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Elettrotecnica

Bipoli e convenzioni: resistore, generatori, condensatore e induttore

Tensione, corrente e bipoli, convenzioni degli utilizzatori e dei generatori, potenza, legge di Ohm, generatori ideali, condensatore e induttore, componenti reali.

L’elettrotecnica studia i circuiti come reti di componenti ideali, descritti solo dalla relazione tra tensione e corrente ai loro morsetti. È un’astrazione potente: non importa come è fatto dentro un resistore o una pila, conta solo come si comporta visto da fuori. In questa lezione introduciamo le grandezze, le convenzioni di segno (fonte di molti errori), i bipoli ideali fondamentali e la potenza.

Tensione, corrente e bipoli

Un bipolo è un componente con due morsetti. Il suo stato è descritto da due grandezze:

  • la corrente i che lo attraversa (in ampere), con un verso scelto e indicato da una freccia;
  • la tensione v tra i suoi morsetti (in volt), con un morsetto indicato con + come riferimento.

I versi sono convenzionali: si scelgono all’inizio, e se alla fine una grandezza risulta negativa vuol dire solo che il verso reale è opposto a quello scelto. L’importante è sceglierli prima e rispettarli fino in fondo.

Le convenzioni dei segni e la potenza

Convenzione degli utilizzatori e convenzione dei generatori per un bipolo
A sinistra la convenzione degli utilizzatori: la corrente entra nel morsetto +, e p = v i è la potenza assorbita. A destra la convenzione dei generatori: la corrente esce dal morsetto +, e p = v i è la potenza erogata.
  • Convenzione degli utilizzatori: la corrente entra dal morsetto +. Il prodotto p = v\,i è la potenza assorbita dal bipolo.
  • Convenzione dei generatori: la corrente esce dal morsetto +. Il prodotto p = v\,i è la potenza erogata.

Con la convenzione degli utilizzatori, una potenza negativa vuol dire che il bipolo sta in realtà erogando energia: una batteria che alimenta un circuito assorbe una potenza negativa. In un circuito isolato la somma delle potenze assorbite da tutti i bipoli è zero (teorema di Tellegen): l’energia erogata dai generatori è uguale a quella assorbita dagli altri componenti.

Il resistore

Con la convenzione degli utilizzatori il resistore ideale segue la legge di Ohm:

    \[ v = R\,i,\qquad i = G\,v,\qquad G = \frac1R \]

R è la resistenza in ohm, G la conduttanza in siemens. La potenza assorbita è p = Ri^2 = v^2/R, sempre positiva: il resistore dissipa sempre energia, in calore. I casi limite sono il cortocircuito (R = 0, tensione nulla per qualsiasi corrente) e il circuito aperto (R = \infty, corrente nulla per qualsiasi tensione).

Nei resistori reali conta anche la potenza nominale: un resistore da 1/4 W con 10 V ai capi e 100 Ω dissiperebbe 1 W e brucerebbe.

I generatori ideali

  • Generatore ideale di tensione: mantiene ai capi la tensione E qualunque sia la corrente che lo attraversa. Non si può cortocircuitare (la corrente sarebbe infinita).
  • Generatore ideale di corrente: fa circolare la corrente J qualunque sia la tensione ai suoi capi. Non si può lasciare a circuito aperto (la tensione sarebbe infinita).

Un generatore reale di tensione si modella come un generatore ideale E in serie con una resistenza interna R_i: ai morsetti si misura v = E - R_i\,i. La tensione cala quando la corrente aumenta: è la “caduta” che si nota avviando un’auto con la batteria vecchia. Lo stesso generatore si può vedere come un generatore di corrente E/R_i in parallelo a R_i: i due modelli sono equivalenti, ed è un’anticipazione dei teoremi di Thevenin e Norton.

I componenti con memoria: condensatore e induttore

Il condensatore e l’induttore ideali legano la tensione e la corrente attraverso una derivata (Fisica 2):

    \[ i = C\,\frac{dv}{dt},\qquad v = L\,\frac{di}{dt} \]

Non dissipano energia ma la immagazzinano: \frac12 Cv^2 nel campo elettrico, \frac12 Li^2 nel campo magnetico. Due conseguenze pratiche:

  • la tensione su un condensatore non può cambiare di colpo (servirebbe una corrente infinita): è continua nel tempo;
  • la corrente in un induttore non può cambiare di colpo: è continua anche lei.

In continua, a regime, nulla cambia: il condensatore si comporta come un circuito aperto, l’induttore come un cortocircuito. Sono le regole che useremo per i transitori.

I componenti reali

Ogni componente reale si discosta un po’ da quello ideale: un resistore ha una piccola induttanza, un condensatore una resistenza serie (ESR), un induttore la resistenza del filo. A bassa frequenza i modelli ideali bastano; ad alta frequenza i componenti “parassiti” diventano importanti, e un condensatore da 100 nF, sopra qualche decina di megahertz, si comporta già come un induttore. Il valore dei componenti si legge con i codici stampati sul corpo, come quelli dei condensatori spiegati nell’approfondimento collegato a questa materia.

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