Logistica sostenibile: emissioni, intermodalità e logistica inversa
Calcolo delle emissioni con esempio intermodale, effetto del fattore di carico dimostrato, leve di riduzione, logistica inversa, RAEE e responsabilità estesa del produttore.
I trasporti producono circa un quarto delle emissioni di anidride carbonica legate all’energia in Europa, e una quota crescente riguarda le merci. La logistica è anche il luogo in cui si chiude il cerchio dell’economia circolare: resi, riparazioni, ricondizionamento, riciclo. In questa lezione vediamo come si calcolano le emissioni di un trasporto con un esempio di trasporto intermodale, la dimostrazione del peso del fattore di carico, le leve per ridurre le emissioni, e la logistica inversa con il caso dei rifiuti elettronici.
Le emissioni di un trasporto
Le emissioni di gas serra di un trasporto si stimano con l’intensità di emissione del modo di trasporto, in grammi di CO₂ equivalente per tonnellata-chilometro (g/tkm), secondo metodi standardizzati (la norma ISO 14083 e il quadro GLEC):
![]()
con
la massa trasportata,
la distanza ed
l’intensità. I valori dipendono molto da veicolo, carico e combustibile, ma gli ordini di grandezza sono netti.

Esempio. 20 tonnellate su 800 km. Tutto su camion, con
g/tkm:
kg di CO₂ equivalente. In modo intermodale, 700 km su treno (25 g/tkm) e 100 km su camion per l’ultimo tratto:
kg, il 60 % in meno. Il costo e i tempi dipendono dai terminal e dagli orari dei treni, ma su distanze lunghe l’intermodale è spesso competitivo anche nel prezzo.
Il fattore di carico
Teorema. Se le emissioni di un veicolo per chilometro dipendono poco dal carico, l’intensità per tonnellata-chilometro è inversamente proporzionale al fattore di carico medio, contando anche i viaggi a vuoto.
Dimostrazione. Un veicolo di portata
emette circa
per chilometro, quasi indipendentemente dal carico. Se in media viaggia con carico
(fattore di carico
), su
chilometri trasporta
tonnellate-chilometro ed emette
: l’intensità è
. Se una frazione
dei chilometri è percorsa a vuoto, i chilometri carichi sono
e l’intensità diventa
. ∎
In realtà il consumo cresce un po’ con il carico, quindi la dipendenza è un po’ meno che inversa; ma la conclusione resta: un camion pieno a metà emette per tonnellata quasi il doppio di uno pieno, e un ritorno a vuoto raddoppia le emissioni del viaggio. Le stesse misure che riducono i costi (consolidamento, carichi di ritorno, giri ottimizzati: lezione sui trasporti) riducono le emissioni.
Le leve
- Modo: spostare quote di traffico dalla strada alla ferrovia e alla nave, e dall’aereo alla nave dove i tempi lo permettono.
- Carico: riempire i mezzi, anche con imballaggi più compatti; ogni volume d’aria trasportato è energia sprecata.
- Distanza: rete logistica e localizzazione (lezione sulla localizzazione), fornitori più vicini.
- Veicoli e combustibili: camion elettrici sulle tratte urbane e regionali, biocarburanti, guida efficiente.
- Rete: centri di distribuzione urbani da cui partono veicoli piccoli e puliti per l’ultimo chilometro, il tratto più costoso e inquinante per ogni pacco.
La logistica inversa
La logistica inversa gestisce i flussi dal cliente indietro: resi del commercio elettronico, prodotti in garanzia, imballaggi riutilizzabili, prodotti a fine vita. Ha caratteristiche proprie: quantità e qualità dei ritorni incerte, prodotti da ispezionare uno per uno, decisioni su che cosa farne (rivendere, riparare, ricondizionare, recuperare componenti, riciclare i materiali).
Per l’elettronica il tema è rilevante: i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) sono tra i flussi di rifiuti che crescono più in fretta, e contengono sia sostanze pericolose sia materiali preziosi (oro, rame, terre rare). La normativa europea si basa sulla responsabilità estesa del produttore: chi immette il prodotto sul mercato finanzia raccolta e trattamento, e ha quindi interesse a progettarlo per essere smontato e riciclato. La progettazione per il riciclo, la riparabilità e il ricondizionamento allungano la vita dei prodotti, e un prodotto che dura il doppio dimezza le emissioni della sua produzione per anno di utilizzo: nell’elettronica di consumo la produzione pesa spesso più dell’uso.





