La trasformata di Laplace: proprietà, antitrasformata e stabilità
Definizione e convergenza, tabella delle trasformate, proprietà con dimostrazione della regola della derivata, valore iniziale e finale, fratti semplici e piano s.
La trasformata di Fourier non esiste per segnali che crescono, come
, e non tiene conto in modo naturale delle condizioni iniziali. La trasformata di Laplace risolve entrambi i problemi moltiplicando il segnale per un esponenziale che lo smorza. È lo strumento standard per i circuiti in regime transitorio e per i controlli automatici: trasforma le equazioni differenziali in equazioni algebriche e porta direttamente al concetto di funzione di trasferimento.
La definizione
Per un segnale
nullo per
(come tutti i segnali “accesi” a un certo istante):
![]()
Con
si ritrova la trasformata di Fourier. La parte reale
aggiunge un fattore
che smorza il segnale e fa convergere l’integrale anche per funzioni che crescono esponenzialmente. L’integrale converge nel semipiano
, dove
è l’ascissa di convergenza.
Le trasformate fondamentali
Esponenziale.
, per
. Tutte le altre righe della tabella si ricavano da questa.
Il seno e il coseno vengono da
:
.
Le proprietà
- Linearità.
- Traslazione in frequenza:
. Moltiplicare per un esponenziale sposta la trasformata. - Ritardo:
. - Derivata:
, e
. - Integrale:
. - Convoluzione:
.
Dimostrazione della regola della derivata
Integrando per parti:
![]()
perché nel semipiano di convergenza
. È la proprietà chiave: la derivata diventa una moltiplicazione per
, e le condizioni iniziali entrano da sole nell’equazione. Con Fourier si aveva
; qui si ha
, e in più il termine
.
I teoremi del valore iniziale e finale
![]()
Il secondo vale solo se il limite esiste davvero, cioè se tutti i poli di
hanno parte reale negativa. Permettono di conoscere l’inizio e la fine di una risposta senza antitrasformare: per esempio il valore a regime dell’uscita di un sistema dopo un gradino.
L’antitrasformata con i fratti semplici
Nei problemi pratici
è quasi sempre una funzione razionale
. Si scompone in fratti semplici, e ogni fratto si antitrasforma con la tabella.
Esempio.
![]()
,
. Quindi
.
Il calcolo di
e
è esattamente il calcolo dei residui della lezione sul teorema dei residui: in generale l’antitrasformata è la somma dei residui di
nei poli di
. Una coppia di poli complessi coniugati
produce un’oscillazione smorzata
.
Il piano s e la stabilità
Ogni polo
di
contribuisce alla risposta nel tempo con un termine
. La posizione del polo nel piano complesso dice quindi tutto sul comportamento di quel termine.

- Parte reale negativa: il termine si smorza. Più il polo è a sinistra, più è rapido.
- Parte reale positiva: il termine cresce esponenzialmente. Il sistema è instabile.
- Sull’asse immaginario: oscillazione di ampiezza costante (o crescita lineare se il polo è doppio).
- La parte immaginaria dà la frequenza di oscillazione.
Un sistema lineare è stabile se e solo se tutti i poli della sua funzione di trasferimento hanno parte reale negativa. È la regola d’oro dei controlli automatici: progettare un controllore vuol dire spostare i poli del sistema nella zona giusta del piano s.




