Elasticità, legge di Hooke e criteri di resistenza
Deformazioni, modulo di Young e coefficiente di Poisson, G = E/(2(1+ν)) dimostrato, curva tensione-deformazione dell'acciaio, criteri di Tresca e von Mises con esempio.
Un materiale sollecitato si deforma; finché la tensione resta sotto un limite, togliendo il carico torna com’era: è il comportamento elastico. Oltre, si deforma in modo permanente e infine si rompe. In questa lezione vediamo le deformazioni, la legge di Hooke con il modulo di Young e il coefficiente di Poisson, la dimostrazione del legame tra modulo di taglio e modulo di Young con un esempio, la curva tensione-deformazione dell’acciaio, e i criteri di resistenza per gli stati di tensione composti con un esempio.
Le deformazioni
La deformazione misura il cambiamento di forma: la dilatazione
è l’allungamento relativo di un segmento, lo scorrimento
la variazione dell’angolo, inizialmente retto, tra due segmenti. Come le tensioni, le deformazioni in un punto formano un tensore simmetrico. Sono numeri piccolissimi: un acciaio da costruzione allo snervamento si allunga di circa lo 0,1 %.
La legge di Hooke
Per un materiale elastico lineare e isotropo, in trazione semplice:
![]()
dove
è il modulo di Young e
il coefficiente di Poisson: una barra tirata si allunga e si assottiglia. Valori tipici: acciaio
GPa,
; alluminio 70 GPa, 0,33; calcestruzzo 30 GPa, 0,2; legno lungo le fibre circa 11 GPa. Per uno stato di tensione generale le deformazioni si sommano per sovrapposizione:
![]()
con
il modulo di taglio.
Teorema. Per un materiale isotropo
![]()
Dimostrazione. Si consideri uno stato di taglio puro:
,
. Il cerchio di Mohr (lezione sulle tensioni) ha centro nell’origine e raggio
: le tensioni principali, a 45°, valgono
e
. Lungo la direzione 1 la legge di Hooke dà
. Ma la stessa deformazione, vista negli assi
,
, è uno scorrimento; il cerchio di Mohr delle deformazioni, analogo a quello delle tensioni con
al posto di
, dà per il taglio puro
. Quindi
, e
. ∎
Esempio. Acciaio:
GPa. Le costanti elastiche indipendenti di un materiale isotropo sono quindi due, non tre.
La curva tensione-deformazione

La prova di trazione di un acciaio dolce mostra un tratto elastico lineare, lo snervamento a
(235, 275 o 355 MPa per gli acciai S235, S275, S355), un lungo tratto plastico in cui il materiale si allunga a tensione quasi costante, l’incrudimento fino alla resistenza
, e la rottura dopo allungamenti del 20 % e oltre. Questa duttilità è preziosa: una struttura in acciaio si deforma vistosamente prima di crollare, avvisando e ridistribuendo i carichi (lezione sull’acciaio di Tecnica delle costruzioni). I materiali fragili (vetro, ghisa, calcestruzzo in trazione, ceramiche, il silicio dei chip) si rompono invece senza preavviso, appena oltre il tratto elastico.
I criteri di resistenza
La prova di trazione dà un solo numero; in una struttura reale lo stato di tensione è composto. Un criterio di resistenza definisce una tensione equivalente da confrontare con quella della prova monoassiale. Per i materiali duttili:
- Tresca (massima tensione tangenziale):
; - von Mises (energia di distorsione):
.
In una trave, con una tensione normale
e una tangenziale
, il criterio di von Mises si riduce a
, quello di Tresca a
.
Esempio. In un punto di una trave d’acciaio S235,
MPa e
MPa. Von Mises:
MPa < 235 MPa, verificato; Tresca, più prudente:
MPa. Per i materiali fragili si usano criteri sulla massima tensione principale di trazione.





