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Fisica 1

Il secondo principio della termodinamica: macchine termiche, ciclo di Carnot ed entropia

Rendimento delle macchine termiche, enunciati di Kelvin e Clausius, dimostrazione del rendimento di Carnot, frigoriferi e pompe di calore, entropia e il suo significato microscopico.

Il primo principio dice che l’energia si conserva, ma non dice in che direzione vanno le cose. Una tazza di caffè si raffredda nella stanza, non si scalda da sola prendendo calore dall’aria più fredda, anche se l’energia si conserverebbe comunque. Il secondo principio è la legge che stabilisce questa direzione. Spiega perché nessun motore può trasformare in lavoro tutto il calore che riceve e introduce una delle grandezze più profonde della fisica, l’entropia.

Macchine termiche e rendimento

Una macchina termica lavora in ciclo: assorbe il calore Q_H da una sorgente calda, ne trasforma una parte in lavoro W e cede il resto, Q_C, a una sorgente fredda. Alla fine del ciclo torna allo stato iniziale, quindi \Delta U = 0 e per il primo principio W = Q_H - Q_C. Il rendimento è la frazione di calore trasformata in lavoro:

    \[ \eta = \frac{W}{Q_H} = 1 - \frac{Q_C}{Q_H} \]

Un motore a benzina ha un rendimento reale intorno al 25-35%, una centrale termoelettrica a ciclo combinato arriva al 60%.

Gli enunciati del secondo principio

  • Kelvin-Planck: è impossibile realizzare una trasformazione il cui unico risultato sia trasformare in lavoro il calore preso da una sola sorgente. Ogni macchina termica deve cedere un po’ di calore a una sorgente più fredda: \eta \lt 1.
  • Clausius: è impossibile realizzare una trasformazione il cui unico risultato sia far passare calore da un corpo più freddo a uno più caldo. Il frigorifero ci riesce, ma consumando lavoro.

I due enunciati sono equivalenti. Se esistesse una macchina che viola Kelvin, il suo lavoro potrebbe azionare un frigorifero, e l’insieme porterebbe calore dal freddo al caldo senza altri effetti, violando Clausius. Il ragionamento inverso è analogo.

Il ciclo di Carnot

Nel 1824 Sadi Carnot si chiese quale fosse il rendimento massimo di una macchina che lavora tra due temperature T_H e T_C. La risposta è un ciclo ideale e reversibile, fatto di quattro trasformazioni:

  1. A → B: espansione isoterma a T_H, il gas assorbe Q_H;
  2. B → C: espansione adiabatica, il gas si raffredda da T_H a T_C;
  3. C → D: compressione isoterma a T_C, il gas cede Q_C;
  4. D → A: compressione adiabatica, il gas torna a T_H.
Ciclo di Carnot sul piano pressione-volume e schema di una macchina termica
A sinistra il ciclo di Carnot: due isoterme (rossa a T_H, azzurra a T_C) e due adiabatiche (tratteggiate). L’area racchiusa è il lavoro W prodotto in un ciclo. A destra lo schema di ogni macchina termica: calore Q_H dalla sorgente calda, lavoro W in uscita, calore Q_C alla sorgente fredda.

Dimostrazione: il rendimento di Carnot

Con un gas ideale, lungo le isoterme \Delta U = 0 e il calore è uguale al lavoro (lezione precedente):

    \[ Q_H = n R T_H\ln\frac{V_B}{V_A},\qquad Q_C = n R T_C\ln\frac{V_C}{V_D} \]

Lungo le adiabatiche vale T V^{\gamma - 1} = \text{costante} (si ottiene da pV^\gamma costante con p = nRT/V):

    \[ T_H V_B^{\gamma-1} = T_C V_C^{\gamma-1},\qquad T_H V_A^{\gamma-1} = T_C V_D^{\gamma-1} \]

Dividendo membro a membro, (V_B/V_A)^{\gamma-1} = (V_C/V_D)^{\gamma-1}, quindi V_B/V_A = V_C/V_D: i due logaritmi sono uguali e si semplificano.

    \[ \frac{Q_C}{Q_H} = \frac{T_C}{T_H} \quad\Rightarrow\quad \eta_{Carnot} = 1 - \frac{T_C}{T_H} \]

Le temperature vanno in kelvin. Il teorema di Carnot afferma che nessuna macchina che lavora tra le stesse due temperature può avere un rendimento maggiore, e che tutte le macchine reversibili hanno questo stesso rendimento, qualunque sia la sostanza usata.

