Cinematica: moto rettilineo, moto del proiettile e moto circolare
Posizione, velocità e accelerazione come derivate, le leggi del moto uniformemente accelerato, traiettoria, gittata e altezza massima del proiettile, accelerazione centripeta e moti relativi.
La cinematica descrive il moto senza chiedersi che cosa lo provochi: dove si trova un corpo, quanto va veloce, come cambia la sua velocità. Gli strumenti sono i vettori della lezione precedente e le derivate di Analisi 1. In questa lezione ricaviamo le leggi del moto rettilineo, del moto del proiettile e del moto circolare, che poi useremo in tutta la dinamica.
Posizione, velocità, accelerazione
Il moto di un punto è descritto dal vettore posizione
in funzione del tempo. La velocità è la sua derivata, l’accelerazione è la derivata della velocità:
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La velocità media in un intervallo
è
: è la pendenza della corda nel grafico posizione-tempo, mentre la velocità istantanea è la pendenza della tangente. La velocità istantanea è sempre tangente alla traiettoria.
Il percorso inverso usa gli integrali: conoscendo l’accelerazione e le condizioni iniziali si ricostruiscono velocità e posizione.
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Moto rettilineo uniforme
Se la velocità è costante,
e la posizione cresce linearmente:
. Nel grafico
è una retta di pendenza
.
Moto uniformemente accelerato
Dimostrazione delle tre leggi
Con accelerazione costante
, integrando una volta si ottiene la velocità, integrando di nuovo la posizione:
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Ricavando
dalla prima e sostituendo nella seconda si elimina il tempo:
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Quest’ultima è comodissima quando il tempo non interessa. Esempio: un’auto a 100 km/h (27,8 m/s) frena con decelerazione 7 m/s². Lo spazio di frenata è
m. A 130 km/h diventa circa 93 m: lo spazio cresce con il quadrato della velocità.
Un caso importante è la caduta libera: vicino alla superficie terrestre ogni corpo, in assenza di aria, accelera verso il basso con
m/s², indipendentemente dalla massa.
Moto del proiettile
Un corpo lanciato con velocità
che forma un angolo
con l’orizzontale, se si trascura l’aria, ha accelerazione costante
. L’idea chiave è che i due moti sono indipendenti: in orizzontale il moto è uniforme, in verticale è uniformemente accelerato.

(azzurra) resta costante; quella verticale
(verde) diminuisce, si annulla nel punto più alto e poi cambia verso. La velocità (rossa) è sempre tangente alla traiettoria. ![]()
Dimostrazione: la traiettoria è una parabola
Dalla prima equazione
. Sostituendo nella seconda:
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È una parabola con la concavità verso il basso, che passa per l’origine.
Gittata e altezza massima
Il proiettile torna a terra quando
, cioè per
o
. La gittata è la distanza percorsa in orizzontale in quel tempo:
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Poiché
vale al massimo 1 per
, quello è l’angolo di gittata massima. Angoli complementari (30° e 60°) danno la stessa gittata. L’altezza massima si raggiunge quando
; usando
sulla verticale:
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Esempio. Un pallone calciato a 20 m/s con un angolo di 35°:
m,
m. Nella realtà l’aria accorcia la gittata, e parecchio per una pallina leggera.
Moto circolare
Un punto che si muove su una circonferenza di raggio
è descritto dall’angolo
. La velocità angolare è
(rad/s) e la velocità lungo la circonferenza è
. Se
è costante il moto è circolare uniforme, con periodo
e frequenza
.

Dimostrazione: l’accelerazione centripeta
Anche se il modulo della velocità è costante, la sua direzione cambia: quindi c’è un’accelerazione. Scriviamo la posizione con
:
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Derivando una volta:
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che ha modulo
ed è perpendicolare a
(il prodotto scalare è nullo). Derivando ancora:
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L’accelerazione è opposta al vettore posizione, cioè punta verso il centro, e vale
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Se anche il modulo della velocità cambia, all’accelerazione centripeta si aggiunge un’accelerazione tangenziale
, dove
è l’accelerazione angolare.
Esempio. Un disco rigido da 7200 giri al minuto:
rad/s. Un punto a 4 cm dal centro ha
m/s e un’accelerazione centripeta di circa
m/s², oltre duemila volte
.
Moti relativi
La velocità dipende da chi la misura. Se un sistema di riferimento si muove rispetto a un altro con velocità costante
, le velocità misurate nei due sistemi sono legate dalla trasformazione di Galileo:
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Un passeggero che cammina a 1,5 m/s verso la testa di un treno che viaggia a 30 m/s si muove a 31,5 m/s rispetto ai binari. Le accelerazioni invece sono le stesse nei due sistemi, perché
è costante: per questo le leggi di Newton valgono uguali in tutti i sistemi inerziali. Questa regola funziona bene a velocità piccole rispetto a quella della luce; oltre serve la relatività.
In sintesi
| Moto | Leggi |
|---|---|
| rettilineo uniforme | |
| uniformemente accelerato | |
| proiettile | |
| circolare uniforme |





