Amplificatori per piccolo segnale: modelli a π e a T, emettitore, base e collettore comune, effetto Miller
Transconduttanza e distorsione dimostrate, modelli a π e a T equivalenti, guadagno e resistenze delle configurazioni a BJT e FET, un amplificatore a due stadi calcolato a mano, condensatori e frequenza di taglio inferiore, effetto Miller e frequenza di taglio superiore, verifica con SPICE.
Una volta polarizzato, il transistor amplifica le piccole variazioni attorno al punto di lavoro. Per variazioni abbastanza piccole le sue relazioni esponenziali o quadratiche si possono sostituire con rette, e il transistor diventa un circuito lineare fatto di resistenze e generatori controllati: il modello per piccoli segnali. Questa lezione ricava i modelli a π e a T del BJT e quello del FET, calcola guadagno, resistenza d’ingresso e resistenza d’uscita delle tre configurazioni fondamentali (emettitore, base e collettore comune, e le corrispondenti source, gate e drain comune), studia l’effetto dei condensatori alle basse frequenze e delle capacità del transistor alle alte (l’effetto Miller), e mette tutto insieme in un amplificatore a due stadi, calcolato a mano e verificato con SPICE.
L’idea in parole semplici
La caratteristica di un transistor è curva, ma ogni curva, guardata abbastanza da vicino, sembra una retta. Se il segnale è piccolo, il transistor lavora sempre su un pezzetto della sua curva attorno al punto di lavoro, e su quel pezzetto si comporta come un dispositivo lineare: a ogni millivolt in più all’ingresso corrisponde sempre lo stesso aumento di corrente in uscita. Il rapporto tra i due è la transconduttanza
, e da lei dipende quasi tutto. Si separa allora il problema in due: prima la continua (la polarizzazione, lezione precedente), che fissa il punto di lavoro e quindi
; poi il segnale, su un circuito in cui il transistor è sostituito dal suo modello lineare.
Dalla curva alla retta: la transconduttanza
Nel BJT in zona attiva
, con
mV a temperatura ambiente.
Teorema. Per piccole variazioni attorno al punto di lavoro
, la corrente di collettore varia di
con
![]()
e la distorsione di seconda armonica, con un segnale sinusoidale di ampiezza
, vale
.
Dimostrazione. Posto
,
. Il termine lineare è
. Con
il termine quadratico è
: l’ampiezza della seconda armonica, divisa per quella della fondamentale
, è
. ∎
Con 2 mA la transconduttanza è 77 mS: un millivolt in più sulla base fa passare 77 µA in più nel collettore. “Piccolo segnale” ha un significato preciso: per una distorsione dell’1 % l’ampiezza sulla giunzione deve restare sotto 1 mV circa; con 10 mV la distorsione è già del 10 %. Vedremo che la resistenza di emettitore non bypassata riduce la parte del segnale che arriva davvero sulla giunzione, e quindi la distorsione.
Nel MOSFET in saturazione
, e derivando:
![]()
A parità di corrente il MOSFET ha una transconduttanza molto più bassa del BJT: con 2 mA e
V,
mS contro 77 mS. La distorsione di seconda armonica, con lo stesso ragionamento, vale
: il MOSFET accetta segnali più grandi.
I modelli a π e a T

Il modello a π (figura, 1) mette tra base ed emettitore la resistenza vista dalla base,
(perché
), e tra collettore ed emettitore il generatore
. L’effetto Early aggiunge in parallelo
, di solito decine di kΩ.
Il modello a T (figura, 2) guarda il transistor dall’emettitore: la corrente di emettitore vale
con
(circa 13 Ω con 2 mA), e il collettore raccoglie
.
Teorema. I due modelli sono equivalenti.
Dimostrazione. Nel modello a T, con
applicata,
; la corrente di collettore è
, uguale a quella del modello a π. La corrente di base è
, perché
: la resistenza vista dalla base è
, di nuovo uguale. ∎
Si usa il modello più comodo: quello a π quando l’emettitore è a massa, quello a T quando c’è una resistenza nell’emettitore o il segnale entra dall’emettitore. Una regola che viene dal modello a T e si usa continuamente: una resistenza nell’emettitore, vista dalla base, appare moltiplicata per
, e una resistenza nella base, vista dall’emettitore, appare divisa per
.
