Oscillatori: Barkhausen, ponte di Wien, trigger di Schmitt e quarzi
Criterio di Barkhausen, oscillatore a ponte di Wien con dimostrazione, trigger di Schmitt e isteresi, periodo dell'oscillatore a rilassamento con dimostrazione, NE555 e quarzi.
Ogni circuito digitale ha bisogno di un clock, ogni radio di un oscillatore locale, ogni alimentatore switching di un’onda di riferimento. Gli oscillatori sono amplificatori con una retroazione positiva voluta. In questa lezione vediamo il criterio di Barkhausen, l’oscillatore a ponte di Wien, il trigger di Schmitt e l’oscillatore a rilassamento, e accenniamo ai quarzi.
Il criterio di Barkhausen
Un amplificatore
con una rete di retroazione
che riporta l’uscita all’ingresso in fase (retroazione positiva) può mantenere un’oscillazione sinusoidale senza alcun ingresso se, alla frequenza
,
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cioè guadagno d’anello di modulo 1 e fase 0° (o un multiplo di 360°). Il segnale fa il giro dell’anello e torna identico: si mantiene da solo. È lo stesso punto critico del criterio di Nyquist visto dall’altra parte: lì andava evitato, qui si cerca.
In pratica l’oscillazione parte dal rumore, quindi all’accensione il guadagno d’anello deve essere un po’ maggiore di 1: l’ampiezza cresce finché qualche non linearità (la saturazione dell’amplificatore, un limitatore, un controllo automatico del guadagno) non riporta il guadagno medio esattamente a 1.
L’oscillatore a ponte di Wien
La rete di retroazione è un passa banda fatto da un RC serie e un RC parallelo.
Teorema. La rete di Wien con resistori
e condensatori
uguali ha, alla frequenza
, fase zero e attenuazione
.
Dimostrazione. Con
e
,
. Moltiplicando numeratore e denominatore per
:
![]()
Per
il termine reale al denominatore si annulla e
, reale. ∎
L’amplificatore deve quindi avere guadagno esattamente 3: un non invertente con
. Con
kΩ e
nF si ottiene circa 995 Hz. Per stabilizzare l’ampiezza, Hewlett e Packard nel loro primo prodotto (1939) misero al posto di
una lampadina a incandescenza: scaldandosi aumenta la resistenza e riduce il guadagno quanto basta. Oggi si usano diodi o un FET come resistenza variabile.
Il trigger di Schmitt
Un comparatore semplice cambia stato quando l’ingresso attraversa una soglia: se l’ingresso è rumoroso e lento, attorno alla soglia l’uscita commuta avanti e indietro decine di volte. Il trigger di Schmitt risolve il problema con una retroazione positiva che crea due soglie diverse.

Con l’uscita saturata a
e un partitore che riporta sull’ingresso non invertente la frazione
, le soglie sono
: il segnale deve attraversare l’intera isteresi
per far commutare di nuovo l’uscita. Con
V,
kΩ e
kΩ,
e le soglie sono ±2,4 V. I trigger di Schmitt ripuliscono i segnali dei pulsanti, dei sensori e delle linee di comunicazione lunghe; molti ingressi dei microcontrollori li hanno incorporati.
L’oscillatore a rilassamento
Aggiungendo al trigger di Schmitt (invertente) un resistore
dall’uscita all’ingresso invertente e un condensatore
verso massa si ottiene un generatore di onde quadre.
Teorema. Il periodo dell’oscillazione è
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Dimostrazione. Con l’uscita a
, il condensatore si carica verso
partendo da
:
. Quando raggiunge
l’uscita commuta:
, cioè
. Per simmetria la scarica dura lo stesso tempo, e il periodo è il doppio. ∎
Esempio.
kΩ,
nF,
:
ms, circa 1,23 kHz. Lo stesso principio, con soglie a 1/3 e 2/3 dell’alimentazione, è quello del timer NE555 nella sua configurazione astabile.
I quarzi
Gli oscillatori RC hanno una frequenza che dipende dalla tolleranza e dalla temperatura dei componenti: precisione dell’1% nel migliore dei casi. Per i clock dei microprocessori, degli orologi e delle radio si usa un cristallo di quarzo: una lamina che, per effetto piezoelettrico, vibra meccanicamente a una frequenza precisissima e si comporta elettricamente come un circuito risonante con fattore di qualità di decine di migliaia. Un quarzo comune ha una precisione di 20 parti per milione; quello da 32 768 Hz (
) degli orologi permette, dividendo per due quindici volte, di ottenere esattamente un impulso al secondo.





