Vai al contenuto
Dispositivi Elettronici

La giunzione pn: regione svuotata, campo e potenziale di contatto

Formazione della regione svuotata, potenziale di contatto con dimostrazione, larghezza della regione con l'equazione di Poisson, polarizzazione, capacità di giunzione e celle solari.

Mettendo a contatto, nello stesso cristallo, una zona di tipo p e una di tipo n si ottiene la giunzione pn, il mattone di quasi tutti i dispositivi: diodi, LED, celle solari, transistor bipolari, e anche i MOSFET, i cui terminali di source e drain sono giunzioni. In questa lezione vediamo cosa succede all’equilibrio: la regione svuotata, il campo interno, il potenziale di contatto e come cambiano applicando una tensione.

Cosa succede al contatto

Dal lato p le lacune sono tantissime, dal lato n quasi nessuna; per gli elettroni è il contrario. Appena le due zone sono a contatto, le lacune diffondono verso n e gli elettroni verso p, dove si ricombinano con i maggioritari.

Andandosene, i portatori lasciano scoperti gli ioni fissi del drogaggio: accettori negativi dal lato p, donatori positivi dal lato n. Si forma così, a cavallo della giunzione, una regione svuotata (o di carica spaziale) quasi priva di portatori liberi, con una carica negativa da una parte e positiva dall’altra. Questa carica crea un campo elettrico diretto da n verso p, che si oppone alla diffusione: l’equilibrio si raggiunge quando la corrente di deriva prodotta dal campo bilancia esattamente quella di diffusione, per gli elettroni e per le lacune separatamente.

Giunzione pn all'equilibrio: regione svuotata, densità di carica, campo elettrico e potenziale
In alto la giunzione con gli ioni scoperti nella regione svuotata e il campo diretto da n verso p. Sotto, la densità di carica (negativa dal lato p, positiva dal lato n, con aree uguali), il campo elettrico con andamento triangolare e massimo alla giunzione, e il potenziale che sale di V_bi attraversando la regione.

Il potenziale di contatto

Teorema. Ai capi della regione svuotata c’è una differenza di potenziale

    \[ V_{bi} = V_T\ln\frac{N_A N_D}{n_i^2} \]

Dimostrazione. All’equilibrio la corrente totale di elettroni è nulla in ogni punto, e come nella dimostrazione della relazione di Einstein ne segue che la concentrazione segue la legge di Boltzmann: n(x) \propto e^{V(x)/V_T}. Confrontando i due estremi, lontano dalla giunzione,

    \[ \frac{n_n}{n_p} = e^{V_{bi}/V_T} \]

con n_n = N_D (maggioritari nel lato n) e n_p = n_i^2/N_A (minoritari nel lato p). Prendendo il logaritmo si ottiene la formula. ∎

Esempio. Con N_A = 10^{17} cm⁻³ e N_D = 10^{16} cm⁻³: V_{bi} = 0{,}0259\cdot\ln(10^{33}/10^{20}) \approx 0{,}77 V. Il potenziale di contatto non si può misurare con un voltmetro: ai contatti metallici nascono altre differenze di potenziale che lo compensano esattamente, altrimenti un diodo a riposo erogherebbe energia.

La larghezza della regione svuotata

Si usa l’approssimazione di svuotamento: nella regione svuotata, da -x_p a x_n, non ci sono portatori liberi; fuori la carica è nulla.

Neutralità. La carica totale deve essere zero, quindi N_A x_p = N_D x_n: la regione si estende soprattutto nel lato meno drogato.

Campo. Dall’equazione di Poisson dE/dx = \rho/\varepsilon_s, con \rho costante a tratti, il campo è lineare a tratti: parte da zero in -x_p, raggiunge il massimo modulo alla giunzione e torna a zero in x_n:

    \[ E_{max} = \frac{qN_A x_p}{\varepsilon_s} = \frac{qN_D x_n}{\varepsilon_s} \]

Potenziale. La differenza di potenziale è l’area del triangolo del campo: V_{bi} = \frac12 E_{max} W, con W = x_p + x_n. Mettendo insieme le tre relazioni:

    \[ W = \sqrt{\frac{2\varepsilon_s V_{bi}}{q}\left(\frac{1}{N_A} + \frac{1}{N_D}\right)} \]

Esempio. Con i drogaggi di prima e \varepsilon_s = 11{,}7\,\varepsilon_0: W \approx 0{,}33 µm, di cui 0,30 µm nel lato n e solo 0,03 µm nel lato p, dieci volte più drogato. Il campo massimo è circa 4{,}7\cdot 10^4 V/cm: meno di un volt su un terzo di micrometro dà un campo molto intenso.

La giunzione polarizzata

Applicando una tensione V dall’esterno (positiva se il lato p è più positivo), quasi tutta la tensione cade sulla regione svuotata, perché è lì che mancano i portatori e la resistenza è altissima. La barriera diventa V_{bi} - V, e nelle formule basta sostituire:

    \[ W(V) = \sqrt{\frac{2\varepsilon_s (V_{bi} - V)}{q}\left(\frac{1}{N_A} + \frac{1}{N_D}\right)} \]

  • Polarizzazione inversa (V \lt 0): la barriera cresce, la regione svuotata si allarga e la diffusione è bloccata. Passa solo una minuscola corrente di minoritari. Con V = -10 V la regione dell’esempio si allarga a circa 1,24 µm.
  • Polarizzazione diretta (V \gt 0): la barriera si abbassa, la regione si restringe e la diffusione riparte in modo esponenziale. È il comportamento del diodo, che studiamo nella prossima lezione.

La capacità di giunzione

Le cariche dei due lati della regione svuotata sono come le armature di un condensatore a distanza W:

    \[ C_j = \frac{\varepsilon_s A}{W} \propto \frac{1}{\sqrt{V_{bi} - V}} \]

La capacità diminuisce aumentando la tensione inversa. È un difetto nei circuiti veloci, perché va caricata e scaricata a ogni commutazione, ma diventa una risorsa nei diodi varicap: condensatori controllati in tensione usati per sintonizzare oscillatori e ricevitori senza parti mobili.

Il campo come separatore di cariche

Se nella regione svuotata, o entro una lunghezza di diffusione da essa, viene generata una coppia elettrone-lacuna, per esempio da un fotone, il campo interno separa subito le due cariche: l’elettrone va verso n, la lacuna verso p. È il principio dei fotodiodi e delle celle solari: la giunzione trasforma la luce in corrente senza bisogno di alimentazione esterna. Nelle celle solari si cerca di avere una regione attiva ampia e una ricombinazione lenta, perché ogni coppia che si ricombina prima di essere separata è energia persa.

Subscribe
Notify of
guest
0 Comments
Oldest
Newest Most Voted
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x