Il FET ha lo stesso modello a π senza
(il gate non assorbe corrente, la resistenza d’ingresso è infinita) e con
.
Il metodo
- Analisi in continua: si trova il punto di lavoro (i condensatori sono circuiti aperti).
- Parametri:
,
,
dal punto di lavoro. - Circuito per il segnale: le alimentazioni continue diventano masse (una sorgente di tensione costante non ha variazioni), i condensatori di accoppiamento e di bypass diventano cortocircuiti (alle frequenze di lavoro hanno impedenza trascurabile), i transistor si sostituiscono con il loro modello.
- Calcolo di guadagno e resistenze con le leggi di Kirchhoff.
Le tre configurazioni del BJT
Si indica con
la resistenza totale vista dal collettore (o dall’emettitore) verso il carico, e si trascura
, che di solito è molto più grande delle resistenze esterne.
Emettitore comune. Il segnale entra in base ed esce dal collettore; nell’emettitore può restare una resistenza
non bypassata (degenerazione).
Teorema. Nello stadio a emettitore comune con resistenza di emettitore ![]()
![]()
Dimostrazione. Con il modello a π: la corrente di base
attraversa
e, insieme a quella di collettore
, anche
. Dunque
, che dà
. La tensione d’uscita è
; dividendo si ottiene
. L’approssimazione viene da
. Vista dal collettore, il generatore di corrente ha resistenza infinita, e resta
. ∎
Senza
(emettitore bypassato) il guadagno è
, grande ma dipendente dalla corrente e dalla temperatura; con
diventa
, un rapporto di resistenze: meno guadagno, ma stabile, più lineare (sulla giunzione arriva solo la frazione
del segnale) e con resistenza d’ingresso molto più alta. È la retroazione negativa ancora una volta.
Base comune. Il segnale entra nell’emettitore, la base è a massa per il segnale. Dal modello a T:
(pochi ohm),
(non invertente), guadagno di corrente
,
molto alta. È un inseguitore di corrente: riceve una corrente da una sorgente a bassa impedenza e la consegna uguale su un’impedenza alta. Si usa negli amplificatori a larga banda e nel cascode, perché non soffre dell’effetto Miller.
Collettore comune (inseguitore di emettitore). Il segnale entra in base ed esce dall’emettitore; il collettore è all’alimentazione.
Teorema. Nell’inseguitore di emettitore con resistenza totale
sull’emettitore e resistenza
della sorgente vista dalla base
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ A_v = \frac{(\beta + 1) R_L'}{r_\pi + (\beta + 1) R_L'} \approx 1,\qquad R_{in} = r_\pi + (\beta + 1) R_L',\qquad R_{out} = \frac{r_\pi + R_s'}{\beta + 1} \approx r_e + \frac{R_s'}{\beta + 1} \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-615adb494183503080cb3cf0a5d8c3f0_l3.png)
Dimostrazione. La corrente di base attraversa
e la corrente di emettitore
attraversa
:
e
, da cui
e
. Per la resistenza d’uscita si azzera il segnale e si applica una tensione
sull’emettitore: la corrente di base che ne risulta è
, quella di emettitore
volte tanto, e il rapporto è
. ∎
Il guadagno è quasi 1, ma la resistenza d’ingresso è
volte il carico e quella d’uscita
volte più piccola della sorgente: è un adattatore di impedenza (buffer), che permette a uno stadio ad alta resistenza d’uscita di pilotare un carico basso.
Le configurazioni con il FET
Le stesse formule valgono per il FET con
(cioè
) e
:
| configurazione | guadagno di tensione | resistenza d’ingresso | resistenza d’uscita |
|---|---|---|---|
| emettitore comune | |||
| source comune | infinita (le resistenze di gate) | ||
| base comune | alta ( | ||
| gate comune | alta ( | ||
| collettore comune | |||
| drain comune | infinita |
L’inseguitore a FET (drain comune) ha resistenza d’ingresso praticamente infinita ma guadagno sensibilmente minore di 1 e resistenza d’uscita
, cioè 100 Ω con 10 mS: molto più alta di quella dell’inseguitore bipolare.
Un esempio completo: due stadi

Dati:
V,
,
V; primo stadio con il partitore della lezione sulla polarizzazione (
kΩ,
kΩ,
kΩ,
Ω,
kΩ); secondo stadio con
kΩ,
kΩ,
kΩ; carico
kΩ, sorgente con
kΩ.
