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Fisica Tecnica

Conduzione del calore: legge di Fourier e resistenza termica

Legge di Fourier e conducibilità dei materiali, parete piana con dimostrazione, resistenza termica, parete composta e trasmittanza con esempio, cilindro, raggio critico, resistenza di contatto.

La termodinamica dice quanto calore si scambia, la trasmissione del calore dice con che velocità. I meccanismi sono tre: conduzione, convezione e irraggiamento. In questa lezione studiamo la conduzione, il passaggio di calore attraverso un materiale fermo, introduciamo la resistenza termica, che rende i problemi termici simili a quelli dei circuiti elettrici, e la applichiamo a pareti, tubi e isolanti.

La legge di Fourier

Il flusso di calore per unità di area è proporzionale al gradiente di temperatura e va dal caldo al freddo:

    \[ \mathbf{q} = -k\,\nabla T \]

dove k è la conducibilità termica, in W/(m·K). Ha valori molto diversi:

Materialek in W/(m·K)
rame400
alluminio237
acciaio15-50
vetro1
mattone0,5-0,9
acqua0,6
lana di roccia, polistirene0,03-0,04
aria ferma0,026

Gli isolanti funzionano intrappolando aria ferma in piccole celle, perché l’aria conduce pochissimo finché non si muove.

La parete piana

Teorema. In una parete piana di spessore L, area A e conducibilità k costante, in regime stazionario, la temperatura varia linearmente tra le due facce e il calore che la attraversa è

    \[ \dot Q = \frac{k A}{L}\,(T_1 - T_2) = \frac{T_1 - T_2}{R},\qquad R = \frac{L}{kA} \]

Dimostrazione. In regime stazionario e senza generazione interna, il calore che entra in ogni strato sottile è uguale a quello che esce, quindi il flusso q è lo stesso a ogni profondità x. Per la legge di Fourier dT/dx = -q/k è costante: la temperatura è lineare, e integrando da 0 a L si ha T_1 - T_2 = qL/k. Moltiplicando per l’area si ottiene l’enunciato. ∎

La formula è la legge di Ohm termica: la differenza di temperatura è la “tensione”, il flusso di calore la “corrente”, R la resistenza termica in K/W. Ne seguono tutte le regole dei circuiti: le resistenze di strati in serie si sommano, quelle di percorsi in parallelo si combinano come conduttanze.

La parete composta

Una parete di casa è fatta di strati diversi, e su ciascuna faccia c’è uno scambio per convezione con l’aria, descritto da una resistenza 1/(hA) (prossima lezione).

Parete composta da due strati con il profilo di temperatura e la rete di resistenze termiche
La temperatura scende un poco nell’aria interna, poco nel mattone, molto nello strato isolante e di nuovo un poco nell’aria esterna. Sotto, la stessa parete come serie di quattro resistenze: convezione interna, primo strato, secondo strato, convezione esterna.

Per metro quadrato di parete:

    \[ R_{tot} = \frac{1}{h_i} + \frac{L_1}{k_1} + \frac{L_2}{k_2} + \frac{1}{h_e},\qquad U = \frac{1}{R_{tot}} \]

U è la trasmittanza, in W/(m²·K), il dato che le norme sull’efficienza energetica degli edifici limitano.

Esempio. Muro di mattoni da 25 cm (k = 0{,}7), coefficienti h_i = 7{,}7 e h_e = 25 W/(m²·K): R = 0{,}13 + 0{,}357 + 0{,}04 \approx 0{,}53 m²·K/W, U \approx 1{,}9 W/(m²·K). Aggiungendo 8 cm di isolante (k = 0{,}035, R = 2{,}29): R \approx 2{,}81, U \approx 0{,}36 W/(m²·K). Il calore perso si riduce di oltre cinque volte: con 20 °C di differenza, da 38 a 7 W per ogni metro quadrato. Si vede anche dal profilo di temperatura: quasi tutto il salto avviene nell’isolante, che è la resistenza più grande della serie.

Il cilindro e l’isolamento dei tubi

Per uno strato cilindrico (un tubo o il suo rivestimento) tra i raggi r_1 e r_2, lungo L:

    \[ R = \frac{\ln(r_2/r_1)}{2\pi kL} \]

Dimostrazione. In regime stazionario lo stesso calore \dot Q attraversa ogni superficie cilindrica di raggio r, di area 2\pi rL: \dot Q = -k\,2\pi rL\,dT/dr. Separando le variabili, dT = -\frac{\dot Q}{2\pi kL}\frac{dr}{r}, e integrando da r_1 a r_2: T_1 - T_2 = \frac{\dot Q}{2\pi kL}\ln\frac{r_2}{r_1}. ∎

La dipendenza logaritmica ha una conseguenza curiosa: aggiungere isolante aumenta la resistenza di conduzione, ma aumenta anche la superficie esterna che scambia per convezione. Per tubi e cavi molto sottili, sotto un raggio critico r_c = k/h (circa 1 cm per un isolante plastico in aria ferma), un rivestimento sottile fa disperdere più calore invece che meno. Per i fili elettrici è un vantaggio: la guaina aiuta a raffreddarli.

La resistenza di contatto e la generazione interna

Due superfici solide a contatto non si toccano mai perfettamente: tra le asperità resta aria, che crea una resistenza di contatto. Nell’elettronica è importantissima: tra un componente e il suo dissipatore si interpone una pasta o un pad termico, che riempie i vuoti e riduce questa resistenza anche di dieci volte.

Quando il calore è generato dentro il materiale (una resistenza percorsa da corrente, un avvolgimento, un chip) il profilo di temperatura non è più lineare ma parabolico, con il massimo dove il calore fatica di più a uscire. È per questo che il punto più caldo di un componente, la giunzione, è all’interno, e non si può misurare direttamente: si calcola con le resistenze termiche, come vedremo nella prossima lezione.

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