La trasformata Zeta e i sistemi a tempo discreto
Definizione e regione di convergenza, ritardo e convoluzione, equazioni alle differenze, filtri FIR e IIR, stabilità nel piano z, legame con Laplace e Fourier, antitrasformata.
https://www.electronics-engineering.com/articolo_62-la_trasformata_zeta.htm
I sistemi digitali non lavorano con segnali continui ma con sequenze di campioni:
, prese a intervalli di tempo
. Un filtro audio in un processore DSP, un controllore in un microcontrollore, un equalizzatore in un modem calcolano ogni uscita a partire dagli ultimi campioni. La trasformata Zeta fa per questi sistemi ciò che la trasformata di Laplace fa per i sistemi continui: trasforma le equazioni alle differenze in equazioni algebriche, definisce la funzione di trasferimento e lega la stabilità alla posizione dei poli.
Definizione
Per una sequenza
, nulla per
:
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ X(z) = \mathcal Z\{x[n]\} = \sum_{n=0}^{\infty}x[n]\,z^{-n} \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-bf02efd41149bd24ea4b49d42a9e88ad_l3.png)
È una serie di potenze in
, quindi converge fuori da un cerchio: per
, la regione di convergenza.
Esempi.
- Impulso unitario
(1 per
, 0 altrove):
. - Gradino
(1 per
):
, per
. - Esponenziale
:
, per
. È la serie geometrica, e da essa si ricavano quasi tutte le altre trasformate.
Le proprietà
- Linearità.
- Ritardo di un campione:
. È la proprietà fondamentale:
è un ritardo di un campione, e nei diagrammi a blocchi dei filtri digitali è indicato proprio con il simbolo
, un registro di memoria. - Anticipo:
, l’analogo della derivata con la condizione iniziale. - Convoluzione:
, con
. - Valore finale:
, se il limite esiste.
Equazioni alle differenze e funzione di trasferimento
Un sistema discreto lineare tempo invariante è descritto da un’equazione alle differenze. Esempio: un filtro che fa la media pesata tra il nuovo campione e l’uscita precedente,
![]()
Trasformando, con condizioni iniziali nulle:
, quindi
![]()
È il passa basso digitale più semplice (media mobile esponenziale), il “filtro” che si usa nei microcontrollori per ripulire la lettura di un sensore: con
ogni nuova lettura pesa per il 10%. La risposta al gradino è
, che tende a 1.
Le due grandi famiglie di filtri digitali:
- FIR (risposta impulsiva finita):
.
è un polinomio in
: ha solo poli nell’origine, quindi è sempre stabile, e può avere fase esattamente lineare. - IIR (risposta impulsiva infinita): contengono anche termini
, cioè retroazione, come l’esempio sopra. Con pochi coefficienti ottengono filtri molto selettivi, ma possono diventare instabili.
Il piano z e la stabilità

Un polo
produce nella risposta un termine
. Se
il termine si smorza, se
cresce. Quindi
un sistema discreto è stabile se e solo se tutti i poli della sua funzione di trasferimento stanno dentro la circonferenza unitaria.
Nel filtro dell’esempio il polo è in
: stabile per
. Con
l’uscita crescerebbe del 5% a ogni campione.
Il legame con Laplace e con Fourier
Campionare un segnale continuo con periodo
corrisponde alla sostituzione
![]()
Il semipiano sinistro di
(
) va dentro il cerchio unitario (
), l’asse immaginario
va sulla circonferenza
. Per questo le regole di stabilità si corrispondono: “parte reale negativa” diventa “modulo minore di 1”.
Calcolando
sulla circonferenza unitaria,
, si ottiene la risposta in frequenza del sistema discreto. Un giro completo della circonferenza corrisponde alla frequenza di campionamento: la risposta in frequenza di un sistema digitale è periodica, ed è un altro modo di vedere l’aliasing. Le frequenze utili vanno da 0 (in
) alla metà della frequenza di campionamento (in
).
Esempio. Un filtro con uno zero in
, come
(media degli ultimi due campioni), elimina completamente la frequenza di Nyquist: un segnale che alterna
dà uscita zero. È il passa basso FIR più semplice.
L’antitrasformata
Come per Laplace si usano i fratti semplici, ma conviene scomporre
, così i termini diventano
, che corrispondono a
. Per esempio
![]()
In alternativa si può sempre dividere il numeratore per il denominatore e leggere i campioni come coefficienti della serie in
: è esattamente ciò che fa un processore quando esegue l’equazione alle differenze campione dopo campione.






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