Continua.
mA (
V),
mA (
V).
Parametri.
mS,
kΩ;
mS,
kΩ;
kΩ (trascurabile).
Secondo stadio. Sull’emettitore
Ω;
kΩ,
.
Primo stadio. Il collettore vede
kΩ;
kΩ,
.
Complessivo. La sorgente vede il partitore
, quindi
![]()
e la resistenza d’uscita è
Ω.
A cosa serve l’inseguitore. Senza il secondo stadio il carico da 1 kΩ starebbe direttamente sul collettore:
Ω,
e il guadagno complessivo scenderebbe a
. L’inseguitore non guadagna nulla in tensione, ma quasi triplica il guadagno dell’insieme perché toglie il carico dal primo stadio.
SPICE, con il modello completo, dà 14,65 a centro banda (contro 14,69) e una resistenza d’ingresso di 8,27 kΩ (contro 8,26).
Le basse frequenze: i condensatori
I condensatori di accoppiamento (C1, C2, C3) e di bypass (C_E) sono cortocircuiti solo a frequenze abbastanza alte. Ciascuno forma con le resistenze che vede un filtro passa-alto. Il metodo delle costanti di tempo di cortocircuito stima la frequenza di taglio inferiore così: per ciascun condensatore si calcola la resistenza che vede ai suoi capi con tutti gli altri condensatori in cortocircuito, e si sommano i poli:
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ f_L \approx \sum_i \frac{1}{2\pi R_i C_i} \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-d0831a9332f4d2d46416f5e294b77478_l3.png)
| condensatore | resistenza vista | polo |
|---|---|---|
| C1 = 10 µF | 1,72 Hz | |
| C2 = 10 µF | 1,01 Hz | |
| C3 = 100 µF | 1,56 Hz | |
| C_E = 100 µF | 15,0 Hz |
La somma dà 19,3 Hz; SPICE trova 15,8 Hz. Il metodo sovrastima un po’ perché somma i poli come se fossero tutti dominanti, e trascura lo zero che
crea insieme a
; ma indica subito il condensatore critico: il bypass dell’emettitore, perché vede la resistenza piccolissima dell’emettitore (circa
più le resistenze di base divise per
). Per abbassare
conviene aumentare
, non gli altri.
Le alte frequenze: le capacità del transistor e l’effetto Miller
Nel transistor ci sono due capacità:
tra base ed emettitore (la capacità della giunzione più la carica immagazzinata nella base, proporzionale alla corrente) e
tra base e collettore (la giunzione polarizzata in inversa, piccola). Nell’esempio, al punto di lavoro, SPICE calcola
pF e
pF. La frequenza di transizione, alla quale il guadagno di corrente scende a 1, è
MHz.
Teorema (Miller). Un’impedenza
collegata tra l’ingresso e l’uscita di un amplificatore di guadagno
equivale, vista dall’ingresso, a un’impedenza
verso massa. Per un condensatore
con
negativo, la capacità vista dall’ingresso è
.
Dimostrazione. La corrente in
è
, la stessa che assorbirebbe un’impedenza
tra l’ingresso e massa. Per un condensatore
e
. ∎
Nel primo stadio il guadagno dalla base al collettore è circa
(con
ridotta dalla degenerazione), e la piccola
appare moltiplicata per 17,8: 37 pF in parallelo all’ingresso, quasi quanto
. È per questo che gli stadi a emettitore comune ad alto guadagno sono lenti, e che il cascode (un base comune sopra un emettitore comune) è così diffuso: tiene basso il guadagno sul collettore del primo transistor.
Il metodo delle costanti di tempo a circuito aperto stima la frequenza di taglio superiore sommando, per ciascuna capacità, il prodotto per la resistenza che vede con le altre capacità scollegate:
![]()
Nell’esempio:
vede 108 Ω (4,8 ns),
vede 17,8 kΩ, l’effetto Miller (37,3 ns),
4,0 ns e
1,9 ns. Il totale, 48 ns, dà
MHz; SPICE trova 3,41 MHz. Il termine dominante è proprio
del primo stadio.

