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Compatibilità Elettromagnetica

Compatibilità elettromagnetica: sorgente, percorso, vittima e norme

Emissioni e immunità, i quattro meccanismi di accoppiamento, campo vicino e lontano, dBµV e dBm con la conversione dimostrata, fattore d'antenna, norme CISPR e IEC 61000.

Un apparecchio elettronico è compatibile elettromagneticamente se funziona correttamente nel suo ambiente elettromagnetico senza introdurre disturbi intollerabili per gli altri. Sono due richieste: non disturbare (limitare le emissioni) e non farsi disturbare (avere sufficiente immunità). In questa lezione vediamo lo schema sorgente-percorso-vittima e i quattro meccanismi di accoppiamento, le unità in decibel usate nelle misure con la dimostrazione della conversione tra dBµV e dBm, e il quadro delle norme.

Sorgente, percorso, vittima

Ogni problema di compatibilità ha tre elementi: una sorgente di disturbo (un clock, un alimentatore a commutazione, un motore, un trasmettitore radio, una scarica elettrostatica), una vittima (un ricevitore, un amplificatore di sensori, un ingresso logico) e un percorso che li collega. Per risolverlo basta agire su uno dei tre: ridurre la sorgente, interrompere il percorso o rendere la vittima meno sensibile. Agire sulla sorgente è di solito la soluzione più economica, perché si interviene in un punto solo invece che su tutte le vittime possibili.

Sorgente, percorsi di accoppiamento e vittima
La sorgente S raggiunge la vittima V per quattro vie: un’impedenza comune Z, una capacità parassita C, una mutua induttanza M e il campo elettromagnetico irradiato E, H.

I percorsi sono quattro:

  • conduzione attraverso un’impedenza comune: due circuiti che condividono un tratto di massa o di alimentazione; la corrente di uno produce una caduta che compare nell’altro;
  • accoppiamento capacitivo (campo elettrico): una capacità parassita tra due conduttori vicini, dominante quando la sorgente ha tensioni alte e variazioni rapide;
  • accoppiamento induttivo (campo magnetico): una mutua induttanza tra due spire, dominante quando la sorgente ha correnti grandi e variazioni rapide;
  • irradiazione: a distanza grande rispetto alla lunghezza d’onda, campo elettrico e magnetico viaggiano insieme come onda (lezioni di Campi elettromagnetici e di Antenne).

I primi tre sono di campo vicino e si analizzano con circuiti a parametri concentrati (lezione sull’accoppiamento); l’ultimo è di campo lontano. Il confine è a circa \lambda/(2\pi): a 100 MHz circa 48 cm.

Le emissioni e l’immunità si dividono inoltre in condotte (i disturbi viaggiano sui cavi, tipicamente sotto 30 MHz, dove i cavi sono corti rispetto alla lunghezza d’onda e irradiano poco) e irradiate (sopra 30 MHz).

I decibel della compatibilità

I disturbi coprono molti ordini di grandezza e si misurano in decibel rispetto a riferimenti piccoli:

  • tensioni in dBµV: V_{dB\mu V} = 20\log_{10}(V/1\,\mu V); 1 mV vale 60 dBµV;
  • campi elettrici in dBµV/m;
  • correnti in dBµA;
  • potenze in dBm, rispetto a 1 mW.

Teorema. Su un’impedenza di 50 Ω, la potenza in dBm e la tensione in dBµV sono legate da

    \[ P_{dBm} = V_{dB\mu V} - 107 \]

Dimostrazione. La potenza è P = V^2/R. Una tensione di 1 µV su 50 Ω dà P = 10^{-12}/50 = 2\cdot 10^{-14} W = 2\cdot 10^{-11} mW, cioè 10\log_{10}(2\cdot 10^{-11}) \approx -107 dBm. Poiché 10\log_{10}(V^2/R) e 20\log_{10}V crescono allo stesso modo, la differenza resta costante per qualunque tensione. ∎

Gli analizzatori di spettro, che hanno ingresso a 50 Ω, mostrano dBm; le norme fissano limiti in dBµV: la conversione serve a ogni misura.

Esempio. Un disturbo di -60 dBm letto dall’analizzatore corrisponde a 47 dBµV, cioè circa 224 µV.

Per passare dalla tensione ai morsetti dell’antenna di misura al campo si usa il fattore d’antenna AF (in dB/m), fornito dal costruttore: E_{dB\mu V/m} = V_{dB\mu V} + AF, più le perdite del cavo.

Le norme

In Europa la marcatura CE richiede, tra l’altro, la conformità alla direttiva sulla compatibilità elettromagnetica; negli Stati Uniti valgono le regole della FCC. Le norme tecniche fissano i limiti e i metodi di prova:

  • emissioni: per le apparecchiature multimediali e informatiche la norma CISPR 32 (in Europa EN 55032) fissa, per gli apparecchi domestici (classe B), circa 30 dBµV/m a 10 m tra 30 e 230 MHz e 37 dBµV/m tra 230 MHz e 1 GHz; per gli apparecchi industriali (classe A) i limiti sono circa 10 dB più alti. Per le emissioni condotte sulla rete i limiti valgono tra 150 kHz e 30 MHz;
  • immunità: la serie IEC 61000-4 definisce le prove contro scariche elettrostatiche, campi irradiati, transitori veloci, sovratensioni, disturbi condotti (lezione sull’immunità).

Le prove si fanno in laboratori accreditati, in camere semi-anecoiche, ma conviene verificare la compatibilità fin dal progetto: un problema scoperto alla prova finale costa settimane e una nuova versione del circuito stampato. Le lezioni che seguono mostrano come prevedere e controllare le emissioni: lo spettro dei segnali digitali, l’accoppiamento, la schermatura, l’irradiazione da spire e cavi, il progetto del circuito stampato, i filtri e la protezione.

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