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Controlli Automatici 1

Stabilità e criterio di Routh-Hurwitz

Stabilità e posizione dei poli, condizione necessaria sui coefficienti con dimostrazione, tabella di Routh, caso del terzo grado, guadagno massimo e oscillazione al limite.

Il primo requisito di qualsiasi sistema di controllo è la stabilità: dopo un disturbo deve tornare al suo funzionamento normale, non oscillare sempre di più o divergere. Una retroazione mal progettata può rendere instabile anche un processo perfettamente stabile. In questa lezione vediamo il legame tra stabilità e posizione dei poli e il criterio di Routh-Hurwitz, che permette di stabilire la stabilità senza calcolare le radici.

Stabilità e poli

Per un sistema lineare con funzione di trasferimento razionale, la risposta all’impulso è una somma di termini t^k e^{pt}, uno per ogni polo p (con k fino alla molteplicità meno uno). Ne segue:

  • se tutti i poli hanno parte reale negativa, ogni termine tende a zero, la risposta all’impulso è assolutamente integrabile e il sistema è stabile (BIBO, come nella lezione di Teoria dei segnali);
  • se anche un solo polo ha parte reale positiva, il termine corrispondente cresce senza limite: instabile;
  • poli semplici sull’asse immaginario danno termini costanti o oscillazioni persistenti: il sistema è al limite (marginalmente stabile), e un ingresso alla stessa frequenza lo fa divergere.
Posizione dei poli nel piano s e forma della risposta all'impulso corrispondente
Nel semipiano sinistro (verde) i poli reali danno risposte che decadono, quelli complessi oscillazioni smorzate. Sull’asse immaginario si hanno una risposta costante o un’oscillazione persistente. Nel semipiano destro (rosso) le risposte crescono senza limite, con o senza oscillazione.

La stabilità di un anello chiuso dipende quindi dalle radici di 1 + L(s) = 0, l’equazione caratteristica. Per un polinomio di grado alto le radici non si possono calcolare a mano, ma per sapere se un sistema è stabile basta conoscerne il segno della parte reale.

Una condizione necessaria

Teorema. Se tutte le radici di un polinomio a coefficienti reali a_n s^n + \dots + a_0, con a_n \gt 0, hanno parte reale negativa, allora tutti i coefficienti sono positivi.

Dimostrazione. Il polinomio è a_n per il prodotto di fattori (s + \sigma) per le radici reali -\sigma, con \sigma \gt 0, e (s^2 + 2\sigma s + \sigma^2 + \omega^2) per le coppie complesse -\sigma \pm j\omega. Tutti questi fattori hanno coefficienti positivi, e il prodotto di polinomi a coefficienti positivi ha coefficienti positivi. ∎

Un coefficiente nullo o negativo basta quindi a dire che il sistema non è stabile. Il contrario non vale: s^3 + s^2 + s + 6 ha tutti i coefficienti positivi ma due radici a parte reale positiva.

Il criterio di Routh-Hurwitz

Si costruisce una tabella. Le prime due righe contengono i coefficienti del polinomio, alternati:

s^na_na_{n-2}a_{n-4}…
s^{n-1}a_{n-1}a_{n-3}a_{n-5}…
s^{n-2}b_1b_2…

e ogni nuova riga si calcola dalle due precedenti con

    \[ b_1 = \frac{a_{n-1}a_{n-2} - a_n a_{n-3}}{a_{n-1}},\qquad b_2 = \frac{a_{n-1}a_{n-4} - a_n a_{n-5}}{a_{n-1}},\ \dots \]

fino alla riga s^0.

Criterio (enunciato). Il numero di radici con parte reale positiva è uguale al numero di cambi di segno nella prima colonna. Il sistema è stabile se e solo se tutti gli elementi della prima colonna hanno lo stesso segno.

Il caso del terzo grado. Per a_3s^3 + a_2s^2 + a_1s + a_0 la prima colonna è a_3,\ a_2,\ (a_2a_1 - a_3a_0)/a_2,\ a_0: il sistema è stabile se e solo se tutti i coefficienti sono positivi e

    \[ a_2 a_1 \gt a_3 a_0 \]

Nell’esempio s^3 + s^2 + s + 6: 1\cdot 1 \lt 1\cdot 6, instabile, come detto.

Il guadagno massimo

L’uso tipico è trovare l’intervallo di guadagno che mantiene stabile l’anello.

Esempio. Processo G(s) = \frac{1}{s(s+2)(s+4)} con un controllore proporzionale C = K. L’equazione caratteristica è

    \[ s(s + 2)(s + 4) + K = s^3 + 6s^2 + 8s + K = 0 \]

Per il criterio del terzo grado: K \gt 0 e 6\cdot 8 \gt K. L’anello è stabile per 0 \lt K \lt 48. Al limite, K = 48, la riga s^1 si annulla e la riga s^2 dà l’equazione ausiliaria 6s^2 + 48 = 0, cioè s = \pm j2\sqrt2: il sistema oscilla con pulsazione 2\sqrt2 \approx 2{,}83 rad/s. Lo ritroveremo nella lezione sul luogo delle radici.

Questo esempio mostra il comportamento generale: con un guadagno basso il sistema è stabile ma lento e impreciso; aumentandolo diventa più pronto, poi sempre meno smorzato, e oltre un limite instabile. Il progetto del controllore è la ricerca del miglior compromesso dentro questi limiti.

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