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Elettronica Applicata

Il timer NE555: come funziona, piedinatura e circuiti tipici

Com'è fatto dentro il 555, a cosa servono gli otto piedini e come si calcolano monostabile e astabile, con esempi numerici e consigli pratici.

This article is available in Italian only for now. An English version is on the way.

L’NE555 è probabilmente l’integrato più longevo dell’elettronica: progettato da Hans R. Camenzind nel 1970 e messo in commercio dalla Signetics nel 1971, viene prodotto ancora oggi in quantità enormi. Il motivo è semplice: con due resistori e un condensatore si ottiene un temporizzatore o un oscillatore stabile, economico e facile da calcolare.

In questa pagina vediamo com’è fatto dentro, a cosa servono gli otto piedini e come si dimensionano i due circuiti più usati, il monostabile e l’astabile.

Com’è fatto dentro

Il cuore del 555 è un partitore di tre resistori uguali da 5 kΩ (spesso si dice che il nome venga da qui, anche se lo stesso Camenzind raccontò che il numero fu scelto dalla Signetics) che fissa due tensioni di riferimento: 1/3 e 2/3 della tensione di alimentazione. Attorno al partitore ci sono:

  • due comparatori: uno confronta il piedino TRIGGER con 1/3 di VCC, l’altro confronta il piedino THRESHOLD con 2/3 di VCC;
  • un flip-flop SR, comandato dai due comparatori, che decide lo stato dell’uscita;
  • un transistor di scarica collegato al piedino DISCHARGE, che va in conduzione quando l’uscita è bassa e serve a svuotare il condensatore di temporizzazione;
  • uno stadio d’uscita in grado di erogare o assorbire fino a circa 200 mA nella versione bipolare.

In tutto la versione bipolare contiene una ventina di transistor, qualche diodo e una quindicina di resistori, chiusi normalmente in un contenitore DIP a 8 piedini o in versione SMD (SO-8).

La piedinatura

PiedinoNomeFunzione
1GNDMassa
2TRIGGERQuando scende sotto 1/3 di VCC porta l’uscita alta e avvia il ciclo
3OUTPUTUscita
4RESETAttivo basso: se portato a massa azzera tutto. Se non serve va collegato a VCC
5CONTROLAccesso diretto al riferimento dei 2/3: di solito si collega a massa con un condensatore da 10 nF
6THRESHOLDQuando supera 2/3 di VCC porta l’uscita bassa
7DISCHARGECollettore aperto del transistor di scarica
8VCCAlimentazione: 4,5–16 V per l’NE555 bipolare

Il monostabile: un impulso di durata fissa

Nel funzionamento monostabile il 555 resta a riposo con l’uscita bassa. Un breve impulso negativo sul TRIGGER porta l’uscita alta e spegne il transistor di scarica: il condensatore C comincia a caricarsi attraverso il resistore R. Quando la tensione su C raggiunge 2/3 di VCC, il comparatore di soglia resetta il flip-flop, l’uscita torna bassa e il condensatore viene scaricato. La durata dell’impulso vale:

T = 1,1 · R · C

Il fattore 1,1 viene da ln(3) ≈ 1,0986, perché il condensatore si carica da 0 a 2/3 della tensione finale. Con R = 100 kΩ e C = 10 µF si ottiene un impulso di circa 1,1 secondi. Il bello di questa formula è che non dipende dalla tensione di alimentazione: la precisione dipende quasi solo dalla tolleranza di R e C, per cui per tempi lunghi conviene usare condensatori a film o al tantalio invece degli elettrolitici, che hanno tolleranze e correnti di perdita elevate.

L’astabile: un oscillatore a onda quadra

Nell’astabile i piedini 2 e 6 sono collegati insieme al condensatore, e tra VCC, piedino 7 e condensatore ci sono due resistori, R1 e R2. Il condensatore si carica attraverso R1 + R2 fino a 2/3 di VCC, poi si scarica attraverso R2 (e il piedino 7) fino a 1/3 di VCC, e il ciclo ricomincia da solo. I tempi sono:

  • uscita alta: tH = 0,693 · (R1 + R2) · C
  • uscita bassa: tL = 0,693 · R2 · C
  • frequenza: f = 1,44 / ((R1 + 2·R2) · C)

Un esempio: R1 = 1 kΩ, R2 = 10 kΩ, C = 100 nF danno tH ≈ 0,76 ms, tL ≈ 0,69 ms e una frequenza di circa 686 Hz, cioè un’onda quasi quadra (duty cycle del 52%).

Con questo schema il duty cycle è sempre maggiore del 50%, perché la carica passa per entrambi i resistori e la scarica solo per R2. Se serve un’onda simmetrica o un duty cycle più basso si aggiunge un diodo in parallelo a R2 (anodo verso il piedino 7): in carica la corrente passa solo per R1 e il diodo, in scarica solo per R2, e i due tempi si regolano in modo indipendente.

Il bistabile

Senza resistore e condensatore di temporizzazione il 555 diventa un semplice flip-flop: un impulso basso sul TRIGGER porta l’uscita alta, un impulso basso sul RESET la riporta bassa (con THRESHOLD collegato a massa). È il modo più economico per memorizzare lo stato di un pulsante, ad esempio per accendere e spegnere un carico con due tasti.

Varianti e consigli pratici

  • NE556: due 555 nello stesso contenitore a 14 piedini. NE558: quattro temporizzatori con alcune differenze di funzionamento.
  • Versioni CMOS (TLC555, ICM7555, LMC555): funzionano da 2–3 V, consumano pochi microampere a riposo e disturbano molto meno l’alimentazione, ma erogano meno corrente in uscita. Per circuiti a batteria sono quasi sempre la scelta giusta.
  • Il 555 bipolare assorbe un picco di corrente a ogni commutazione: un condensatore da 100 nF vicino al piedino 8, più un elettrolitico da qualche microfarad, evita disturbi sul resto del circuito.
  • Se il piedino 5 non si usa, il condensatore da 10 nF verso massa rende le soglie molto più stabili.
  • Per un carico induttivo (relè, piccoli motori) serve sempre un diodo in antiparallelo sulla bobina.

Monostabile, astabile e bistabile sono la base di una quantità di circuiti: lampeggiatori, generatori di toni, ritardi all’accensione, modulatori PWM, rivelatori di impulsi mancanti. Una raccolta di schemi applicativi si trova nella pagina indicata qui sotto.

APPLICAZIONI DEL NE555

Raccolta di schemi con il 555: temporizzatori, oscillatori, PWM e altro.

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