Lavoro ed energia: teorema dell’energia cinetica e conservazione dell’energia meccanica
Lavoro di una forza costante e variabile, potenza, teorema dell'energia cinetica, forze conservative ed energia potenziale, conservazione dell'energia con il pendolo e il giro della morte, attrito.
Con le leggi di Newton si può risolvere qualsiasi problema di meccanica, ma a volte la strada è lunga: bisogna conoscere le forze istante per istante e integrare. L’energia offre una scorciatoia potente. Invece di seguire il moto passo per passo, si confrontano lo stato iniziale e quello finale. In questa lezione definiamo lavoro, energia cinetica e potenziale, e dimostriamo il principio di conservazione dell’energia meccanica.
Il lavoro di una forza
Se una forza costante
agisce su un corpo che si sposta di
, il lavoro è
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Conta solo la componente della forza lungo lo spostamento. Una forza perpendicolare al moto non compie lavoro: la reazione normale su un corpo che scivola in piano, o la forza centripeta nel moto circolare. Il lavoro è negativo se la forza si oppone al moto, come l’attrito. L’unità è il joule,
.
Se la forza varia lungo il percorso, si divide il cammino in tratti infinitesimi e si somma:
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Esempio: il lavoro della forza elastica
Una molla di costante
esercita
. Per allungarla da
a
bisogna applicare la forza opposta,
, e il lavoro fatto da noi è
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Nel grafico forza-allungamento è l’area del triangolo sotto la retta.
La potenza
La potenza è il lavoro fatto nell’unità di tempo,
. Poiché
, si ha anche
. L’unità è il watt. Un motore elettrico che solleva a 0,5 m/s un carico da 200 kg sviluppa
W, senza contare le perdite.
Il teorema dell’energia cinetica
Si definisce energia cinetica di un corpo di massa
e velocità
:
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Dimostrazione
Consideriamo il lavoro della forza risultante lungo un tratto di traiettoria. Usiamo il secondo principio nella forma
(conta solo la componente tangente, quella normale non fa lavoro) e
:
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Quindi il lavoro di tutte le forze applicate è uguale alla variazione di energia cinetica:
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Il teorema vale sempre, anche con l’attrito, purché si contino tutte le forze.
Forze conservative ed energia potenziale
Una forza è conservativa se il lavoro che compie tra due punti non dipende dal percorso, ma solo dai punti di partenza e di arrivo. Equivalente: il lavoro lungo un percorso chiuso è zero. Peso, forza elastica e gravità sono conservative; l’attrito no, perché su un percorso più lungo dissipa più energia.
Per una forza conservativa si può definire un’energia potenziale
tale che
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- peso:
, con
la quota rispetto a un livello scelto a piacere; - molla:
, con
la deformazione; - gravità di un pianeta:
(la vedremo nella lezione sulla gravitazione).
In una dimensione la forza si ricava dall’energia potenziale con una derivata,
: la forza spinge sempre verso dove l’energia potenziale diminuisce. I punti di minimo di
sono posizioni di equilibrio stabile.
Conservazione dell’energia meccanica
Dimostrazione
Se sul corpo agiscono solo forze conservative, il lavoro totale è
. Per il teorema dell’energia cinetica è anche
. Quindi
, cioè
:
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L’energia meccanica si trasforma da cinetica a potenziale e viceversa, ma la somma resta la stessa.

Esempio: velocità del pendolo nel punto più basso. Il corpo parte fermo da A, a un’altezza
sopra B. In A:
,
. In B:
,
. Uguagliando:
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È la stessa velocità che avrebbe cadendo in verticale dalla stessa altezza: la forma del percorso non conta, perché la tensione del filo è sempre perpendicolare al moto e non compie lavoro.
Esempio: il giro della morte
Un carrello scende senza attrito da un’altezza
e affronta un anello verticale di raggio
. Qual è l’altezza minima perché non si stacchi in cima?
In cima all’anello la forza verso il centro è
e deve valere
. Il carrello resta sul binario se
, cioè se
. Con la conservazione dell’energia tra la partenza e la cima, che è a quota
:
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Un risultato che senza energia richiederebbe di risolvere un’equazione del moto lungo tutta la pista.
Quando c’è attrito
Se agiscono anche forze non conservative, il loro lavoro
cambia l’energia meccanica:
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L’attrito fa
: l’energia meccanica diminuisce, ma non sparisce. Diventa energia interna, cioè calore, come capisci toccando i freni di una bici dopo una discesa. Considerando anche questa forma, l’energia totale si conserva sempre: è il primo principio della termodinamica, che vedremo più avanti.
Esempio. Un’auto di 1200 kg a 90 km/h (25 m/s) frena fino a fermarsi. Ai freni arrivano
kJ di calore. Le auto elettriche recuperano una parte di questa energia usando il motore come generatore: è la frenata rigenerativa.





