Serie di Taylor e di Laurent, singolarità e poli
Raggio di convergenza e singolarità, serie di Laurent in una corona, singolarità eliminabili, poli ed essenziali, zeri isolati e principio di identità, poli nei sistemi.
Una funzione olomorfa si sviluppa in serie di Taylor attorno a ogni punto, e la serie converge fino alla singolarità più vicina. Ma che cosa succede attorno a una singolarità? La risposta è la serie di Laurent, che ammette anche potenze negative. Le singolarità, che in un sistema fisico sono i poli della funzione di trasferimento, ne determinano tutto il comportamento.
La serie di Taylor in campo complesso
Teorema. Se
è olomorfa nel disco
, allora in tutto il disco
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ f(z) = \sum_{n=0}^{\infty}a_n(z - z_0)^n,\qquad a_n = \frac{f^{(n)}(z_0)}{n!} = \frac{1}{2\pi i}\oint\frac{f(\zeta)}{(\zeta - z_0)^{n+1}}\,d\zeta \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-2e0ed7d6f8133eff5848dd98a8e3c413_l3.png)
La dimostrazione parte dalla formula integrale di Cauchy e sviluppa
in serie geometrica. La conseguenza è notevole: il raggio di convergenza è la distanza dalla singolarità più vicina.
Questo spiega un mistero dell’analisi reale. La funzione
è perfettamente regolare su tutta la retta reale, eppure la sua serie di Taylor in 0,
, converge solo per
. Il motivo si vede solo nel piano complesso:
ha due singolarità in
, a distanza 1 dall’origine.
La serie di Laurent
Teorema. Se
è olomorfa nella corona
, allora
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ f(z) = \sum_{n=-\infty}^{\infty}a_n(z - z_0)^n = \underbrace{\sum_{n=1}^{\infty}\frac{a_{-n}}{(z - z_0)^n}}_{\text{parte principale}} + \underbrace{\sum_{n=0}^{\infty}a_n(z - z_0)^n}_{\text{parte regolare}} \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-32e953855ac104a53e2dc166d82e6091_l3.png)
con coefficienti
, calcolati lungo una qualsiasi circonferenza nella corona.

converge nella corona verde tra i raggi
e
: la circonferenza interna passa per la singolarità più vicina, quella esterna per la successiva.Lo sviluppo dipende dalla corona: la stessa funzione ha sviluppi di Laurent diversi in corone diverse.
Esempio.
ha singolarità in 0 e in 1. Con i fratti semplici
.
- Per
:
, quindi 
- Per
:
, quindi 
In pratica i coefficienti non si calcolano quasi mai con gli integrali: si usano le serie note (geometrica, esponenziale, seno, coseno) e le loro manipolazioni.
Classificazione delle singolarità isolate
Un punto
in cui
non è olomorfa, ma lo è in un intorno bucato attorno a esso, è una singolarità isolata. Il tipo dipende dalla parte principale della serie di Laurent in
.
| Tipo | Parte principale | Comportamento | Esempio in |
|---|---|---|---|
| eliminabile | nulla | ||
| polo di ordine | finita, fino a | ||
| essenziale | infinita | nessun limite |
Singolarità eliminabile.
: ponendo
la funzione diventa olomorfa. È il limite notevole di Analisi 1 visto dall’alto.
Polo.
ha un polo di ordine
in
se e solo se
ha limite finito e non nullo. Per le funzioni razionali
i poli sono gli zeri del denominatore che non si semplificano con il numeratore, e l’ordine è la molteplicità.
Singolarità essenziale.
ha infiniti termini negativi. Avvicinandosi a 0 lungo l’asse reale positivo va a
, lungo il negativo a 0, lungo l’asse immaginario oscilla senza limite. Il teorema di Picard dice che in ogni intorno di una singolarità essenziale la funzione assume tutti i valori complessi, salvo al più uno: un comportamento selvaggio, molto diverso da quello dei poli.
Zeri e poli
Se
olomorfa non è identicamente nulla, i suoi zeri sono isolati: attorno a ogni zero c’è un intorno senza altri zeri. Ne segue il principio di identità: due funzioni olomorfe che coincidono su un segmento, anche piccolissimo, coincidono ovunque. È la “rigidità” delle funzioni olomorfe: sapere come si comporta un circuito lineare per le frequenze reali determina la sua funzione di trasferimento in tutto il piano complesso.
Perché i poli contano in ingegneria
La funzione di trasferimento di un circuito o di un sistema lineare è una funzione razionale
. I suoi poli dicono come si comporta il sistema lasciato a sé stesso: ogni polo
produce nella risposta un termine
. La loro posizione nel piano complesso decide se il sistema è stabile, se oscilla e quanto velocemente si assesta, come vedremo nelle lezioni sulla trasformata di Laplace. Gli zeri invece dicono quali frequenze il sistema blocca: un filtro elimina banda ha zeri sull’asse immaginario alla frequenza da eliminare.




