Incertezza di misura: errori, tipo A e tipo B, propagazione
Errori sistematici e casuali, incertezza della media con dimostrazione, distribuzione uniforme e incertezza di tipo B, legge di propagazione dimostrata, incertezza estesa, scrittura del risultato e riferibilità.
Misurare significa confrontare una grandezza con un campione e dichiarare non solo un numero, ma anche quanto ci si può fidare di quel numero. Un risultato senza incertezza non è un risultato di misura: “la resistenza vale 500 Ω” non dice se possiamo distinguerla da una da 501 Ω. In questa lezione vediamo errori sistematici e casuali, le due vie per valutare l’incertezza (tipo A e tipo B), la legge di propagazione con la sua dimostrazione e il modo corretto di scrivere un risultato.
Misurando, errore e incertezza
Il misurando è la grandezza che si vuole misurare, per esempio la tensione ai capi di un resistore in condizioni precise. Il suo valore vero non è conoscibile: ogni misura lo approssima. La differenza tra il valore misurato e quello vero è l’errore, che quindi non si conosce nemmeno lui. Si conosce invece l’incertezza: un parametro che descrive l’ampiezza dell’intervallo in cui si ritiene ragionevolmente che si trovi il valore del misurando.
Gli errori si dividono in due famiglie:
- sistematici: si ripetono uguali a ogni misura (uno strumento starato, l’effetto di carico di un voltmetro, la resistenza dei cavi). Ripetere la misura non li riduce; si correggono quando sono noti e se ne stima l’incertezza residua;
- casuali: cambiano da una lettura all’altra (rumore, piccole variazioni dell’ambiente). Si riducono facendo la media di più letture.
Il vocabolario internazionale distingue l’esattezza (quanto la media è vicina al valore vero: riguarda gli errori sistematici) dalla precisione (quanto le letture sono vicine tra loro: riguarda quelli casuali). L’accuratezza comprende entrambe.
Incertezza di tipo A: dalla statistica delle letture
Si fanno
letture indipendenti
. La stima migliore è la media, e la dispersione si misura con lo scarto tipo sperimentale:
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ \bar{x} = \frac{1}{n}\sum_{i=1}^{n} x_i,\qquad s = \sqrt{\frac{1}{n-1}\sum_{i=1}^{n}(x_i - \bar{x})^2} \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-ca0573d352377ebc7965829b388afc18_l3.png)
Teorema. L’incertezza tipo della media vale
.
Dimostrazione. Le letture sono variabili aleatorie indipendenti con la stessa varianza
. La varianza di una somma di variabili indipendenti è la somma delle varianze, e moltiplicare per una costante
moltiplica la varianza per
. Quindi
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ \mathrm{Var}(\bar{x}) = \frac{1}{n^2}\sum_{i=1}^{n}\mathrm{Var}(x_i) = \frac{n\sigma^2}{n^2} = \frac{\sigma^2}{n} \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-c72e569a5fe4db47fc1c98d8f4fe4a53_l3.png)
e stimando
con
si ha
. ∎
La conseguenza pratica: per dimezzare l’incertezza casuale servono quattro volte tante letture. Oltre un certo punto non conviene più, perché domina la parte sistematica, che la media non tocca.
Incertezza di tipo B: dalle informazioni disponibili
Quando non si ripete la misura, l’incertezza si ricava da altre informazioni: le specifiche del costruttore, il certificato di taratura, la risoluzione del display. Spesso si sa solo che l’errore sta in un intervallo
, senza preferire nessun valore: si assume allora una distribuzione uniforme.
Teorema. Per una distribuzione uniforme su
l’incertezza tipo è
.
Dimostrazione. La densità vale
nell’intervallo e la media è zero, quindi
![]()
da cui
. ∎
Esempio. Un multimetro dichiara ±(0,05 % della lettura + 2 cifre) sulla portata 6 V con risoluzione 1 mV. Leggendo 5,000 V il limite è
mV, e l’incertezza tipo è
mV.
La propagazione dell’incertezza
Quasi mai si misura direttamente il misurando: lo si calcola da altre grandezze,
. Come si combinano le loro incertezze?
Teorema (legge di propagazione). Se le grandezze d’ingresso sono indipendenti e le incertezze piccole,
![Rendered by QuickLaTeX.com \[ u_c^2(y) = \sum_{i=1}^{N}\left(\frac{\partial f}{\partial x_i}\right)^2 u^2(x_i) \]](https://www.electronics-engineering.com/wp-content/ql-cache/quicklatex.com-3f723984af822a24a98519c830af3c6a_l3.png)
Dimostrazione. Per piccole variazioni si sviluppa
al primo ordine attorno ai valori stimati:
, con
(i coefficienti di sensibilità). La varianza di una combinazione lineare di variabili indipendenti è
, come nella dimostrazione precedente. Sostituendo le varianze con i quadrati delle incertezze si ottiene la formula. ∎
Due casi particolari si usano di continuo:
- per una somma o differenza
le incertezze assolute si sommano in quadratura:
; - per un prodotto o quoziente
oppure
si sommano in quadratura le incertezze relative:
. Basta calcolare le derivate e dividere per
.
La somma in quadratura è sempre minore della somma semplice: due errori indipendenti difficilmente sono entrambi al massimo e con lo stesso segno. Se invece le grandezze sono correlate (per esempio misurate con lo stesso strumento starato), la formula va completata con i termini di covarianza.
Esempio. Si misura una resistenza con il metodo voltamperometrico:
V con incertezza relativa 0,10 %,
mA con incertezza relativa 0,20 %. Allora
Ω e
![]()
La corrente pesa di più: per migliorare la misura conviene un amperometro migliore, non un voltmetro migliore. Questo è il vero uso del bilancio d’incertezza: dice dove investire.
Incertezza estesa e scrittura del risultato
L’incertezza tipo corrisponde a una deviazione standard. Se la distribuzione del risultato è circa gaussiana, l’intervallo
contiene il valore con probabilità di circa il 68 %. Per dichiarazioni più sicure si usa l’incertezza estesa
con fattore di copertura
, che corrisponde a circa il 95 %.

Il risultato si scrive così:
con
. Le regole pratiche:
- l’incertezza si arrotonda a una o due cifre significative: scrivere 2,183 Ω vuol dire pretendere di conoscere l’incertezza dell’incertezza;
- il valore si arrotonda alla stessa posizione decimale dell’incertezza;
- si dichiara sempre il fattore di copertura o il livello di confidenza.
Taratura e riferibilità
Uno strumento è affidabile solo se è stato confrontato con un campione migliore, e questo con uno ancora migliore, fino ai campioni nazionali delle unità del Sistema Internazionale (in Italia custoditi dall’INRiM). Questa catena ininterrotta di tarature, ciascuna con la sua incertezza dichiarata, è la riferibilità metrologica. Il certificato di taratura indica le correzioni da applicare e la loro incertezza, che entra nel bilancio come contributo di tipo B. Per questo nei laboratori gli strumenti hanno un’etichetta con la data della prossima taratura: dopo quella data le specifiche non sono più garantite.





