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Fisica 2

Ottica: riflessione, rifrazione, interferenza e diffrazione

Indice di rifrazione, legge di Snell dimostrata con il principio di Fermat, riflessione totale e fibre ottiche, lenti, esperimento di Young, reticoli e limite di diffrazione.

La luce è un’onda elettromagnetica con lunghezza d’onda tra 380 e 780 nm. Quando gli oggetti sono molto più grandi della lunghezza d’onda, la luce si può descrivere con raggi rettilinei (ottica geometrica); quando le dimensioni sono confrontabili, emergono gli effetti ondulatori, interferenza e diffrazione (ottica ondulatoria). In questa lezione vediamo riflessione e rifrazione, la riflessione totale e le fibre ottiche, le lenti, l’interferenza di Young e la diffrazione.

Indice di rifrazione

Nei materiali trasparenti la luce viaggia più piano che nel vuoto. L’indice di rifrazione è il rapporto

    \[ n = \frac{c}{v} \]

Vale circa 1,0003 per l’aria, 1,33 per l’acqua, 1,5 per il vetro, 1,46 per la silice delle fibre ottiche, 2,42 per il diamante. Passando da un mezzo all’altro la frequenza resta la stessa, mentre la lunghezza d’onda si riduce a \lambda/n.

Riflessione e rifrazione

Quando la luce incontra la superficie tra due mezzi, una parte si riflette e una parte passa, cambiando direzione.

  • Riflessione: l’angolo di riflessione è uguale a quello di incidenza, misurati dalla normale alla superficie.
  • Rifrazione (legge di Snell):

    \[ n_1\sin\theta_1 = n_2\sin\theta_2 \]

Rifrazione della luce dall'aria al vetro e riflessione totale dal vetro all'aria
A sinistra la luce passa da un mezzo meno denso a uno più denso, per esempio dall’aria (n = 1) al vetro (n = 1,5), e si avvicina alla normale; una parte si riflette. A destra va dal mezzo più denso a quello meno denso con un angolo maggiore dell’angolo limite: non passa più e viene riflessa tutta.

Dimostrazione con il principio di Fermat

La luce va da un punto A nel mezzo 1 a un punto B nel mezzo 2 lungo il percorso che richiede il tempo minimo. Sia A a quota a sopra la superficie, B a profondità b sotto, a distanza orizzontale d, e sia x il punto in cui il raggio attraversa la superficie. Il tempo è

    \[ t(x) = \frac{\sqrt{a^2 + x^2}}{v_1} + \frac{\sqrt{b^2 + (d - x)^2}}{v_2} \]

Imponendo t'(x) = 0:

    \[ \frac{x}{v_1\sqrt{a^2 + x^2}} = \frac{d - x}{v_2\sqrt{b^2 + (d - x)^2}} \quad\Rightarrow\quad \frac{\sin\theta_1}{v_1} = \frac{\sin\theta_2}{v_2} \]

e moltiplicando per c si ottiene la legge di Snell. È lo stesso ragionamento del bagnino che deve raggiungere chi annega: conviene correre più a lungo sulla sabbia e nuotare meno.

La riflessione totale e le fibre ottiche

Passando da un mezzo più denso a uno meno denso (n_1 \gt n_2) il raggio si allontana dalla normale. Oltre l’angolo limite

    \[ \sin\theta_c = \frac{n_2}{n_1} \]

la legge di Snell non ha soluzione e la luce viene riflessa completamente, senza perdite. Per il vetro in aria \theta_c = \arcsin(1/1{,}5) \approx 42°.

Una fibra ottica sfrutta proprio questo: un nucleo di silice con indice leggermente più alto del mantello che lo circonda guida la luce per riflessioni totali successive. Alla lunghezza d’onda di 1550 nm l’attenuazione è circa 0,2 dB/km: dopo 100 km arriva ancora il 1% della luce. Le fibre trasportano quasi tutto il traffico di Internet tra continenti, e per distanze brevi collegano server e switch nei data center.

Le lenti

Una lente sottile convergente di distanza focale f forma l’immagine di un oggetto a distanza p a una distanza q data dall’equazione delle lenti sottili:

    \[ \frac1p + \frac1q = \frac1f \]

con ingrandimento m = -q/p. Il potere di una lente si misura in diottrie, 1/f con f in metri. È l’ottica di fotocamere, microscopi, proiettori e delle lenti dei lettori ottici e dei sensori di immagine.

L’interferenza: l’esperimento di Young

Se la luce è un’onda, due sorgenti coerenti devono interferire: dove le creste coincidono si rinforzano, dove una cresta incontra un ventre si cancellano. Young lo dimostrò nel 1801 con due fenditure sottili.

Esperimento della doppia fenditura con le onde che si sovrappongono e le frange di interferenza sullo schermo
Un’onda piana di lunghezza d’onda λ attraversa due fenditure a distanza d. Le onde che partono dalle due fenditure si sovrappongono e sullo schermo producono frange chiare e scure alternate (curva rossa: intensità).

Dimostrazione della condizione dei massimi

Su un punto dello schermo visto sotto l’angolo \theta, lontano rispetto a d, i due raggi percorrono cammini che differiscono di d\sin\theta. Le onde arrivano in fase, e si ha un massimo, se questa differenza è un numero intero di lunghezze d’onda:

    \[ d\sin\theta = m\lambda,\qquad m = 0, \pm1, \pm2, \dots \]

Si ha un minimo se la differenza è un numero dispari di mezze lunghezze d’onda. Per angoli piccoli, su uno schermo a distanza L, le frange chiare sono equidistanti, a passo \Delta y = \lambda L/d. Esempio: con un laser rosso da 650 nm, fenditure a 0,25 mm e schermo a 2 m, \Delta y = 650\times 10^{-9}\cdot 2/0{,}25\times 10^{-3} \approx 5{,}2 mm. Misurando le frange si misura la lunghezza d’onda con un righello.

Con molte fenditure equidistanti (un reticolo di diffrazione) i massimi diventano righe sottilissime, e poiché la loro posizione dipende da \lambda, il reticolo separa i colori: è il cuore degli spettrometri. Le iridescenze di un CD sono lo stesso fenomeno.

La diffrazione e i suoi limiti

Un’onda che passa per un’apertura di larghezza a si allarga: il primo minimo è a \sin\theta = \lambda/a. Più piccola è l’apertura, più il fascio si apre. Ne segue un limite fondamentale: nessuno strumento ottico può distinguere dettagli molto più piccoli della lunghezza d’onda (criterio di Rayleigh, \theta_{min} \approx 1{,}22\,\lambda/D per un’apertura circolare di diametro D).

È per questo che l’industria dei semiconduttori è passata a luce di lunghezza d’onda sempre più corta per stampare i circuiti integrati: dalla luce ultravioletta a 193 nm all’ultravioletto estremo a 13,5 nm, che permette di definire i dettagli dei chip più avanzati. Lo stesso limite vale per le antenne: per avere un fascio stretto serve un’antenna grande rispetto alla lunghezza d’onda, come le parabole dei radiotelescopi o le schiere di antenne del 5G.

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