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Geometria e Algebra

Geometria analitica dello spazio: rette, piani, distanze e angoli

Equazione del piano e vettore normale, piano per tre punti, rette in forma parametrica e cartesiana, posizioni reciproche, rette sghembe, distanze e angoli.

Nello spazio tridimensionale gli oggetti lineari sono i piani e le rette. Con i vettori, il prodotto scalare e il prodotto vettoriale si risolvono tutti i problemi classici: equazioni, posizioni reciproche, angoli e distanze. È la geometria dietro la grafica 3D, la robotica e la progettazione meccanica.

Il piano

Un piano è individuato da un punto P_0 = (x_0, y_0, z_0) e da un vettore normale \mathbf n = (a, b, c). Un punto P sta sul piano se \overrightarrow{P_0P} è perpendicolare a \mathbf n:

    \[ a(x - x_0) + b(y - y_0) + c(z - z_0) = 0 \quad\Longleftrightarrow\quad ax + by + cz + d = 0 \]

Come per la retta nel piano, i coefficienti di x, y, z sono le componenti di un vettore normale.

Piano per tre punti. Se A, B, C non sono allineati, il vettore \overrightarrow{AB}\times\overrightarrow{AC} è normale al piano. Esempio: A = (1, 0, 0), B = (0, 2, 0), C = (0, 0, 3). \overrightarrow{AB} = (-1, 2, 0), \overrightarrow{AC} = (-1, 0, 3), prodotto vettoriale (6, 3, 2). Il piano è 6(x - 1) + 3y + 2z = 0, cioè 6x + 3y + 2z = 6, o anche \frac x1 + \frac y2 + \frac z3 = 1 (forma segmentaria: si leggono le intersezioni con gli assi).

In alternativa: il punto P sta sul piano ABC se e solo se \overrightarrow{AP}, \overrightarrow{AB}, \overrightarrow{AC} sono complanari, cioè se il loro prodotto misto, un determinante 3×3, è nullo.

La retta

Una retta nello spazio si scrive in forma parametrica, con un punto e un vettore direzione \mathbf d = (l, m, n):

    \[ (x, y, z) = (x_0, y_0, z_0) + t\,(l, m, n) \]

oppure in forma cartesiana, come intersezione di due piani non paralleli:

    \[ \begin{cases} a_1x + b_1y + c_1z + d_1 = 0\\ a_2x + b_2y + c_2z + d_2 = 0 \end{cases} \]

Una sola equazione lineare nello spazio è un piano, non una retta: è un errore frequente. Per passare dalla forma cartesiana alla parametrica si risolve il sistema (rango 2, una variabile libera); il vettore direzione è anche \mathbf n_1\times\mathbf n_2, perpendicolare a entrambe le normali.

Posizioni reciproche

Due piani sono paralleli se le normali sono proporzionali, altrimenti si incontrano in una retta. L’angolo tra due piani è l’angolo tra le loro normali.

Retta e piano. Con \mathbf d direzione della retta e \mathbf n normale al piano: se \mathbf d\cdot\mathbf n \ne 0 si incontrano in un punto; se \mathbf d\cdot\mathbf n = 0 la retta è parallela al piano (o ci sta dentro). La retta è perpendicolare al piano se \mathbf d è parallelo a \mathbf n.

Due rette nello spazio possono essere incidenti, parallele oppure sghembe: non parallele e senza punti comuni, come due strade una sopra l’altra a un cavalcavia. Sono complanari (quindi incidenti o parallele) se e solo se il prodotto misto di \overrightarrow{P_1P_2}, \mathbf d_1, \mathbf d_2 è nullo.

Distanze

Piano con vettore normale e distanza di un punto dal piano
La distanza di Q dal piano \pi è la lunghezza del segmento perpendicolare: la componente di \overrightarrow{P_0Q} lungo il vettore normale \mathbf n.

Distanza punto-piano

    \[ d(Q, \pi) = \frac{|a x_Q + b y_Q + c z_Q + d|}{\sqrt{a^2 + b^2 + c^2}} \]

Dimostrazione. È identica a quella della distanza punto-retta nel piano: si proietta \overrightarrow{P_0Q} sulla normale, d = |\overrightarrow{P_0Q}\cdot\mathbf n|/|\mathbf n|, e si usa ax_0 + by_0 + cz_0 = -d. Esempio: la distanza dell’origine da 6x + 3y + 2z = 6 è |-6|/\sqrt{49} = 6/7.

Distanza punto-retta

La distanza di Q dalla retta per P_0 con direzione \mathbf d è l’altezza del parallelogramma costruito su \overrightarrow{P_0Q} e \mathbf d, cioè area diviso base:

    \[ d(Q, r) = \frac{|\overrightarrow{P_0Q}\times\mathbf d|}{|\mathbf d|} \]

Distanza tra rette sghembe

Il vettore \mathbf d_1\times\mathbf d_2 è perpendicolare a entrambe le rette. La distanza è la proiezione di \overrightarrow{P_1P_2} su questa direzione, cioè il volume del parallelepipedo diviso l’area della base:

    \[ d(r_1, r_2) = \frac{|\overrightarrow{P_1P_2}\cdot(\mathbf d_1\times\mathbf d_2)|}{|\mathbf d_1\times\mathbf d_2|} \]

Esempio. r_1: (0, 0, 0) + t(1, 0, 0), l’asse x; r_2: (0, 1, 2) + s(0, 1, 1). \mathbf d_1\times\mathbf d_2 = (0, -1, 1), \overrightarrow{P_1P_2} = (0, 1, 2), prodotto scalare -1 + 2 = 1. Distanza 1/\sqrt2. Non essendo zero, le rette sono sghembe.

Angoli

  • tra due rette: \cos\theta = |\mathbf d_1\cdot\mathbf d_2|/(|\mathbf d_1||\mathbf d_2|);
  • tra due piani: lo stesso con le normali;
  • tra retta e piano: \sin\theta = |\mathbf d\cdot\mathbf n|/(|\mathbf d||\mathbf n|), perché l’angolo con il piano è il complementare di quello con la normale.

Una nota pratica

Nella grafica 3D ogni triangolo di un modello ha una normale calcolata con il prodotto vettoriale di due lati: serve a decidere se la faccia è rivolta verso la telecamera (back-face culling) e quanta luce riceve (il coseno tra normale e direzione della luce, cioè un prodotto scalare). Il “ray tracing” calcola milioni di intersezioni retta-piano al secondo con le formule di questa lezione.

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