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Compatibilità Elettromagnetica

Schermatura: assorbimento, riflessione e aperture

Efficacia di schermatura, assorbimento 8,69 t/δ e riflessione dimostrati con esempi sul rame, campi magnetici a bassa frequenza, fessure e cavi che attraversano lo schermo.

Uno schermo è un involucro conduttivo che separa la sorgente dalla vittima: il contenitore metallico di un apparecchio, la calza di un cavo, una lamina sopra un circuito sensibile. Funziona in due modi, riflettendo l’onda e assorbendola, e i calcoli mostrano che anche una lamina sottilissima basterebbe per la maggior parte dei campi. Il problema vero sono le aperture: fessure, giunzioni e cavi che attraversano lo schermo. In questa lezione vediamo l’efficacia di schermatura, l’assorbimento e la riflessione con le loro dimostrazioni ed esempi, il caso difficile dei campi magnetici a bassa frequenza, e le aperture.

L’efficacia di schermatura

L’efficacia di schermatura è il rapporto, in decibel, tra il campo senza schermo e quello con lo schermo:

    \[ SE = 20\log_{10}\frac{E_{senza}}{E_{con}} \]

Secondo la teoria di Schelkunoff si scompone in tre termini: SE = R + A + B, riflessione, assorbimento e un termine di correzione per le riflessioni multiple dentro lo schermo, trascurabile quando l’assorbimento supera una decina di decibel.

Onda piana su uno schermo metallico
L’onda incidente E i arriva da sinistra; gran parte viene riflessa (E r). La parte che entra nel metallo di spessore t si attenua esponenzialmente, e solo una piccola onda trasmessa E t esce dall’altra parte.

L’assorbimento

Dentro un buon conduttore il campo si attenua esponenzialmente con la profondità, con la lunghezza caratteristica detta spessore di penetrazione (lezione sull’effetto pelle di Campi elettromagnetici):

    \[ \delta = \frac{1}{\sqrt{\pi f\mu\sigma}} \]

Teorema. Uno schermo di spessore t introduce un assorbimento di

    \[ A = 8{,}69\,\frac{t}{\delta}\ \text{dB} \]

Dimostrazione. Attraversando lo spessore t l’ampiezza del campo si riduce del fattore e^{-t/\delta}. In decibel: 20\log_{10}e^{t/\delta} = (t/\delta)\cdot 20\log_{10}e = 8{,}686\,t/\delta. ∎

Esempio. Rame, \sigma = 5{,}8\cdot 10^7 S/m: a 1 MHz \delta \approx 66 µm, e una lamina di 0,1 mm assorbe circa 13 dB; a 100 MHz \delta \approx 6{,}6 µm e la stessa lamina assorbe circa 130 dB. L’assorbimento cresce con la radice della frequenza: alle alte frequenze anche un sottile strato metallico depositato su una plastica è sufficiente.

La riflessione

Un’onda che arriva su una superficie con impedenza diversa dalla propria viene in gran parte riflessa (lezione sulle onde piane). L’onda nel vuoto ha impedenza Z_w = 377 Ω, il metallo un’impedenza piccolissima, |Z_s| = \sqrt{2\pi f\mu/\sigma}.

Teorema. Per |Z_s| \ll |Z_w| la riflessione vale

    \[ R = 20\log_{10}\frac{|Z_w|}{4|Z_s|} \]

Dimostrazione. Il coefficiente di trasmissione del campo elettrico da un mezzo di impedenza Z_a a uno di impedenza Z_b è 2Z_b/(Z_a + Z_b). Entrando nel metallo vale 2Z_s/(Z_w + Z_s) \approx 2Z_s/Z_w; uscendone, 2Z_w/(Z_s + Z_w) \approx 2. Il prodotto è 4Z_s/Z_w, e il suo inverso in decibel dà la formula. ∎

Esempio. Rame a 1 MHz: |Z_s| \approx 3{,}7\cdot 10^{-4} Ω, R = 20\log_{10}(377/(1{,}5\cdot 10^{-3})) \approx 108 dB. Con l’assorbimento, uno schermo di rame anche sottile dà più di 120 dB contro un’onda piana: molto più di quanto serva.

Il caso difficile: campi magnetici vicini

Vicino a una sorgente magnetica (una spira, un trasformatore) l’impedenza d’onda è molto più bassa di 377 Ω, e la riflessione si riduce di conseguenza; a bassa frequenza anche l’assorbimento è piccolo, perché \delta è grande (a 50 Hz nel rame è circa 9 mm). Un trasformatore di rete non si scherma con una lamina di rame. Servono:

  • materiali ad alta permeabilità (leghe ferro-nichel come il mu-metal), che offrono alle linee di campo un percorso preferenziale e le deviano attorno alla zona da proteggere;
  • o, meglio, la riduzione della sorgente e della spira vittima (lezione sull’accoppiamento).

Al contrario i campi elettrici vicini, ad alta impedenza, si schermano facilmente: basta una superficie conduttiva collegata a massa.

Le aperture

In pratica uno schermo non è mai chiuso: ci sono fessure di ventilazione, giunzioni tra pannelli, display, connettori. Una fessura si comporta come un’antenna a fessura (lezione sulle antenne ad apertura), e la grandezza che conta è la sua dimensione massima, non l’area. Per una fessura lunga L, minore di mezza lunghezza d’onda:

    \[ SE \approx 20\log_{10}\frac{\lambda}{2L} \]

Esempio. Una fessura di 10 cm a 1 GHz (\lambda = 30 cm) lascia una schermatura di soli 3,5 dB; a 100 MHz, 23,5 dB. Lo spessore e il materiale dello schermo diventano irrilevanti: conta la fessura. Molti fori piccoli schermano molto meglio di una fessura della stessa area, perché ciascuno ha una dimensione massima piccola.

Le regole che ne derivano:

  • giunzioni con contatti frequenti (viti ravvicinate, guarnizioni conduttive), a distanza molto minore di \lambda/2 alla frequenza più alta di interesse;
  • ventilazione con griglie di fori piccoli o con nidi d’ape, che si comportano come guide d’onda sotto la frequenza di taglio;
  • ogni cavo che attraversa lo schermo va filtrato nel punto di passaggio, oppure la sua calza va collegata allo schermo su tutta la circonferenza (a 360°). Un cavo non filtrato porta fuori il disturbo e lo irradia, vanificando lo schermo: è l’errore più comune. Una calza collegata con un codino di filo (pigtail) perde gran parte dell’efficacia alle alte frequenze, perché il codino ha induttanza.
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