Esempio. Una turbina a vapore con vapore a 550 °C (823 K) e condensatore a 30 °C (303 K) ha \eta_{Carnot} = 1 - 303/823 \approx 63\%. Le centrali reali arrivano intorno al 40%: attriti, scambi di calore con differenze di temperatura finite e altre irreversibilità si mangiano il resto. Per migliorare il rendimento l’unica strada di fondo è alzare T_H o abbassare T_C.

Frigoriferi e pompe di calore

Facendo girare il ciclo al contrario si spende lavoro W per portare calore Q_C dal freddo al caldo. Le prestazioni si misurano con il coefficiente di prestazione (COP):

    \[ COP_{frigo} = \frac{Q_C}{W} \le \frac{T_C}{T_H - T_C},\qquad COP_{pompa} = \frac{Q_H}{W} \le \frac{T_H}{T_H - T_C} \]

Una pompa di calore che scalda una casa a 20 °C prendendo calore dall’aria esterna a 0 °C ha un COP ideale di 293/20 \approx 15; quelle reali arrivano a 3-4. Vuol dire comunque che per ogni kWh di elettricità entrano in casa 3-4 kWh di calore, mentre una stufetta elettrica ne dà esattamente uno.

L’entropia

Dal ciclo di Carnot abbiamo ottenuto Q_H/T_H = Q_C/T_C. Contando i calori con il segno (positivo se entrano), la somma di Q/T lungo il ciclo reversibile è zero. Clausius generalizzò questo risultato a qualsiasi ciclo reversibile, \oint \delta Q_{rev}/T = 0, e ne dedusse l’esistenza di una funzione di stato, l’entropia S:

    \[ dS = \frac{\delta Q_{rev}}{T} \]

Per calcolare \Delta S tra due stati si sceglie una qualsiasi trasformazione reversibile che li colleghi: essendo una funzione di stato, il risultato non dipende dalla strada.

Dimostrazione: entropia di un gas ideale

Per una trasformazione reversibile, dal primo principio \delta Q = n c_V\,dT + p\,dV. Dividendo per T e usando p/T = nR/V:

    \[ dS = n c_V\frac{dT}{T} + n R\frac{dV}{V} \quad\Rightarrow\quad \Delta S = n c_V\ln\frac{T_f}{T_i} + n R\ln\frac{V_f}{V_i} \]

Espansione libera. Un gas è chiuso in metà di un recipiente isolato, l’altra metà è vuota. Si toglie il setto: il gas riempie tutto il volume, senza compiere lavoro e senza scambiare calore, quindi la temperatura non cambia. Eppure l’entropia cresce: \Delta S = nR\ln 2 \gt 0. Il processo non torna mai indietro da solo, nessuno ha mai visto un gas radunarsi spontaneamente in metà stanza.

Il principio dell’aumento dell’entropia

Per un sistema isolato l’entropia non può diminuire:

    \[ \Delta S_{isolato} \ge 0 \]

È uguale a zero solo per le trasformazioni reversibili, che sono un caso limite ideale. Tutti i processi reali (attrito, passaggio di calore tra corpi a temperature diverse, mescolamento, espansione libera) fanno crescere l’entropia dell’universo. È questo che dà al tempo una direzione.

Esempio. Si mescolano 1 kg di acqua a 80 °C e 1 kg a 20 °C. La temperatura finale è 50 °C (323 K). Con \Delta S = m c\ln(T_f/T_i): l’acqua calda perde 4186\ln(323/353) \approx -372 J/K, quella fredda guadagna 4186\ln(323/293) \approx +408 J/K. Il totale è +36 J/K: l’entropia dell’universo è aumentata, e il processo è irreversibile.

Il significato microscopico

Boltzmann diede all’entropia un significato statistico:

    \[ S = k_B\ln\Omega \]

dove \Omega è il numero di configurazioni microscopiche compatibili con lo stato macroscopico osservato. Un gas sparso in tutta la stanza può essere realizzato in un numero di modi enormemente maggiore di uno concentrato in un angolo: il secondo principio dice semplicemente che i sistemi evolvono verso gli stati più probabili. La stessa formula, con il logaritmo in base 2, è alla base della teoria dell’informazione di Shannon, e l’entropia in bit di un segnale ne misura il contenuto di informazione.

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