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Compatibilità Elettromagnetica

Lo spettro dei segnali digitali e il tempo di salita

Armoniche di un clock trapezoidale, inviluppo a 20 e 40 dB per decade dimostrato, esempio numerico sul tempo di salita, slew rate, clock a spettro espanso, segnali differenziali.

Quasi tutte le emissioni di un apparecchio digitale nascono dai suoi segnali: clock, bus, linee di comando degli interruttori di potenza. Sono onde quasi rettangolari, e il loro spettro arriva molto più in alto della frequenza del clock. Quanto in alto dipende soprattutto dai tempi di salita. In questa lezione vediamo lo spettro di un’onda trapezoidale con la dimostrazione del suo inviluppo, il ruolo del tempo di salita con un esempio numerico, e come lo si riduce senza compromettere il funzionamento.

L’onda trapezoidale

Un clock reale è un’onda periodica di periodo T, ampiezza A, durata dell’impulso \tau (misurata a metà ampiezza) e fronti di salita e di discesa di durata t_r. Le sue armoniche, alle frequenze f_n = n/T, hanno ampiezze (serie di Fourier, lezione sulla trasformata di Fourier di Metodi matematici)

    \[ c_n = 2A\,\frac{\tau}{T}\left|\frac{\sin(\pi n\tau/T)}{\pi n\tau/T}\right|\left|\frac{\sin(\pi nt_r/T)}{\pi nt_r/T}\right| \]

Teorema. L’inviluppo delle armoniche è piatto fino a f_1 = 1/(\pi\tau), decresce di 20 dB per decade tra f_1 e f_2 = 1/(\pi t_r), e di 40 dB per decade oltre f_2.

Dimostrazione. Un trapezio si ottiene convolvendo un rettangolo di durata \tau con un rettangolo di durata t_r (normalizzato ad area unitaria): la convoluzione “smussa” i fronti del primo in rampe lunghe t_r. Lo spettro di una convoluzione è il prodotto degli spettri, e lo spettro di un rettangolo di durata d è una funzione \sin(x)/x con x = \pi fd: da qui i due fattori della formula. Ciascuno vale circa 1 per x \lt  1 ed è maggiorato da 1/x per x \gt  1, perché |\sin x| \le 1. Il primo fattore comincia a scendere come 1/f (20 dB per decade) da \pi f\tau = 1, cioè da f_1; il secondo aggiunge un altro 1/f da f_2. Oltre f_2 i due fattori insieme danno 1/f^2, cioè 40 dB per decade. ∎

Spettro di un clock trapezoidale
Le righe azzurre sono le armoniche di un clock a 100 MHz con impulso di 5 ns e fronti di 1 ns; la spezzata rossa è il loro inviluppo, piatto fino a f 1 uguale a 1 su pi tau, poi con pendenza di meno 20 decibel per decade fino a f 2 uguale a 1 su pi t r, poi di meno 40 decibel per decade.

Con duty cycle del 50 % le armoniche pari si annullano, perché il primo fattore si annulla per n\tau/T intero.

Il ruolo del tempo di salita

L’inviluppo mostra il punto chiave: sopra f_2 lo spettro scende rapidamente, e f_2 dipende solo dal tempo di salita, non dalla frequenza del clock.

Esempio. Clock a 100 MHz, A = 3{,}3 V, \tau = 5 ns, t_r = 1 ns: f_1 \approx 64 MHz, f_2 \approx 318 MHz. La prima armonica vale 2A/\pi \approx 2{,}1 V. A 1 GHz l’inviluppo è sceso di 20\log_{10}(318/64) \approx 14 dB fino a f_2, più 40\log_{10}(1000/318) \approx 20 dB: in tutto circa 34 dB sotto il livello piatto. Con fronti di 0,1 ns, invece, f_2 sale a 3,2 GHz e a 1 GHz lo spettro è solo 24 dB sotto: 10 dB in più di emissione, a parità di clock.

È per questo che le logiche veloci sono più “rumorose” anche quando lavorano lente: un microcontrollore moderno ha fronti di pochi centinaia di picosecondi anche se il suo clock è a 16 MHz.

Una regola pratica lega tempo di salita e banda: la banda significativa di un segnale digitale è circa 0{,}35/t_r (dove il tempo di salita è misurato tra il 10 e il 90 %), lo stesso legame tra tempo di salita e banda di un sistema del primo ordine (lezione sulla risposta nel tempo).

Come ridurre lo spettro

  • Fronti più lenti: le uscite dei microcontrollori e degli FPGA hanno spesso una “slew rate” programmabile; dove la velocità non serve, si sceglie quella minima. Una resistenza in serie di qualche decina di ohm all’uscita forma con la capacità della linea un filtro passa-basso e rallenta i fronti; adatta anche l’impedenza e smorza le riflessioni (lezione sulle linee di trasmissione).
  • Clock a spettro espanso (spread spectrum): la frequenza del clock viene modulata lentamente di qualche per cento, per esempio con un’onda triangolare. L’energia di ogni armonica si distribuisce su una banda più larga e il picco misurato, che è ciò che le norme limitano, scende di 6-20 dB. Il funzionamento logico non cambia, ma i margini temporali sì, e l’espansione non va usata dove serve una frequenza esatta (comunicazioni, convertitori).
  • Meno commutazioni simultanee: le uscite che cambiano insieme richiedono picchi di corrente all’alimentazione, che causano il “rimbalzo di massa” e emissioni; i bus si progettano con codifiche o con ritardi diversi.
  • Segnali differenziali come LVDS: due fili con correnti opposte producono campi che si cancellano a distanza (lezione sulle emissioni irradiate).

Ridurre lo spettro alla sorgente è il primo passo; quello che resta va controllato con il percorso: progetto del circuito stampato, filtri e schermi.

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