In sintesi
- Per piccoli segnali il transistor è lineare:
per il BJT,
per il FET; “piccolo” significa pochi millivolt sulla giunzione del BJT. - Modello a π (
,
,
) e modello a T (
,
) sono equivalenti; una resistenza nell’emettitore vista dalla base si moltiplica per
. - Emettitore comune: guadagno alto e invertente,
; base comune: ingresso a bassa impedenza, nessun effetto Miller; collettore comune: guadagno 1, adattatore di impedenza. - La banda va da
, fissata soprattutto dal bypass di emettitore, a
, fissata soprattutto dalla
moltiplicata dall’effetto Miller. - Nell’esempio: guadagno 14,7 (23,3 dB), banda da 16 Hz a 3,4 MHz, verificati con SPICE.
Il codice
import math
VT, beta, VA, VBE, VCC = 0.02585, 200, 100.0, 0.7, 12.0
par = lambda *r: 1 / sum(1 / x for x in r)
# primo stadio: emettitore comune con partitore 47k/18k, RC 2.2k, RE1 100 ohm non bypassata e RE2 1.1k bypassata
R1, R2, RC, RE1, RE2 = 47e3, 18e3, 2.2e3, 100.0, 1.1e3
# secondo stadio: collettore comune con partitore 27k/33k, RE3 2.7k, carico RL 1k; sorgente con RS 1k
R3, R4, RE3, RL, RS = 27e3, 33e3, 2.7e3, 1e3, 1e3
# analisi in continua
VTH1, RTH1 = VCC * R2 / (R1 + R2), par(R1, R2)
IC1 = beta / (beta + 1) * (VTH1 - VBE) / (RE1 + RE2 + RTH1 / (beta + 1))
VTH2, RTH2 = VCC * R4 / (R3 + R4), par(R3, R4)
IC2 = beta / (beta + 1) * (VTH2 - VBE) / (RE3 + RTH2 / (beta + 1))
print(f"punto di lavoro: IC1 = {1e3 * IC1:.2f} mA, VC1 = {VCC - IC1 * RC:.2f} V; IC2 = {1e3 * IC2:.2f} mA, VE2 = {VTH2 - IC2 / beta * RTH2 - VBE:.2f} V")
# parametri per piccolo segnale
gm1, gm2 = IC1 / VT, IC2 / VT
rpi1, rpi2 = beta / gm1, beta / gm2
print(f"gm1 = {1e3 * gm1:.1f} mS, rpi1 = {rpi1 / 1e3:.2f} k; gm2 = {1e3 * gm2:.1f} mS, rpi2 = {rpi2 / 1e3:.2f} k; ro1 = {VA / IC1 / 1e3:.0f} k")
# secondo stadio (inseguitore)
RLe = par(RE3, RL)
Rin2 = par(RTH2, rpi2 + (beta + 1) * RLe)
A2 = (beta + 1) * RLe / (rpi2 + (beta + 1) * RLe)
# primo stadio con degenerazione di emettitore
RL1 = par(RC, Rin2)
Rin1 = par(RTH1, rpi1 + (beta + 1) * RE1)
A1 = -beta * RL1 / (rpi1 + (beta + 1) * RE1)
As = Rin1 / (Rin1 + RS)
Rout = par(RE3, (rpi2 + par(RC, RTH2)) / (beta + 1))
print(f"Rin1 = {Rin1 / 1e3:.2f} k, Rin2 = {Rin2 / 1e3:.1f} k, A1 = {A1:.2f}, A2 = {A2:.3f}, partitore d'ingresso {As:.3f}")
print(f"guadagno complessivo vout/vs = {As * A1 * A2:.2f} ({20 * math.log10(abs(As * A1 * A2)):.1f} dB), resistenza d'uscita {Rout:.1f} ohm")
# frequenza di taglio inferiore: costanti di tempo di cortocircuito
C1, C2, C3, CE = 10e-6, 10e-6, 100e-6, 100e-6
RsTH = par(RS, RTH1)
taus = {
"C1": C1 * (RS + Rin1),
"C2": C2 * (RC + Rin2),
"C3": C3 * (Rout + RL),
"CE": CE * par(RE2, RE1 + (rpi1 + RsTH) / (beta + 1)),
}
for k, tau in taus.items():
print(f" {k}: resistenza vista {tau / {'C1': C1, 'C2': C2, 'C3': C3, 'CE': CE}[k]:8.1f} ohm, polo a {1 / (2 * math.pi * tau):5.2f} Hz")
