Misure di frequenza e tempo: contatori, base dei tempi e varianza di Allan
Conteggio diretto e periodimetro, errore di più o meno un conteggio, frequenza di scambio dimostrata, contatori reciproci, errore della base dei tempi, oscillatori di riferimento, deviazione di Allan, errore di trigger.
Frequenza e tempo sono le grandezze che si misurano con la precisione più alta in assoluto: un orologio atomico sbaglia di meno di un secondo in milioni di anni, e un contatore da laboratorio legge dieci o dodici cifre significative. Il motivo è che contare è facile, e contare bene è solo questione di avere un buon riferimento. In questa lezione vediamo il frequenzimetro e il periodimetro con i loro errori di conteggio, il punto di scambio tra i due con la dimostrazione, l’errore della base dei tempi, gli oscillatori di riferimento e la varianza di Allan.
Il frequenzimetro a conteggio diretto
Il principio è elementare: si apre una porta per un tempo
noto con precisione e si contano i fronti del segnale che passano. Se il segnale ha frequenza
, il conteggio è circa
, e lo strumento mostra
. Il tempo di porta si ricava da un oscillatore di riferimento interno, dividendone la frequenza.

La porta non è sincronizzata con il segnale, quindi a seconda di dove cadono i fronti rispetto all’apertura si conta un fronte in più o in meno: è l’errore di ±1 conteggio, e l’errore relativo è
![]()
Esempio. Con
s, un segnale a 10 MHz si legge con risoluzione di 1 Hz, cioè
; un segnale a 1 kHz con risoluzione di 1 Hz, cioè lo 0,1 %. Il conteggio diretto è eccellente per le frequenze alte e pessimo per quelle basse.
Il periodimetro
Per le frequenze basse si rovescia lo schema: il segnale apre la porta per un periodo
, e si contano gli impulsi del clock di riferimento, di frequenza
. Il conteggio è
e l’errore di ±1 conteggio vale ora
![]()
Questa volta l’errore cresce con la frequenza. Con
MHz, un segnale a 1 kHz si misura con errore
, cento volte meglio del conteggio diretto con porta di 1 s.
Teorema. Il conteggio diretto con porta
e il periodimetro con clock
hanno lo stesso errore alla frequenza
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ f^* = \sqrt{\frac{f_c}{T_g}} \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-f48c39ebafff2ebb9d04e21a2aeab8da_l3.png)
Sotto
conviene il periodimetro, sopra il conteggio diretto.
Dimostrazione. Si uguagliano gli errori relativi:
, cioè
. Il primo errore decresce con
, il secondo cresce, quindi a sinistra del punto d’incontro è più piccolo il secondo e a destra il primo. ∎
Con
MHz e
s,
kHz, dove entrambi sbagliano di circa
. I contatori reciproci moderni eliminano il problema: aprono la porta in sincronia con un fronte del segnale, contano insieme i periodi del segnale e quelli del clock, e calcolano il rapporto. La risoluzione dipende allora solo dal clock e dal tempo di misura, non dalla frequenza; con l’interpolazione del tempo tra i fronti si arriva a risoluzioni di decine di picosecondi in ogni misura.
L’errore della base dei tempi
Il conteggio è perfetto a meno di un’unità, ma il tempo di porta viene dall’oscillatore interno, che ha un suo errore.
Teorema. Se la frequenza di riferimento ha un errore relativo
, la frequenza misurata ha lo stesso errore relativo
.
Dimostrazione. Il tempo di porta si ottiene contando
periodi del riferimento:
. Se il riferimento vale
, la porta dura
, si contano
fronti, e lo strumento, che divide per il
nominale, mostra
. L’errore relativo ha modulo
. Lo stesso vale per il periodimetro, dove
compare direttamente. ∎
Quindi la base dei tempi fissa un limite che nessun tempo di porta può superare. Le scelte tipiche sono:
- quarzo semplice (XO):
, varia molto con la temperatura; - quarzo compensato in temperatura (TCXO):
, quello di molti strumenti economici e dei telefoni; - quarzo in fornetto termostatato (OCXO):
all’anno, con eccellente stabilità a breve termine; - rubidio:
all’anno, un orologio atomico compatto; - oscillatore disciplinato dal GPS (GPSDO): un OCXO o un rubidio corretto in continuazione dai segnali dei satelliti, che portano il tempo degli orologi a cesio, con errore medio sotto
.
I laboratori distribuiscono un riferimento comune a 10 MHz a tutti gli strumenti, che hanno un ingresso apposito: così le misure di frequenza di tutto il banco hanno la stessa accuratezza.
Stabilità e varianza di Allan
L’accuratezza dice di quanto la frequenza media si discosta da quella nominale; la stabilità dice quanto la frequenza fluttua nel tempo. Per descriverla non si usa lo scarto tipo ordinario: il rumore degli oscillatori contiene componenti a bassa frequenza (rumore flicker e passeggiata aleatoria) per cui lo scarto tipo continua a crescere con la durata della misura e non converge. Si usa la deviazione di Allan: si misurano le frequenze relative medie
su intervalli consecutivi di durata
, e si calcola
![]()
cioè si guarda solo la differenza tra misure adiacenti, che non risente delle derive lente. Il grafico di
al variare di
dice per quale tempo di media un oscillatore è più stabile: un OCXO arriva a
attorno a un secondo, poi peggiora per l’invecchiamento; un maser a idrogeno scende a
in un giorno.
Le misure di intervallo di tempo
Un contatore misura anche il tempo tra due eventi: un fronte su un canale avvia il conteggio, un fronte sull’altro lo ferma. Oltre all’errore di quantizzazione conta l’errore di trigger: il rumore sposta l’istante in cui il segnale attraversa la soglia. Linearizzando il fronte attorno alla soglia, un rumore di valore efficace
su un fronte con pendenza
produce un errore temporale
![]()
Per questo si fa scattare il trigger nel punto più ripido del fronte e si usano segnali con fronti veloci: un rumore di 1 mV su un fronte da 1 V/ns sposta l’istante di 1 ps, su un fronte da 1 V/µs di 1 ns. È lo stesso meccanismo che produce il jitter nei sistemi digitali e nei convertitori.





