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Comunicazioni Elettriche

Rumore nei ricevitori: figura di rumore, sensibilità e formula di Friis

Schema di un sistema di comunicazione, decibel e dBm, rumore termico a −174 dBm/Hz, figura di rumore e temperatura equivalente, sensibilità, formula di Friis con dimostrazione, margine.

Un sistema di comunicazione porta informazione da una sorgente a una destinazione attraverso un canale che attenua, distorce e aggiunge rumore. Il progetto di un collegamento si riduce spesso a una domanda: il segnale arriva al ricevitore abbastanza più forte del rumore? In questa lezione vediamo lo schema generale di un sistema, le unità in decibel, il rumore dei ricevitori con la figura di rumore e la temperatura equivalente, e la formula di Friis per le catene di stadi.

Lo schema di un sistema

Trasmettitore: la sorgente produce l’informazione, il codificatore di sorgente la comprime, il codificatore di canale aggiunge ridondanza per correggere gli errori, il modulatore la trasforma in un segnale adatto al canale. Il canale (un cavo, una fibra, lo spazio libero) attenua e disturba. Il ricevitore ripercorre la catena al contrario: demodulatore, decodificatore di canale, decodificatore di sorgente. Le lezioni di Teoria dei segnali hanno coperto la modulazione e la rivelazione; qui guardiamo il sistema dal punto di vista dell’ingegnere che lo deve far funzionare.

I decibel

Nelle comunicazioni le grandezze variano di molti ordini di grandezza, e si usano i decibel: un rapporto di potenze P_2/P_1 vale 10\log_{10}(P_2/P_1) dB. Le potenze assolute si esprimono rispetto a un milliwatt: dBm. 0 dBm = 1 mW, 30 dBm = 1 W, −90 dBm = 1 pW. Il vantaggio è che i guadagni e le perdite in cascata si sommano: un trasmettitore da 20 dBm, un’antenna da 2 dBi, 80 dB di attenuazione di spazio libero e un’antenna ricevente da 2 dBi danno 20 + 2 - 80 + 2 = -56 dBm (lezione sulle antenne di Campi elettromagnetici).

Il rumore di fondo

Qualsiasi resistenza alla temperatura T produce rumore termico con densità di potenza disponibile kT (lezione sui processi aleatori). A T_0 = 290 K:

    \[ kT_0 = 1{,}38\cdot 10^{-23}\cdot 290 \approx 4\cdot 10^{-21}\ \text{W/Hz} = -174\ \text{dBm/Hz} \]

È il numero più importante delle radiocomunicazioni. Su una banda B la potenza di rumore è kT_0B: in 20 MHz (un canale Wi-Fi) fa -174 + 10\log_{10}(2\cdot 10^7) \approx -101 dBm. Nessun ricevitore può fare meglio.

La figura di rumore

Ogni stadio di un ricevitore aggiunge rumore proprio. La figura di rumore F misura quanto peggiora il rapporto segnale-rumore attraversandolo:

    \[ F = \frac{\mathrm{SNR}_{in}}{\mathrm{SNR}_{out}}\quad (\text{con sorgente a } T_0),\qquad NF = 10\log_{10}F \]

Un amplificatore ideale ha F = 1 (0 dB). In modo equivalente si usa la temperatura equivalente di rumore T_e = (F - 1)T_0: il rumore aggiunto dallo stadio è quello che produrrebbe una resistenza a temperatura T_e all’ingresso. Un amplificatore con NF = 1 dB ha T_e \approx 75 K. La temperatura equivalente si preferisce per i ricevitori a bassissimo rumore, come quelli satellitari e dei radiotelescopi.

La sensibilità. Il segnale minimo che un ricevitore può demodulare è

    \[ P_{min} = -174\ \text{dBm/Hz} + 10\log_{10}B + NF + \mathrm{SNR}_{min} \]

Esempio. Banda 20 MHz, NF = 5 dB, SNR minimo 10 dB: P_{min} \approx -174 + 73 + 5 + 10 = -86 dBm.

La formula di Friis per il rumore

Catena di stadi di un ricevitore con i loro guadagni e figure di rumore
Il segnale dall’antenna attraversa in successione l’amplificatore a basso rumore, il mixer e l’amplificatore a frequenza intermedia, ciascuno con il proprio guadagno G e la propria figura di rumore F. La figura di rumore complessiva è data dalla formula di Friis.

Teorema. La figura di rumore di stadi in cascata è

    \[ F = F_1 + \frac{F_2 - 1}{G_1} + \frac{F_3 - 1}{G_1G_2} + \dots \]

Dimostrazione. Si riferisce tutto all’ingresso. Il primo stadio aggiunge un rumore equivalente a T_{e1}. Il secondo aggiunge T_{e2} al suo ingresso, dove il segnale è già stato amplificato di G_1: riportato all’ingresso del primo stadio vale T_{e2}/G_1. Allo stesso modo il terzo contribuisce T_{e3}/(G_1G_2). Quindi T_e = T_{e1} + T_{e2}/G_1 + T_{e3}/(G_1G_2) + \dots, e con T_e = (F - 1)T_0 si ottiene la formula. ∎

La conseguenza. Il primo stadio conta quasi da solo, purché abbia guadagno sufficiente. Con un amplificatore a basso rumore (LNA) da NF = 1 dB e 20 dB di guadagno, seguito da un mixer da 10 dB con 6 dB di perdita e da un amplificatore da 4 dB, la figura complessiva è circa 1,5 dB. Mettendo il mixer per primo, sarebbe oltre 10 dB: 9 dB di sensibilità persi: nello spazio libero la portata scenderebbe a circa un terzo. Per questo gli LNA si mettono il più vicino possibile all’antenna, e nelle parabole satellitari sono nel convertitore montato proprio sul fuoco.

Anche le perdite passive prima del primo amplificatore (un cavo, un filtro) hanno figura di rumore uguale alla loro attenuazione: 2 dB di cavo prima dell’LNA aggiungono 2 dB alla figura di rumore del sistema.

Il bilancio di collegamento completo

Mettendo insieme la potenza trasmessa, i guadagni d’antenna, le perdite di propagazione e la sensibilità del ricevitore, si ottiene il margine del collegamento: quanti decibel di attenuazione in più (pioggia, muri, evanescenze) si possono tollerare. Un collegamento Wi-Fi con −56 dBm ricevuti e sensibilità di −86 dBm ha 30 dB di margine; un collegamento satellitare lavora spesso con pochi decibel, e i sistemi moderni adattano in continuazione modulazione e codifica al margine disponibile.

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