Filtri IIR: prototipi analogici e trasformazione bilineare
Filtro di Butterworth e formula dell'ordine dimostrata, Chebyshev ed ellittici, trasformazione bilineare con dimostrazione, predistorsione, esempio numerico completo, invarianza all'impulso, FIR o IIR.
I filtri IIR hanno risposta all’impulso infinita perché usano la retroazione: l’uscita dipende anche dalle uscite passate. Con pochi coefficienti ottengono transizioni molto ripide, ma rinunciano alla fase lineare e devono essere resi stabili. Il modo classico di progettarli è partire da un prototipo analogico, uno dei filtri studiati da decenni per i circuiti, e trasformarlo. In questa lezione vediamo il filtro di Butterworth con la formula dell’ordine dimostrata, la trasformazione bilineare con la dimostrazione delle sue proprietà, la predistorsione delle frequenze, l’invarianza all’impulso e un esempio numerico completo.
I prototipi analogici
Il filtro di Butterworth di ordine
ha
![]()
È massimamente piatto: in
le prime
derivate del modulo quadro sono nulle, e il guadagno scende in modo monotono. A
vale
dB, e oltre scende di
dB per decade. I poli stanno su un semicerchio di raggio
nel semipiano sinistro.
Teorema. Per avere al massimo
dB di attenuazione fino a
e almeno
dB da
, l’ordine di Butterworth deve essere
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ N \ge \frac{\log_{10}\left[(10^{A_s/10} - 1)/(10^{A_p/10} - 1)\right]}{2\log_{10}(\Omega_s/\Omega_p)} \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-9e72721994f9cef85ce3d6b9b37366f7_l3.png)
Dimostrazione. L’attenuazione in dB è
. Le due condizioni danno
e
. Dividendo la seconda per la prima
sparisce:
, e passando ai logaritmi si ottiene la formula. ∎
Il Chebyshev di tipo I accetta oscillazioni in banda passante, il tipo II in banda attenuata, e l’ellittico (o di Cauer) in entrambe: a parità di ordine ha la transizione più ripida possibile, ma la fase più irregolare.
La trasformazione bilineare
Per passare dal filtro analogico
a quello digitale si sostituisce
![]()
dove
è il periodo di campionamento. È la regola dei trapezi applicata all’integratore
, e trasforma una funzione razionale in un’altra funzione razionale dello stesso ordine.
Teorema. La trasformazione bilineare porta l’asse immaginario
sul cerchio unitario, con
![]()
e il semipiano sinistro dentro il cerchio unitario. Quindi un filtro analogico stabile diventa un filtro digitale stabile.
Dimostrazione. Invertendo la formula,
. Per
numeratore e denominatore sono complessi coniugati,
, quindi
e
con
. Per
il punto
è più vicino a
che a
, quindi
e
: i poli finiscono dentro il cerchio. ∎

Non c’è aliasing, perché l’intero asse
da 0 a infinito viene “schiacciato” nell’intervallo da 0 a
. Il prezzo è la distorsione delle frequenze (warping): la relazione non è lineare, e le frequenze caratteristiche del prototipo finiscono nel posto sbagliato.
La predistorsione
Si rimedia progettando il prototipo analogico con le frequenze predistorte: per ottenere un taglio digitale a
si usa
. Le frequenze critiche cadono così esattamente dove servono; la forma della risposta tra una frequenza critica e l’altra viene un po’ deformata, ma per i filtri a gradino (passa-basso, passa-alto, passa-banda) non importa.
Un esempio completo
Si vuole un Butterworth del secondo ordine con taglio digitale
(per esempio 1 kHz con campionamento a 10 kHz). Con
la predistorsione dà
, e il prototipo è
. Applicando la sostituzione e ponendo
, con
:
![]()
Il guadagno in continua (
) è
, come deve essere, e quello a
(
) è zero, perché il numeratore
si annulla: la bilineare porta lo zero all’infinito del prototipo esattamente alla frequenza di Nyquist. I poli hanno modulo
: ben dentro il cerchio.
L’invarianza all’impulso
Un metodo alternativo campiona la risposta all’impulso del prototipo:
. Conserva la forma della risposta nel tempo e la relazione lineare tra le frequenze, ma la risposta in frequenza digitale è la somma delle copie di quella analogica, quindi c’è aliasing: funziona bene solo per i passa-basso e i passa-banda molto attenuati prima della frequenza di Nyquist, e non si usa per i passa-alto.
FIR o IIR?
Gli IIR raggiungono transizioni ripide con un ordine molto più basso, quindi con meno moltiplicazioni e meno ritardo: sono la scelta naturale quando la fase non conta, come in molti filtri audio, negli equalizzatori e negli anelli di controllo. I FIR hanno fase lineare esatta, sono sempre stabili e sopportano meglio la precisione finita: si preferiscono nelle comunicazioni digitali, nelle immagini e nei sistemi multirate. Gli IIR si realizzano quasi sempre come cascata di celle del secondo ordine, come quella dell’esempio (lezione sulle strutture).





