Spazi vettoriali: sottospazi, indipendenza lineare, basi e dimensione
Definizione ed esempi, sottospazi, combinazioni lineari e generatori, dipendenza lineare, basi e coordinate, dimensione e formula di Grassmann.
Finora abbiamo lavorato con vettori del piano e dello spazio. L’algebra lineare fa un passo di astrazione: prende le proprietà della somma di vettori e del prodotto per un numero, e chiama “spazio vettoriale” qualsiasi insieme che le rispetti. Così gli stessi teoremi valgono per le terne di numeri, per i polinomi, per le matrici e per i segnali. In questa lezione vediamo spazi e sottospazi, combinazioni lineari, dipendenza lineare, basi e dimensione.
Spazio vettoriale
Uno spazio vettoriale reale è un insieme
con una somma
e un prodotto per scalari
che soddisfano le proprietà a cui siamo abituati: la somma è associativa e commutativa, esiste il vettore nullo
, ogni vettore ha l’opposto, e valgono
,
,
,
.
Esempi:
, le
-uple di numeri reali;
, i polinomi di grado al massimo
;
, le matrici
;- le funzioni continue su un intervallo, con la somma punto per punto. I segnali di un circuito vivono in spazi di questo tipo.
Sottospazi
Un sottoinsieme
di
è un sottospazio se è a sua volta uno spazio vettoriale con le stesse operazioni. Basta controllare tre cose:
; se
allora
; se
allora
.

i sottospazi sono l’origine, le rette e i piani passanti per l’origine (
e
) e tutto lo spazio. Il piano traslato
non è un sottospazio: non contiene
.Esempi. Le soluzioni di un sistema omogeneo
formano un sottospazio di
: se
e
allora
e
. Le soluzioni di un sistema non omogeneo invece non lo sono (non contengono
): sono un sottospazio traslato, come il piano grigio della figura. Il piano
è un sottospazio, il piano
no.
Combinazioni lineari e generatori
Una combinazione lineare dei vettori
è un vettore del tipo
. L’insieme di tutte le combinazioni lineari si chiama sottospazio generato e si scrive
(o span). È il più piccolo sottospazio che contiene quei vettori. Due vettori non paralleli di
generano un piano per l’origine; tre vettori non complanari generano tutto
.
Dipendenza e indipendenza lineare
I vettori
sono linearmente indipendenti se l’unica combinazione lineare che dà il vettore nullo è quella con tutti i coefficienti nulli:
![]()
Altrimenti sono dipendenti, e almeno uno di loro si può scrivere come combinazione degli altri: è “superfluo”, non aggiunge direzioni nuove.
Come si verifica. Si mettono i vettori come colonne di una matrice e si risolve il sistema omogeneo: sono indipendenti se l’unica soluzione è quella nulla, cioè se la forma a scala ha un pivot in ogni colonna. In
,
vettori sono indipendenti se e solo se il determinante della matrice che li ha come colonne è diverso da zero.
Esempio.
,
,
: il determinante vale
. Sono dipendenti, e infatti
.
Basi e coordinate
Una base di
è un insieme di vettori linearmente indipendenti che generano
. Ogni vettore si scrive allora come combinazione dei vettori della base in un solo modo: i coefficienti sono le sue coordinate.
Dimostrazione: l’unicità delle coordinate
Se
, sottraendo si ottiene
. Per l’indipendenza tutti i coefficienti sono zero, quindi
per ogni
. È qui che serve l’indipendenza: con vettori dipendenti lo stesso vettore avrebbe infinite scritture.
Basi canoniche: in
i vettori
, …,
; nei polinomi di grado al massimo
i monomi
. Le coordinate del polinomio
sono
: con la base, un polinomio diventa una terna di numeri, e si può trattare come un vettore di
.
La dimensione
Teorema. Tutte le basi di uno spazio vettoriale hanno lo stesso numero di elementi. Questo numero è la dimensione di
,
.
L’idea della dimostrazione (lemma dello scambio di Steinitz): se
è generato da
vettori, allora qualsiasi insieme di più di
vettori è dipendente. Applicandolo nei due sensi a due basi, hanno lo stesso numero di elementi.
,
,
. Lo spazio di tutte le funzioni continue invece ha dimensione infinita.
Conseguenze pratiche, in uno spazio di dimensione
:
- più di
vettori sono sempre dipendenti; - meno di
vettori non possono generare tutto lo spazio;
vettori indipendenti formano automaticamente una base (e così pure
generatori).
Somma e intersezione di sottospazi
Se
e
sono sottospazi, anche
e
lo sono. La formula di Grassmann lega le loro dimensioni:
![]()
Due piani distinti per l’origine in
:
, quindi
. Si intersecano in una retta, come ci si aspetta. Se
la somma si dice diretta,
, e ogni vettore della somma si scompone in modo unico.





