Valvole di regolazione: caratteristiche, autorità e difetti
Equazione della portata e coefficiente Kv, caratteristiche lineare ed equipercentuale con dimostrazione, caratteristica installata e autorità dimostrata, dimensionamento, attuatori, posizionatore, attrito statico e cavitazione.
In quasi tutti gli anelli di un impianto l’organo che agisce davvero sul processo è una valvola di regolazione. È anche la parte meno ideale dell’anello: non lineare, con attriti, giochi e limiti, e spesso responsabile delle oscillazioni che si attribuiscono al regolatore. In questa lezione vediamo l’equazione della portata, le caratteristiche intrinseche con la dimostrazione del nome “equipercentuale”, la caratteristica installata con l’autorità e la sua dimostrazione, il dimensionamento, gli attuatori e i difetti più comuni.
La portata attraverso una valvola
Per un liquido, la portata attraverso una valvola segue una legge simile a quella di un orifizio:
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ q = K_v\,f(h)\,\sqrt{\frac{\Delta p}{\rho/\rho_0}} \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-aec6aaa4b31685aae5ee792f756b3787_l3.png)
dove
è la portata in m³/h,
la caduta di pressione sulla valvola in bar,
la densità relativa all’acqua,
l’apertura (da 0 a 1) e
la caratteristica della valvola, con
. Il coefficiente
è la portata d’acqua in m³/h con la valvola tutta aperta e 1 bar di caduta; nei paesi anglosassoni si usa
, in galloni al minuto con 1 psi, e vale
.
Le caratteristiche intrinseche
La forma dell’otturatore e della sede decide come varia la portata con l’apertura, a caduta di pressione costante. Le tre caratteristiche classiche sono:
- lineare:
, la portata è proporzionale all’apertura; - equipercentuale:
, con
la rangeabilità, tipicamente 30-50; - ad apertura rapida: grande variazione già alle piccole aperture, poi quasi piatta (circa
), adatta alle valvole di intercettazione più che alla regolazione.

Teorema. Nella caratteristica equipercentuale, una stessa variazione di apertura produce sempre la stessa variazione percentuale della portata.
Dimostrazione. Derivando
si ha
, cioè
![]()
La variazione relativa
dipende solo da
, non da dove ci si trova. Con
, ogni 1 % di apertura in più aumenta la portata del
del valore che ha in quel momento. ∎
Il guadagno della valvola,
, è quindi proporzionale alla portata: piccolo a basse portate, grande ad alte portate. A prima vista è un difetto. Il motivo della sua diffusione si vede quando la valvola è montata nell’impianto.
La caratteristica installata e l’autorità
In un impianto la valvola è in serie a tubi, scambiatori e filtri, alimentati da una pompa. Se la pressione disponibile
è circa costante, le perdite nel resto del circuito crescono con il quadrato della portata,
, e alla valvola resta
: quando la valvola apre, la pressione ai suoi capi diminuisce. Si definisce autorità della valvola la frazione della pressione disponibile che cade sulla valvola tutta aperta:
![]()
Teorema. La portata, riferita a quella massima, segue la caratteristica installata
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ \frac{q}{q_{max}} = \frac{f(h)}{\sqrt{a + (1 - a)\,f(h)^2}} \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-24029bce0e636fd04800cfa22f263070_l3.png)
Dimostrazione. Per l’acqua
, quindi
, da cui
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ q^2 = \frac{K_v^2 f^2\,\Delta p_0}{1 + k K_v^2 f^2} \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-7819da6b02365dc74216261cc7b50efb_l3.png)
A valvola tutta aperta (
) si ha
, e la pressione sulla valvola è
, quindi
, cioè
. Dividendo:
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ \frac{q^2}{q_{max}^2} = \frac{f^2\,(1 + kK_v^2)}{1 + kK_v^2 f^2} = \frac{f^2/a}{1 + (1 - a)f^2/a} = \frac{f^2}{a + (1 - a)f^2} \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-506f110ae0a64ec80d7ae93b94a707a1_l3.png)
e la radice dà la formula. ∎
Con autorità 1 (tutta la caduta sulla valvola) la caratteristica installata coincide con quella intrinseca. Con autorità bassa, una valvola lineare diventa ad apertura rapida: fa quasi tutto nel primo terzo della corsa e poi non serve più. Una valvola equipercentuale invece si “raddrizza” e diventa quasi lineare, come mostra la figura. Ecco perché negli impianti, dove le perdite nei tubi sono importanti, si sceglie quasi sempre l’equipercentuale: il guadagno dell’anello resta circa costante su tutto il campo, e una sola taratura del PID va bene a tutti i carichi.
Il dimensionamento
Si calcola il
necessario alla portata massima di progetto con la caduta prevista, si aggiunge un margine e si sceglie dal catalogo. Una valvola sovradimensionata è l’errore più comune: lavora quasi chiusa, dove la risoluzione è peggiore e l’attrito pesa di più, e con un guadagno molto alto. Le regole pratiche sono un’apertura del 60-80 % alla portata normale e un’autorità di almeno 0,25-0,5, compatibilmente con il consumo di energia della pompa: ogni bar di caduta sulla valvola è energia dissipata.
Attuatori e difetti
L’attuatore più diffuso è pneumatico a membrana: un segnale d’aria (classicamente da 0,2 a 1 bar) spinge una membrana contro una molla. La molla porta la valvola in una posizione definita se manca l’aria: si sceglie aria apre (la valvola chiude se manca l’aria) o aria chiude in base a quale posizione è sicura per l’impianto. Un vapore che scalda un reattore deve chiudere in caso di guasto, l’acqua di raffreddamento deve aprire. Il posizionatore, oggi digitale, è un piccolo regolatore di posizione montato sulla valvola: riceve il segnale 4-20 mA e muove l’attuatore finché lo stelo è nella posizione richiesta, compensando attriti e forze del fluido. È una cascata in miniatura.
I difetti meccanici sono la causa principale delle oscillazioni negli impianti:
- attrito statico (stiction): la valvola resta ferma finché la spinta non supera l’attrito, poi salta. Con un regolatore integrale si crea un ciclo limite: l’integrale cresce, la valvola salta oltre, l’integrale torna indietro, e così via, con un’oscillazione a dente di sega;
- gioco (backlash) e zona morta: piccole variazioni del comando non muovono la valvola, e il cambio di direzione ha un ritardo;
- cavitazione: nei liquidi, se la pressione nella strozzatura scende sotto la tensione di vapore si formano bolle che implodono più a valle, con rumore e danni all’otturatore.
Prima di ritoccare la taratura di un anello che oscilla conviene quindi mettere il regolatore in manuale: se l’oscillazione si ferma e la variabile resta tranquilla, il problema può essere la valvola, e si verifica con piccoli gradini di comando osservando se lo stelo si muove davvero.