print(f"stima fL = somma dei poli = {sum(1 / (2 * math.pi * t) for t in taus.values()):.1f} Hz")
# frequenza di taglio superiore: costanti di tempo a circuito aperto (Cpi e Cmu dal punto di lavoro di SPICE)
Cpi, Cmu = 44e-12, 2.1e-12
gm1e = gm1 / (1 + gm1 * RE1) # transconduttanza ridotta dalla degenerazione
Rpi = par(rpi1, (RsTH + RE1) / (1 + gm1 * RE1))
Rsb = par(RsTH, rpi1 + (beta + 1) * RE1)
Rmu = Rsb * (1 + gm1e * RL1) + RL1 # effetto Miller
Rs2 = par(RC, RTH2)
Rmu2 = par(Rs2, rpi2 + (beta + 1) * RLe)
Rpi2 = (Rs2 + RLe) / (1 + gm2 * RLe)
tau = Cpi * Rpi + Cmu * Rmu + Cmu * Rmu2 + Cpi * Rpi2
print(f"costanti di tempo: Cpi1 {1e9 * Cpi * Rpi:.2f} ns, Cmu1 {1e9 * Cmu * Rmu:.1f} ns (Miller, x{1 + gm1e * RL1:.1f}), Cmu2 {1e9 * Cmu * Rmu2:.2f} ns, Cpi2 {1e9 * Cpi * Rpi2:.2f} ns")
print(f"stima fH = {1 / (2 * math.pi * tau) / 1e6:.2f} MHz")Il programma stampa il punto di lavoro, i parametri per piccolo segnale, le resistenze d’ingresso (8,26 e 13,5 kΩ), i guadagni dei due stadi (−16,74 e 0,984), il guadagno complessivo −14,69 (23,3 dB) con la resistenza d’uscita di 21,5 Ω, i quattro poli di bassa frequenza con la stima di 19,3 Hz e le costanti di tempo di alta frequenza con la stima di 3,31 MHz.
Per chi vuole ripetere la verifica, questa è la netlist per ngspice (si esegue con ngspice -b amp2.cir):
* amplificatore a due stadi: emettitore comune + collettore comune
VCC vcc 0 12
VS in 0 dc 0 ac 1
RS in a 1k
C1 a b1 10u
R1 vcc b1 47k
R2 b1 0 18k
RC1 vcc c1 2.2k
Q1 c1 b1 e1 QN
RE1 e1 x 100
RE2 x 0 1.1k
CE x 0 100u
C2 c1 b2 10u
R3 vcc b2 27k
R4 b2 0 33k
Q2 vcc b2 e2 QN
RE3 e2 0 2.7k
C3 e2 out 100u
RL out 0 1k
.model QN NPN(IS=1e-14 BF=200 VAF=100 CJE=10p CJC=4p TF=0.35n)
.control
op
print @q1[ic] @q2[ic] @q1[cpi] @q1[cmu]
ac dec 50 0.1 1e9
let g = mag(v(out))
meas ac gmid max g
let g3 = gmid/sqrt(2)
meas ac fl when g=g3 rise=1
meas ac fh when g=g3 fall=1
let zin = mag(v(a)/(-i(vs)))
meas ac rin find zin at=10k
.endc
.endStampa le correnti di collettore (2,09 e 2,13 mA), le capacità
e
(44 e 2,1 pF), il guadagno massimo 14,65,
= 15,8 Hz,
= 3,41 MHz e la resistenza d’ingresso 8,27 kΩ.





Benvenuti nella pagina su «Amplificatori per piccolo segnale: modelli a π e a T, emettitore, base e collettore comune, effetto Miller». L'ho scritta pensando a chi studia ingegneria elettronica: se un passaggio non vi torna, un esercizio vi dà un risultato diverso o volete altro materiale sull'argomento, chiedete pure nei commenti e vi risponderò. Un voto con le stelle qui sopra mi aiuta a capire quali pagine migliorare.Welcome to the page on “Small-signal amplifiers: π and T models, common emitter, base and collector, Miller effect”. I wrote it for engineering students: if a step does not add up, an exercise gives you a different result or you would like more material on the topic, just ask in the comments and I will reply. A star rating above helps me understand which pages to improve.