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Gestione Aziendale

Gestione dell’innovazione: curva a S, diffusione e brevetti

Innovazione incrementale, radicale e dirompente, curva a S, modello di Bass con l'istante di picco dimostrato ed esempio, fasi e cancelli, proprietà intellettuale.

Per un’azienda tecnologica l’innovazione non è un’attività accessoria: i prodotti di oggi saranno obsoleti in pochi anni, e la sopravvivenza dipende dalla capacità di sostituirli. In questa lezione vediamo i tipi di innovazione, la curva a S delle tecnologie, il modello di Bass della diffusione con la dimostrazione dell’istante di massimo delle vendite e un esempio, il processo di sviluppo a fasi e cancelli, e la protezione della proprietà intellettuale.

Tipi di innovazione

  • Incrementale o radicale: migliorare un prodotto esistente (un telefono con una fotocamera migliore) oppure introdurre qualcosa di nuovo (il primo telefono con schermo tattile).
  • Di prodotto o di processo: cambiare ciò che si vende o come lo si produce.
  • Sostenitrice o dirompente (Christensen): l’innovazione dirompente nasce peggiore secondo i criteri dei clienti principali, ma più economica o più comoda, e conquista prima segmenti trascurati; poi migliora e scalza le aziende affermate, che l’avevano ignorata proprio perché ascoltavano i loro clienti migliori. È successo con i dischi rigidi di formato sempre più piccolo, con la fotografia digitale, con le auto elettriche.

La curva a S

Le prestazioni di una tecnologia, in funzione dell’impegno cumulato di ricerca, seguono spesso una curva a S: lente all’inizio, rapide quando i principi sono compresi, poi in rallentamento quando ci si avvicina a limiti fisici. Quando una tecnologia si appiattisce, una nuova, inizialmente peggiore, può avere una curva più alta: il momento difficile è decidere quando passare dall’una all’altra.

La diffusione: il modello di Bass

Anche l’adozione di un nuovo prodotto da parte del mercato segue una curva a S. Il modello di Bass (1969) distingue due spinte: gli innovatori, che adottano spontaneamente, con un coefficiente p, e gli imitatori, che adottano perché altri l’hanno fatto, con un coefficiente q proporzionale alla frazione di chi ha già adottato. Con F(t) la frazione del mercato potenziale che ha adottato al tempo t e f = dF/dt:

    \[ f(t) = \big(p + qF(t)\big)\big(1 - F(t)\big) \]

cioè la probabilità di adottare per chi non l’ha ancora fatto cresce con il numero di chi l’ha fatto.

Diffusione di un'innovazione secondo il modello di Bass
La frazione cumulata di adottanti F di t cresce a S; il ritmo di adozione f di t, cioè le vendite per periodo, sale fino a un massimo all’istante t asterisco, circa 6,2 anni con p uguale a 0,03 e q uguale a 0,38, e poi cala.

Teorema. Partendo da F(0) = 0, le vendite per periodo sono massime all’istante

    \[ t^* = \frac{\ln(q/p)}{p + q} \]

quando la frazione di adottanti è F^* = (q - p)/(2q).

Dimostrazione. Derivando l’equazione: df/dt = qf(1 - F) - (p + qF)f = f(q - p - 2qF). Il massimo di f si ha dove si annulla, cioè per F^* = (q - p)/(2q) (esiste se q \gt  p). Per trovare l’istante si usa la soluzione dell’equazione, che si verifica per sostituzione:

    \[ F(t) = \frac{1 - x}{1 + (q/p)x},\qquad x = e^{-(p + q)t} \]

Imponendo F = (q - p)/(2q): 2q(1 - x) = (q - p)(1 + qx/p), cioè q + p = xq(p + q)/p, da cui x = p/q e t^* = \ln(q/p)/(p + q). ∎

Esempio. Con valori tipici dei beni durevoli, p = 0{,}03 e q = 0{,}38: t^* = \ln(12{,}7)/0{,}41 \approx 6{,}2 anni, quando circa il 46 % del mercato ha adottato. Dopo il picco le vendite di primo acquisto calano anche se il prodotto ha successo: è il momento in cui servono la sostituzione, gli aggiornamenti o un prodotto nuovo. Stimando p e q dai primi anni di vendita, o per analogia con prodotti simili, si prevede l’andamento futuro e si dimensiona la capacità produttiva.

Il processo di sviluppo

Lo sviluppo di un nuovo prodotto si organizza spesso in fasi e cancelli (stage-gate): idea, studio di fattibilità, sviluppo, prove, lancio. A ogni cancello un comitato decide se continuare, fermare o modificare il progetto, sulla base di criteri espliciti. Il valore sta nel fermare presto i progetti deboli, quando hanno speso poco: è l’opzione reale della lezione sulle decisioni. Nel software e sempre più anche nell’hardware si usano metodi agili, con cicli brevi e prototipi provati presto con i clienti.

La proprietà intellettuale

Un’innovazione vale se il suo autore riesce ad appropriarsi dei benefici. Gli strumenti sono:

  • il brevetto: un diritto esclusivo per 20 anni su un’invenzione nuova, inventiva e applicabile industrialmente, in cambio della sua pubblicazione;
  • il segreto industriale, per ciò che non si vede dal prodotto (processi, ricette, codice sorgente);
  • il marchio e il design;
  • il diritto d’autore, che protegge anche il software;
  • e soprattutto i vantaggi di tempo: arrivare prima, scalare in fretta, accumulare esperienza (lezione sulla strategia).

Nell’elettronica gran parte delle tecnologie è coperta da brevetti essenziali agli standard (per esempio quelli delle reti cellulari), concessi in licenza a condizioni eque e non discriminatorie: chi innova li negozia, chi produce paga le licenze.

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