Parametri delle antenne: direttività, guadagno, area efficace e polarizzazione
Intensità e diagramma di radiazione, direttività e angolo solido del fascio con dimostrazione, guadagno ed efficienza, EIRP, area efficace e reciprocità, perdita di polarizzazione, impedenza e banda.
Un’antenna trasforma un’onda guidata in un cavo in un’onda nello spazio, e viceversa. Per sceglierla o progettarla bisogna descriverla con pochi numeri: dove irradia, quanto concentra la potenza, quanta ne perde, quanto è adattata al cavo, con quale polarizzazione. Il corso di Campi elettromagnetici ha introdotto il dipolo elementare, il guadagno e la formula di Friis. In questa lezione definiamo con precisione i parametri di un’antenna, dimostriamo la formula che lega la direttività all’ampiezza del fascio, e vediamo efficienza, area efficace, polarizzazione, impedenza e reciprocità.
Il diagramma di radiazione e la direttività
Lontano dall’antenna il campo è un’onda sferica, e la densità di potenza decresce come
. Si usa quindi l’intensità di radiazione
, in watt per steradiante, che non dipende dalla distanza. Il diagramma di radiazione è
normalizzata al suo massimo, disegnata in funzione della direzione, spesso in decibel.

La potenza totale irradiata è l’integrale dell’intensità su tutte le direzioni,
. La direttività confronta l’intensità in una direzione con quella di un’antenna ideale che irradiasse uniformemente in tutte le direzioni (isotropica):
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Il suo massimo si chiama semplicemente direttività
, e si esprime in dBi (decibel rispetto all’isotropica).
Teorema. Se quasi tutta la potenza è concentrata in un fascio con ampiezze a metà potenza
e
(in radianti) nei due piani principali,
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Dimostrazione. Si definisce l’angolo solido del fascio
: l’angolo solido in cui dovrebbe stare tutta la potenza se l’intensità fosse ovunque uguale al massimo. Allora
. Se il fascio è stretto e i lobi secondari sono piccoli,
è circa l’area del fascio, cioè il prodotto delle due ampiezze,
. In gradi quadrati l’intera sfera vale
. ∎
Esempio. Un’antenna con un fascio di
ha
, cioè circa 26 dBi. La formula sovrastima un poco, perché trascura la potenza nei lobi secondari; le stime pratiche usano 30 000-35 000 al numeratore.
Guadagno ed efficienza
Non tutta la potenza fornita all’antenna viene irradiata: una parte si perde nei conduttori e nei dielettrici. L’efficienza di radiazione è
, e il guadagno è
. Se l’antenna non è adattata al cavo, una parte della potenza viene anche riflessa indietro, con un fattore
(lezione sull’adattamento di Campi elettromagnetici); il guadagno realizzato include anche questa perdita. Il prodotto della potenza trasmessa per il guadagno è la potenza equivalente irradiata isotropicamente (EIRP), il valore su cui le norme fissano i limiti di emissione.
Area efficace e reciprocità
In ricezione un’antenna si comporta come una superficie che raccoglie la potenza dell’onda incidente:
, dove
è l’area efficace. Il legame con il guadagno è
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ed è quello che, unito alla definizione di guadagno, dà la formula di Friis. Vale per reciprocità: un’antenna di materiali lineari ha lo stesso diagramma, lo stesso guadagno e la stessa impedenza in trasmissione e in ricezione. Per questo si può misurare un’antenna facendola ricevere e usarla per trasmettere.
La polarizzazione
La polarizzazione di un’antenna è quella dell’onda che irradia: lineare (verticale, orizzontale), circolare (destra o sinistra) o ellittica. In ricezione conta l’allineamento: il fattore di perdita di polarizzazione è
, il quadrato del prodotto scalare tra i versori di polarizzazione. Due antenne lineari incrociate a 90° non si parlano (in teoria perdita infinita, in pratica 20-30 dB); un’antenna lineare che riceve un’onda circolare perde sempre metà della potenza, 3 dB, qualunque sia l’orientamento. Per questo i satelliti di navigazione usano la polarizzazione circolare: il ricevitore non deve sapere come è orientato.
L’impedenza e la banda
Ai morsetti un’antenna è un carico di impedenza
: la resistenza di radiazione
rappresenta la potenza irradiata,
quella persa,
l’energia immagazzinata nel campo vicino. L’efficienza è
. Un’antenna è risonante quando
, e la sua banda è l’intervallo di frequenze in cui l’adattamento resta accettabile, tipicamente con un rapporto d’onda stazionaria sotto 2 (perdita per riflessione sotto 0,5 dB). Le antenne piccole rispetto alla lunghezza d’onda hanno resistenza di radiazione piccola e reattanza grande: sono difficili da adattare, poco efficienti e a banda stretta. È il limite fisico che rende complicate le antenne dei dispositivi indossabili.





