Esponenziale di matrice, formula di Lagrange e modi naturali
Definizione e proprietà dell'esponenziale di matrice, formula di Lagrange dimostrata, evoluzione libera e forzata, modi per autovalori reali, complessi e multipli, calcolo con Laplace, esempio completo.
Un sistema lineare stazionario
si può risolvere esattamente, per qualsiasi ingresso. La soluzione si scrive con l’esponenziale di matrice, e la sua struttura rivela i modi naturali del sistema: le forme elementari di movimento di cui ogni evoluzione è una combinazione. In questa lezione definiamo l’esponenziale di matrice, dimostriamo la formula di Lagrange, vediamo i modi per autovalori reali, complessi e multipli, il calcolo con la trasformata di Laplace e un esempio completo.
L’esponenziale di matrice
Per uno scalare,
ha soluzione
. Per le matrici si definisce allo stesso modo, con la serie
![]()
che converge per ogni matrice quadrata e ogni
. Derivando termine a termine si ha
, e inoltre
e
. Attenzione:
vale solo se
e
commutano.
La formula di Lagrange
Teorema. La soluzione di
con
è
![]()
Dimostrazione. Si moltiplica l’equazione a sinistra per
:
. Il membro sinistro è la derivata di
, perché
(
commuta con il proprio esponenziale). Integrando da 0 a
:
![]()
e moltiplicando a sinistra per
si ottiene la formula. La soluzione è unica perché l’equazione è lineare con coefficienti costanti. ∎
Il primo termine è l’evoluzione libera, dovuta alla sola condizione iniziale; il secondo l’evoluzione forzata, dovuta al solo ingresso, ed è un integrale di convoluzione con la risposta all’impulso dello stato
. L’uscita si ottiene moltiplicando per
e aggiungendo
. È la stessa struttura della convoluzione vista nella lezione sui sistemi LTI di Teoria dei segnali.
I modi naturali
Se
è diagonalizzabile,
con
diagonale degli autovalori e
matrice degli autovettori. Allora
e, sommando la serie,
![]()
Ogni elemento di
è quindi una combinazione delle funzioni
: i modi del sistema. Se lo stato iniziale è un autovettore
, l’evoluzione libera resta sempre lungo quella direzione,
.

I casi possibili sono:
- autovalore reale
: modo
, che si smorza se
e diverge se
; - coppia complessa
: due modi complessi coniugati che, combinati, danno le funzioni reali
e
: un’oscillazione di pulsazione
, smorzata o amplificata secondo il segno di
; - autovalore multiplo con meno autovettori indipendenti della sua molteplicità:
non è diagonalizzabile, si usa la forma di Jordan, e compaiono i modi
,
, e così via. Per
si smorzano comunque, perché l’esponenziale vince sulla potenza; per
danno rampe, come nel doppio integratore.
Il calcolo con la trasformata di Laplace
Trasformando
si ha
, cioè
. Confrontando con la formula di Lagrange:
![]()
dove
è la funzione di trasferimento. Poiché
, i poli di
sono tra gli autovalori di
: lo sono tutti, a meno di cancellazioni (lezione sull’osservabilità).
Un esempio completo
Sia
. Il polinomio caratteristico è
, con autovalori
e
. Si calcola
![]()
e si scompone ogni elemento in fratti semplici: per esempio
. Antitrasformando:
![]()
Si verifica subito che per
si ottiene l’identità. Ogni elemento contiene solo i modi
ed
: qualunque condizione iniziale si esaurisce con due esponenziali decrescenti, il più lento dei quali ha costante di tempo 1. Il modo dominante è quello con la parte reale meno negativa, che sopravvive più a lungo e decide i tempi di assestamento.




