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Fisica 2

Sorgenti del campo magnetico: Biot-Savart, legge di Ampère e solenoide

Legge di Biot-Savart, campo di un filo e di una spira, forza tra due fili, legge di Ampère, campo del solenoide con dimostrazione, elettromagneti e induttanza.

Nella lezione precedente il campo magnetico era dato. Qui ci chiediamo da dove viene: le sorgenti del campo magnetico sono le correnti. Vediamo la legge di Biot-Savart, il campo di un filo e di una spira, la forza tra due fili, la legge di Ampère e il solenoide, fino all’induttanza che useremo nella lezione sull’induzione.

La legge di Biot-Savart

Un tratto di filo d\vec l percorso dalla corrente I produce, nel punto a distanza r, il campo

    \[ d\vec B = \frac{\mu_0}{4\pi}\,\frac{I\,d\vec l\times\hat r}{r^2} \]

dove \mu_0 = 4\pi\times 10^{-7} T·m/A è la permeabilità magnetica del vuoto (dal 2019 il valore è misurato, non più fissato, ma resta uguale entro una parte su un miliardo). È l’analogo della legge di Coulomb, con due differenze: la sorgente è un elemento di corrente, non una carica, e il campo è perpendicolare sia a d\vec l sia a \hat r.

Il campo di un filo rettilineo

Linee del campo magnetico attorno a un filo rettilineo percorso da corrente
Le linee del campo magnetico di un filo rettilineo sono circonferenze centrate sul filo, percorse nel verso dato dalla regola della mano destra: pollice lungo la corrente, le dita piegate indicano il verso di B.

Integrando Biot-Savart su un filo infinito (o, più rapidamente, con la legge di Ampère qui sotto):

    \[ B = \frac{\mu_0 I}{2\pi r} \]

A 1 cm da un filo con 10 A il campo vale 2\times 10^{-7}\cdot 10/0{,}01 = 0{,}2 mT, quattro volte il campo terrestre: abbastanza per deviare una bussola, come vide Ørsted.

Al centro di una spira circolare di raggio R: ogni elemento d\vec l è perpendicolare al raggio e dà un contributo diretto lungo l’asse, quindi B = \frac{\mu_0 I}{4\pi R^2}\cdot 2\pi R = \frac{\mu_0 I}{2R}.

La forza tra due fili e la definizione di ampere

Due fili paralleli a distanza d, con correnti I_1 e I_2: il filo 1 crea nel punto del filo 2 il campo \mu_0 I_1/(2\pi d), e il filo 2 subisce la forza I_2 L B. La forza per unità di lunghezza è

    \[ \frac{F}{L} = \frac{\mu_0 I_1 I_2}{2\pi d} \]

attrattiva se le correnti sono concordi, repulsiva se opposte. Con 1 A in ciascun filo a 1 m di distanza la forza vale 2\times 10^{-7} N/m: era la vecchia definizione dell’ampere. Nei cortocircuiti queste forze diventano enormi: con decine di migliaia di ampere le sbarre dei quadri elettrici devono essere fissate per resistere a forze di tonnellate.

La legge di Ampère

La circuitazione del campo magnetico lungo una linea chiusa è uguale a \mu_0 per la corrente concatenata:

    \[ \oint\vec B\cdot d\vec l = \mu_0\,I_{conc} \]

Si verifica subito sul filo: lungo una circonferenza di raggio r, B è costante e tangente, quindi B\cdot 2\pi r = \mu_0 I. È il ruolo che la legge di Gauss ha per il campo elettrico: vale sempre (per correnti stazionarie), ma serve a calcolare il campo solo in presenza di simmetria. È anche il controesempio di Analisi 2: il campo del filo è irrotazionale fuori dal filo, ma non conservativo, perché c’è un “buco” dove passa la corrente. In forma locale: \nabla\times\vec B = \mu_0\vec J.

Il solenoide

Un solenoide è un filo avvolto a elica con n spire per unità di lunghezza. Dentro, i campi delle spire si sommano e il campo è quasi uniforme e parallelo all’asse; fuori quasi si annulla.

Sezione di un solenoide con le correnti nelle spire e il campo uniforme all'interno
Sezione longitudinale di un solenoide: in alto le correnti escono dal foglio, in basso entrano. All’interno il campo è uniforme e diretto lungo l’asse; il rettangolo tratteggiato è il percorso usato nella legge di Ampère.

Dimostrazione

Si applica la legge di Ampère al rettangolo della figura, con un lato di lunghezza L dentro il solenoide e uno fuori. Fuori B \approx 0, sui lati perpendicolari all’asse \vec B\cdot d\vec l = 0: resta solo il lato interno, BL. La corrente concatenata è quella delle nL spire attraversate, nLI. Quindi

    \[ B = \mu_0\,n\,I \]

indipendente dalla posizione dentro il solenoide. Con 1000 spire per metro e 1 A, B \approx 1{,}26 mT. Con un nucleo di ferro, che ha permeabilità relativa \mu_r di migliaia, il campo cresce di altrettanto: è l’elettromagnete di relè, elettrovalvole e serrature elettriche.

L’induttanza

Il flusso del campo magnetico concatenato con un circuito è proporzionale alla sua corrente. La costante di proporzionalità è l’induttanza:

    \[ L = \frac{\Phi}{I}\qquad[\text{H} = \text{Wb/A}] \]

Per un solenoide di N spire, lunghezza l e sezione A: il flusso in una spira è BA = \mu_0 nIA, quello concatenato con tutte le N = nl spire è N\cdot\mu_0 nIA, quindi

    \[ L = \mu_0\,n^2\,A\,l = \frac{\mu_0 N^2 A}{l} \]

L’induttanza cresce con il quadrato del numero di spire. Come il condensatore immagazzina energia nel campo elettrico, l’induttore la immagazzina nel campo magnetico, con energia \frac12 LI^2 e densità \frac{B^2}{2\mu_0}. Nella prossima lezione vedremo che cosa succede quando la corrente cambia: è lì che l’induttanza diventa protagonista.

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