Il MOSFET: soglia, equazione del canale e zone di lavoro
Struttura, condensatore MOS e inversione, equazione di triodo con dimostrazione, saturazione e legge quadratica, zone di lavoro, effetti del secondo ordine, pMOS e MOSFET di potenza.
Il MOSFET (transistor a effetto di campo metallo-ossido-semiconduttore) è il dispositivo costruito in maggior numero nella storia dell’umanità: un processore moderno ne contiene decine di miliardi. Funziona in modo molto diverso dal BJT: la corrente scorre in un canale sottile vicino alla superficie, e la tensione del gate la controlla attraverso un isolante, senza assorbire corrente continua. In questa lezione ricaviamo le sue equazioni.
La struttura
In un substrato di tipo p (body, B) ci sono due zone n⁺ molto drogate, source (S) e drain (D). Tra le due, sopra la superficie, c’è uno strato sottilissimo di isolante (l’ossido di silicio, o materiali a costante dielettrica più alta) e sopra ancora l’elettrodo di gate (G). La distanza tra source e drain è la lunghezza di canale
, la dimensione perpendicolare al disegno è la larghezza
.

Senza tensione sul gate, tra source e drain ci sono due giunzioni pn una contro l’altra: qualunque sia il segno di
, una delle due è in inversa e non passa corrente.
Il condensatore MOS e la soglia
Gate, ossido e substrato formano un condensatore con capacità per unità di area
. Con
nm,
µF/cm².
Applicando al gate una tensione positiva:
- le lacune del substrato vengono respinte dalla superficie, e resta una regione svuotata con gli ioni accettori negativi;
- aumentando la tensione, la superficie attira anche elettroni (minoritari nel tipo p), che si accumulano in uno strato sottilissimo sotto l’ossido;
- oltre la tensione di soglia
gli elettroni in superficie diventano più numerosi delle lacune del substrato: la superficie si è invertita in tipo n, e questo strato collega source e drain. È il canale.
Oltre la soglia, ogni volt in più sul gate aggiunge al canale una carica per unità di area
: il gate e il canale sono le due armature del condensatore. Nei processi attuali
è tra 0,2 e 0,5 V circa.
L’equazione del MOSFET
Teorema. Per
e
(zona di triodo), la corrente di drain è
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ i_D = \mu_n C_{ox}\frac{W}{L}\left[(v_{GS} - V_t)\,v_{DS} - \frac{v_{DS}^2}{2}\right] \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-7969d023b5088289acbf5abcb460a4ca_l3.png)
Dimostrazione (approssimazione del canale graduale). Sia
il potenziale del canale nel punto
, da 0 al source a
al drain. In quel punto la tensione efficace tra gate e canale è
, e la carica degli elettroni per unità di area è
![]()
La corrente è di deriva lungo il canale ed è la stessa in ogni sezione:
(carica per larghezza per velocità, con
). Separando le variabili e integrando da source a drain:
![]()
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ i_D L = \mu_n C_{ox}W\left[(v_{GS} - V_t)\,v_{DS} - \frac{v_{DS}^2}{2}\right] \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-049b272f63933a5aa368003a49e4f529_l3.png)
che è la formula. ∎
La saturazione
La formula di triodo è una parabola in
con il massimo in
. In quel punto la carica del canale al drain si annulla: il canale è strozzato (pinch-off). Aumentando ancora
, il punto di strozzamento si sposta appena verso il source e la tensione in più cade sul piccolo tratto svuotato vicino al drain, che gli elettroni attraversano spinti dal campo. La corrente resta quella del massimo:
![]()
È la legge quadratica. La quantità
si chiama tensione di overdrive, e
è il parametro di processo.

Esempio.
mA/V²,
V,
V: in saturazione
mA. Con
molto piccola, invece, il termine quadratico si trascura e il transistor è una resistenza controllata dal gate:
kΩ.
Le zone di lavoro
| Zona | Condizione | Corrente | Uso |
|---|---|---|---|
| interdizione | quasi nulla | interruttore aperto | |
| triodo | formula di triodo | interruttore chiuso, resistenza variabile | |
| saturazione | legge quadratica | amplificatore, generatore di corrente |
Attenzione al nome: la “saturazione” del MOSFET corrisponde alla zona attiva del BJT, non alla sua saturazione.
Gli effetti del secondo ordine
- Modulazione della lunghezza di canale. In saturazione il punto di strozzamento si sposta e il canale efficace si accorcia un po’:
cresce leggermente con
, come nell’effetto Early, e si scrive
. La resistenza d’uscita è
. - Effetto body. Se il source non è al potenziale del substrato, la soglia aumenta.
- Conduzione sotto soglia. Sotto
la corrente non è zero ma cala in modo esponenziale, al meglio di un fattore 10 ogni 60 mV. Per questo la soglia non si può abbassare quanto si vorrebbe: miliardi di transistor “spenti” perderebbero troppa corrente. - Canale corto. Nei transistor moderni, con
di poche decine di nanometri, la velocità satura e la legge quadratica diventa quasi lineare in
.
Varianti
- Il pMOS ha substrato n, source e drain p⁺, canale di lacune: tensioni e correnti hanno segno opposto e, a parità di dimensioni, conduce circa la metà a causa della mobilità più bassa delle lacune.
- I MOSFET a svuotamento hanno un canale già presente a
e soglia negativa. - I MOSFET di potenza hanno strutture verticali con migliaia di celle in parallelo e una resistenza in conduzione
di pochi milliohm: commutano decine di ampere negli alimentatori e negli azionamenti dei motori.
Il gate isolato è il grande vantaggio del MOSFET: in continua non assorbe corrente, quindi pilotarlo costa solo la carica della capacità di gate. È anche il suo punto debole: l’ossido è sottilissimo, e una scarica elettrostatica lo perfora. Per questo i circuiti integrati hanno i diodi di protezione visti nella lezione sui circuiti con diodi.





