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Controllo dei Processi

Sistemi multivariabili: matrice dei guadagni relativi e accoppiamento

Processo con due ingressi e due uscite, guadagno relativo di Bristol con dimostrazione, somma unitaria di righe e colonne, regola di accoppiamento, esempio di una colonna di distillazione, disaccoppiamento e controllo predittivo.

In un impianto reale gli anelli di regolazione non sono indipendenti: aprire una valvola per correggere una temperatura cambia anche una pressione, che un altro regolatore corregge, disturbando a sua volta la temperatura. Quando le interazioni sono forti, tarare bene ogni anello da solo non basta. In questa lezione vediamo il modello di un processo a più ingressi e più uscite, la matrice dei guadagni relativi (RGA) di Bristol con la dimostrazione delle sue proprietà, la regola per accoppiare ingressi e uscite, il disaccoppiamento e il controllo predittivo.

Il processo con due ingressi e due uscite

Il caso più semplice ha due variabili manipolate u_1, u_2 e due controllate y_1, y_2, ciascuna influenzata da entrambi gli ingressi:

    \[ y_1 = G_{11}u_1 + G_{12}u_2,\qquad y_2 = G_{21}u_1 + G_{22}u_2 \]

Processo con due ingressi e due uscite e i suoi accoppiamenti
Ogni uscita dipende da entrambi gli ingressi: G_11 e G_22 sono gli effetti diretti, G_12 e G_21 gli accoppiamenti incrociati.

Un esempio classico è un serbatoio di miscelazione in cui entrano acqua calda e fredda: le uscite sono la portata totale e la temperatura, e ciascuna delle due valvole cambia entrambe. Un altro è la colonna di distillazione, dove il riflusso e il calore al ribollitore influenzano entrambe le purezze, di testa e di fondo.

Se si chiudono due anelli separati, u_1 su y_1 e u_2 su y_2, il regolatore 1 non vede più il guadagno G_{11}: vede un guadagno modificato dall’azione del regolatore 2, che reagisce a ogni sua mossa. Serve una misura di quanto conta questa interazione.

Il guadagno relativo

Si lavora con i guadagni statici K_{ij} = G_{ij}(0).

Definizione. Il guadagno relativo tra u_1 e y_1 è il rapporto tra il guadagno da u_1 a y_1 con l’altro anello aperto (u_2 costante) e lo stesso guadagno con l’altro anello chiuso e perfetto (y_2 costante):

    \[ \lambda_{11} = \frac{(\partial y_1/\partial u_1)_{u_2}}{(\partial y_1/\partial u_1)_{y_2}} \]

Teorema. Per un processo 2×2

    \[ \lambda_{11} = \frac{1}{1 - \dfrac{K_{12}K_{21}}{K_{11}K_{22}}} \]

Dimostrazione. Con u_2 costante il guadagno è semplicemente K_{11}. Con y_2 costante, la seconda equazione impone K_{21}u_1 + K_{22}u_2 = \text{cost}, quindi una variazione di u_1 fa variare u_2 di -(K_{21}/K_{22})\,u_1. Sostituendo nella prima equazione:

    \[ \Delta y_1 = \left(K_{11} - \frac{K_{12}K_{21}}{K_{22}}\right)\Delta u_1 \]

Il rapporto tra i due guadagni è K_{11}/(K_{11} - K_{12}K_{21}/K_{22}), e dividendo numeratore e denominatore per K_{11} si ottiene la formula. ∎

Gli altri elementi si calcolano allo stesso modo, e si raccolgono nella matrice dei guadagni relativi (RGA, relative gain array).

Teorema. In ogni riga e in ogni colonna della RGA la somma degli elementi vale 1. Per un processo 2×2 la matrice è quindi determinata da \lambda_{11}:

    \[ \Lambda = \begin{pmatrix} \lambda_{11} & 1 - \lambda_{11} \\ 1 - \lambda_{11} & \lambda_{11} \end{pmatrix} \]

Dimostrazione (caso 2×2). Sia x = K_{12}K_{21}/(K_{11}K_{22}), così \lambda_{11} = 1/(1 - x). Per \lambda_{12}, tra u_2 e y_1, con lo stesso ragionamento (ora è u_1 ad adattarsi per tenere y_2 costante: \Delta u_1 = -(K_{22}/K_{21})\Delta u_2) si trova

    \[ \lambda_{12} = \frac{K_{12}}{K_{12} - K_{11}K_{22}/K_{21}} = \frac{1}{1 - 1/x} = \frac{-x}{1 - x} \]

e \lambda_{11} + \lambda_{12} = (1 - x)/(1 - x) = 1. Per simmetria lo stesso vale per la seconda riga e per le colonne. ∎

Come si legge la RGA

  • \lambda_{11} = 1: l’altro anello non cambia il guadagno visto dal primo. Nessuna interazione, gli anelli si tarano separatamente.
  • 0 \lt  \lambda_{11} \lt  1: chiudere l’altro anello aumenta il guadagno visto (l’altro regolatore “aiuta”). Interazione moderata se vicino a 1.
  • \lambda_{11} \gt  1: chiudere l’altro anello riduce il guadagno. Valori grandi, 5, 10 o più, indicano interazione forte e un processo difficile.
  • \lambda_{11} \lt  0: chiudere l’altro anello cambia segno al guadagno. Un regolatore tarato con l’altro anello aperto diventa a retroazione positiva quando l’altro si chiude: instabilità.

La regola di accoppiamento di Bristol: si accoppia ogni uscita all’ingresso con il guadagno relativo positivo e più vicino a 1, e non si accoppia mai su un guadagno relativo negativo.

Esempio. Un modello classico di colonna di distillazione, molto studiato nella letteratura, ha guadagni statici

    \[ K = \begin{pmatrix} 0{,}878 & -0{,}864 \\ 1{,}082 & -1{,}096 \end{pmatrix} \]

Qui x = (-0{,}864)(1{,}082)/((0{,}878)(-1{,}096)) \approx 0{,}971 e \lambda_{11} \approx 35. L’accoppiamento diagonale è quello giusto (l’altro avrebbe \lambda = -34), ma l’interazione è fortissima: i due anelli si contrastano, e un piccolo errore nel modello cambia molto il comportamento. Questo processo si dice mal condizionato: le due uscite si muovono quasi sempre insieme, ed è difficile cambiarne una sola.

Disaccoppiamento e controllo predittivo

Quando l’interazione è forte si può inserire tra i regolatori e il processo un disaccoppiatore D tale che KD sia diagonale: nel caso statico D = K^{-1}, così ogni regolatore muove una combinazione di valvole che cambia una sola uscita. Su processi mal condizionati il disaccoppiamento esatto è però fragile, per la stessa ragione: richiede di invertire una matrice quasi singolare.

Nelle raffinerie e negli impianti chimici grandi la soluzione oggi più diffusa è il controllo predittivo basato su modello (MPC, model predictive control). Un calcolatore usa un modello multivariabile del processo per prevedere le uscite nei prossimi minuti o ore e, a ogni periodo di campionamento, risolve un problema di ottimizzazione: trova la sequenza di mosse delle valvole che porta le uscite ai riferimenti, rispettando tutti i vincoli (aperture massime, temperature limite, pressioni di sicurezza). Applica solo la prima mossa e ripete il calcolo al passo successivo con le misure nuove. L’MPC gestisce naturalmente interazioni, ritardi e vincoli; di solito non comanda direttamente le valvole, ma fornisce i riferimenti ai PID di base, che restano lo strato veloce dell’impianto.

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