messa lì, divisa per q_0:

    \[ \vec E = \frac{\vec F}{q_0}\qquad[\text{N/C} = \text{V/m}] \]

Per una carica puntiforme q, dalla legge di Coulomb:

    \[ \vec E = \frac{1}{4\pi\varepsilon_0}\frac{q}{r^2}\,\hat r \]

radiale, uscente se q \gt 0, entrante se q \lt 0. Per più cariche vale la sovrapposizione: i campi si sommano come vettori. Una carica q in un campo \vec E subisce la forza \vec F = q\vec E.

Le linee di campo

Le linee di campo sono curve tangenti in ogni punto a \vec E. Escono dalle cariche positive, entrano in quelle negative, non si incrociano mai, e sono più fitte dove il campo è più intenso.

Linee del campo elettrico di un dipolo, da una carica positiva a una negativa
Le linee di campo di un dipolo: escono dalla carica positiva ed entrano in quella negativa. Dove le linee sono fitte, vicino alle cariche, il campo è intenso; lontano si diradano.

Il flusso del campo elettrico

Il flusso di \vec E attraverso una superficie è \Phi_E = \iint\vec E\cdot\hat n\,dA: misura “quante linee di campo” attraversano la superficie. Per una superficie chiusa si prende la normale uscente, quindi il flusso è positivo se le linee escono e negativo se entrano.

La legge di Gauss

Il flusso del campo elettrico attraverso qualsiasi superficie chiusa è uguale alla carica contenuta divisa per \varepsilon_0:

    \[ \oint_S\vec E\cdot\hat n\,dA = \frac{Q_{int}}{\varepsilon_0} \]

Superficie sferica di Gauss attorno a una carica puntiforme con il campo radiale
Una sfera di raggio r centrata sulla carica: il campo è radiale, quindi parallelo alla normale d\vec A in ogni punto, e ha lo stesso modulo su tutta la sfera.

Dimostrazione per una carica puntiforme

Prendiamo una sfera di raggio r centrata sulla carica. Su ogni punto \vec E è radiale, come la normale, e ha modulo costante \frac{q}{4\pi\varepsilon_0 r^2}. Quindi

    \[ \oint\vec E\cdot\hat n\,dA = \frac{q}{4\pi\varepsilon_0 r^2}\cdot 4\pi r^2 = \frac{q}{\varepsilon_0} \]

Il raggio si semplifica: è la dipendenza 1/r^2 del campo a compensare esattamente la crescita r^2 dell’area. Per una superficie chiusa qualsiasi il risultato non cambia, perché il flusso attraverso un elemento di superficie dipende solo dall’angolo solido sotto cui è visto dalla carica, e l’angolo solido totale è sempre 4\pi. Una carica esterna invece dà flusso nullo: le sue linee entrano ed escono. Per sovrapposizione si ottiene il caso generale. In forma locale, con il teorema della divergenza di Analisi 2: \nabla\cdot\vec E = \rho/\varepsilon_0.

Come si usa: le simmetrie

La legge di Gauss vale sempre, ma serve a calcolare il campo solo quando la simmetria permette di scegliere una superficie su cui E è costante e parallelo (o perpendicolare) alla normale.

Sfera carica uniformemente (carica Q, raggio R). Fuori: con una sfera di raggio r \gt R, E\cdot 4\pi r^2 = Q/\varepsilon_0, quindi il campo è lo stesso di una carica puntiforme. Dentro: la carica racchiusa è Q r^3/R^3, e E = \frac{Q r}{4\pi\varepsilon_0 R^3}, che cresce linearmente dal centro.

Filo infinito con densità lineare \lambda. Superficie: un cilindro coassiale di raggio r e lunghezza L. Il flusso passa solo dalla superficie laterale: E\cdot 2\pi r L = \lambda L/\varepsilon_0, quindi

    \[ E = \frac{\lambda}{2\pi\varepsilon_0 r} \]

Il campo cala come 1/r, non 1/r^2.

Piano infinito con densità superficiale \sigma. Superficie: un cilindretto che attraversa il piano, con basi di area A. Il flusso passa solo dalle due basi: 2EA = \sigma A/\varepsilon_0, quindi

    \[ E = \frac{\sigma}{2\varepsilon_0} \]

indipendente dalla distanza. Con due piani paralleli di carica opposta i campi si sommano tra i piani e si annullano fuori: E = \sigma/\varepsilon_0 all’interno. È il condensatore piano della lezione sui condensatori.

I conduttori in equilibrio

In un conduttore in equilibrio le cariche sono ferme, quindi il campo all’interno è nullo (altrimenti gli elettroni si muoverebbero). Dalla legge di Gauss, applicata a una superficie appena dentro il conduttore, segue che tutta la carica sta sulla superficie. Appena fuori, il campo è perpendicolare alla superficie e vale \sigma/\varepsilon_0.

Due conseguenze pratiche:

  • la gabbia di Faraday: dentro un involucro conduttore chiuso il campo elettrico esterno non entra. È il principio degli schermi metallici dei circuiti a radiofrequenza, dei cavi schermati e del motivo per cui in auto si è protetti dai fulmini;
  • l’effetto punta: la densità di carica, e quindi il campo, è più alta dove la superficie è più curva. Sulle punte il campo può ionizzare l’aria: è il principio del parafulmine.
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